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Approfondimenti

Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale contro COVID-19? 
Con la vaccinazione anti COVID-19 si punta ad immunizzare il maggior numero di persone con il duplice obiettivo di proteggere il singolo vaccinato dalla malattia e di bloccare la catena dei contagi e, con essa, la propagazione della pandemia.

 

Cosa s’intende per immunità di gregge?
Con l’espressione immunità di gregge, o immunità di gruppo, si intende quel fenomeno per cui, una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale (per una determinata infezione) considerato sufficiente all’interno della popolazione, si possono considerare al sicuro anche le persone non vaccinate. Il motivo è chiaro. Essere circondati da individui vaccinati e dunque non in grado di trasmettere la malattia è determinante per arrestare la diffusione di una malattia infettiva.

 

Quante persone dovranno essere vaccinate in Italia affinché si raggiunga l’immunità di gregge?
Gli esperti stimano che per raggiungere l’immunità di gregge nel nostro Paese dovranno vaccinarsi tra il 60% e il 70% dei cittadini: circa 42 milioni di italiani

 

Quando è partita la campagna vaccinale?
La campagna è partita il 27 dicembre a seguito dell’approvazione, da parte dell’EMA (European Medicines Agency), del primo vaccino anti COVID-19.

 

Come funzione l’acquisto e la distribuzione dei vaccini?
L’acquisto e la distribuzione dei vaccini anti Covid 19 sono centralizzati, la responsabilità è in capo al Commissario Figliuolo. Ogni regione riceve le dosi di vaccino e si organizza per la somministrazione secondo un proprio piano regionale, in accordo con i principi definiti dal piano nazionale.

 

Ogni regione può scegliere a quali categorie somministrare il vaccino?
Nel piano vaccinale sono state individuate le categorie prioritarie a cui somministrare il vaccino nelle fasi iniziali; tuttavia, le regioni nell’ambito della propria autonomia potrebbero scegliere anche altre categorie.

 

Quali vaccini che verrà somministrato sarà uguale per tutti?
A seguito dell’avanzamento della campagna vaccinale, e della sempre più ampia disponibilità dei vaccini, la scelta del vaccino da somministrare può essere autonomamente presa da ogni cittadino in base alla disponibilità del centro vaccinale e delle raccomandazioni fornite dal Ministero della Salute.

 

Come posso procedere con la prenotazione?
Per procedere con la prenotazione, essendo ogni Regione in uno stato differente, è necessario consultare le relative pagine presenti di seguito, oppure telefonare ai numeri riportati:

ABRUZZO Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat e Portalettere
BASILICATA : Portale Vaccinazioni
CALABRIA : Portale Vaccinazioni | Farmacie accreditate
CAMPANIA Portale Informazioni e Vaccinazioni 
EMILIA ROMAGNA : Portale Vaccinazioni | CUP | CupWeb | app ER Salute | Farmacie accreditate | Sportelli CUP delle USL di appartenenza
FRIULI VENEZIA GIULIA : Tel: 0434 223 522 | CUP | Farmacie accreditate | Webapp
LAZIO : Portale Vaccinazioni | Tel: 06 164161841 – 800 118800 (per persone con particolari patologie e impossibilitate a spostarsi)
LIGURIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 938818 | Farmacie accreditate | Sportelli CUP delle ASL
LOMBARDIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 894 545 | Sportello Postamat
MARCHE : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat | Portalettere | SMS al numero 339 990 3947
MOLISE : Portale Vaccinazioni | Tel: 0865 724242 (da cellulare) – 800 329500 (da fisso)
PIEMONTE : Portale Vaccinazioni
PUGLIA : Portale Vaccinazioni | Sportelli CUP delle ASL | Farmacie accreditate
SARDEGNA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat e Portalettere
SICILIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966
TOSCANA : Portale Vaccinazioni 
TRENTINO ALTO ADIGE : Portale Vaccinazioni | FAQ | Tel: 800 867388
UMBRIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 192835
VALLE D’AOSTA : Tel: 0165 546222
VENETO : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 462 340

 

Dove posso trovare i dati aggiornati sull'andamento delle vaccinazioni anti Covid-19 nel nostro Paese? 
Dal 31 dicembre 2020 è attiva una pagina dove è possibile consultare i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale. Tale pagina è consultabile al seguente link: Report vaccini anti Covid-19

 

Ho sentito parlare della terza dose di vaccino. A cosa serve?
La terza dose del vaccino COVID, definita “dose booster”, serve come richiamo a seguito del completamento del normale ciclo vaccinale. Ha la funzione di aumentare la durata dell’immunizzazione, consentendo una protezione aggiuntiva dal virus.

 

Dopo quanto posso effettuare la terza dose?
La terza dose del vaccino COVID può essere effettuata dopo 120 giorni (4 mesi) dalla conclusione del normale ciclo vaccinale.

 

La terza dose è obbligatoria?
No: come la vaccinazione anti-COVID in generale, anche la terza dose non è obbligatoria. Essa risulta però fortemente raccomandata per quelle categorie ritenute fragili, immunodepresse e immunocompresse, per proteggerle più efficacemente dagli effetti avversi del virus.

 

Quando posso prenotare la terza dose? E con quali modalità?
La terza dose del vaccino COVID potrà essere prenotata da tutti i cittadini over-18 a partire dal 1° Dicembre 2021, seguendo le classiche modalità previste finora per la vaccinazione anti-COVID. Ogni regione prevede comunque delle modalità specifiche, che possono essere consultate nella precedente FAQ riportata sopra.

 

Ho sentito che è stata avviata la campagna vaccinale anche per i minori di 12 anni. Quali sono le modalità di svolgimento?
A partire dal 16 Dicembre, ha preso il via in tutta Italia la campagna di vaccinazione anche per i minori di 12 anni. Le modalità di prenotazione sono le stesse che già sono previste per la vaccinazione degli adulti e riportate nelle nostre FAQ consultabili poco sopra; sarà ovviamente necessario selezionare la corretta categoria di riferimento.

 

Quale vaccino verrà inoculato ai minori di 12 anni?
Stando alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, verrà inoculato il vaccino Comirnaty di Pfizer in una formulazione specificatamente pensata per i minori.

 

La dose che verrà somministrata ai minori di 12 anni è la stessa che viene prevista per gli adulti?
No. Per i minori di 12 anni, oltre che una specifica formulazione del vaccino stesso, è prevista la somministrazione di una dose pari a 1/3 di quella normalmente prevista per gli adulti.

 

I vaccini sono sicuri?
Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione.
In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

 

Qual è la procedura per autorizzare un vaccino anti COVID-19 nell'UE?
La “Valutazione scientifica indipendente della sicurezza, dell'efficacia e della qualità da parte dell'Agenzia europea per i medicinali” prevede che qualsiasi azienda che desideri commercializzare un vaccino nell'UE deve prima richiedere un'autorizzazione all'immissione in commercio per il vaccino. La richiesta viene presentata all'Agenzia europea per i medicinali (EMA), che valuta la sicurezza, l'efficacia e la qualità del vaccino. Se l'EMA formula una raccomandazione, la Commissione può procedere ad autorizzare la commercializzazione del vaccino sul mercato dell'UE.

 

I vaccini che ottengono l’autorizzazione dell’Ema sono commercializzati automaticamente in Italia?
No. In ogni caso, prima di poter essere commercializzati in Italia, i vaccini e tutti i medicinali devono ricevere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) da parte dell’AIFA.

 

La vaccinazione ha un costo?
No, la vaccinazione è gratuita per tutti. 

 

La vaccinazione è obbligatoria?
No, al momento nel nostro Paese non è stato introdotto alcun obbligo di legge che imponga la vaccinazione contro il COVID-19. Le uniche categorie esenti da questa non-obbligatorietà sono gli operatori del comparto sanitario, pubblici e privati.

 

È previsto il rilascio di un certificato di vaccinazione?
Sì. A seguito della vaccinazione, sia per quanto concerne la prima dose che per quanto riguarda l’effettiva conclusione del ciclo di vaccinazione, viene rilasciata una dichiarazione da parte del centro medico che conferma l’avvenuta vaccinazione da parte del cittadino.

A seguito del Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, è stato introdotto il “Green Pass” (o Certificazione verde COVID-19). Tale certificazione consentirà di muoversi liberamente tra le varie Regioni e Province autonome, anche se esse sono di colore arancione o rosso. 

A partire dal 1° Febbraio 2022
, la durata della certificazione sarà così prevista:
- se richiesta da coloro che hanno completato il ciclo di vaccinazione, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
- se richiesta da coloro che sono guariti dall’infezione COVID, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
- se richiesta solamente a seguito di un tampone rapido/molecolare negativo, la durata è di 48/72 ore.

 

Quali sono i vaccini anti COVID-19 attualmente autorizzati in Italia?
Il primo vaccino ad essere autorizzato in Unione Europea è stato Comirnaty di Pfizer-BioNtech il 21 dicembre. Le vaccinazioni con il Comirnaty sono iniziate con il Vaccine day, il 27 dicembre, in Italia e in Europa. Il 6 gennaio è stato autorizzato dall'EMA anche il vaccino Moderna, autorizzato da AIFA il 7 gennaio. Il 29 gennaio è stato poi autorizzato anche il terzo vaccino, prodotto da AstraZeneca; quest’ultimo, a seguito delle evidenze fornite dall’azienda, potrà però essere somministrato solamente alle persone di ogni età senza rischi clinici.
Il 12 marzo è stato poi autorizzato il quarto vaccino, prodotto da Johnson & Johnson, e primo di questi ad essere monodose. La distribuzione, a causa degli ulteriori approfondimenti richiesti da EMA e AIFA, dovrebbe iniziare a partire dalla seconda metà di aprile 2021, con somministrazione alle persone di età superiore ai 60 anni.

 

Quante dosi servono per essere immunizzati?
Per i vaccini autorizzati dall'EMA (ad oggi Comirnaty, Moderna e AstraZeneca) sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino. L’unica eccezione è prevista per il vaccino Johnson & Johnson, per la sua natura monodose, e per coloro che hanno contratto e sconfitto il COVID entro 6 mesi dalla data di vaccinazione, per i quali l’EMA ha annunciato che sarà sufficiente una sola dose del vaccino.

 

Quanto è efficace il vaccino?
I risultati degli studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino anti COVID-19, somministrate a distanza di 21 giorni, per quanto riguarda il vaccino Pfizer/Biontech, e 28 giorni, per quanto riguarda quello Moderna, possono impedire al 95% degli adulti, rispettivamente da 16 e 18 anni in poi, di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Il vaccino AstraZeneca invece, stando a recenti studi, ha dimostrato un’efficacia pari all’82%, dopo la seconda dose. Il vaccino Johnson & Johnson prevede invece un’efficacia dell’85% sulle forme gravi della malattia e, inoltre, una protezione completa rispetto a morte e ospedalizzazione correlata al COVID-19 a 28 giorni dalla somministrazione.

Ulteriori dati sugli altri vaccini che verranno approvati, non sono al momento disponibili.

 

La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?
No. Gli studi clinici hanno dimostrato che la protezione si sviluppa progressivamente dopo un periodo di 7 giorni, per quanto riguarda il vaccino Pfizer/Biontech, e di 14 giorni dalla seconda dose, per quanto concerne invece il vaccino Moderna. 
Il vaccino AstraZeneca, invece, prevede un’efficacia del 76% già subito dopo la prima dose, aumentata poi all’82% dopo la seconda.

Il vaccino Johnson & Johnson prevede invece un’efficacia sulle forme gravi della malattia dell’85% e, inoltre, una protezione completa rispetto a morte e ospedalizzazione correlata al COVID-19 a 28 giorni dalla somministrazione.



Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?
La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi. Studi più approfonditi sono però tuttora in corso.

 

Chi esegue la prima dose con un vaccino anti COVID-19, può fare la seconda con un altro vaccino anti Covid-19, qualora disponibile?
Stando agli studi effettuati, è possibile procedere con il mix di vaccini sia per coloro che hanno fatto la prima dose con i vaccini a vettore virale sia per coloro che hanno fatto la prima dose con vaccini a mRNA ma decidano di fare una prima dose del vaccino Pfizer e la seconda con quello di Moderna (o viceversa).

 

Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche?
I vaccini anti COVID-19 non utilizzano virus attivi; perciò, il vaccino non può causare malattie e/o alterazioni genetiche nella persona vaccinata.

 

Chi sviluppa una reazione alla somministrazione a chi lo può comunicare?
La segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla ASL di appartenenza, così come per tutte le altre reazioni avverse, a qualunque farmaco, secondo il sistema nazionale di farmacovigilanza attivo da tempo in tutto il Paese.
Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito AIFA: 
https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

 

Come viene accertata l’assenza di controindicazioni nella persona da vaccinare?
Prima della vaccinazione il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre, l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

 

È stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà efficace anche verso questa nuova variante?
I virus come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia. I primi studi clinici effettuati dall’EMA hanno confermato che i vaccini anti COVID-19 prodotti da Pfizer/Biontech, Moderna e Johnson & Johnson, sono risultati efficaci anche contro la variante “inglese”, quella “sudafricana” e quella “sudamericana” attualmente confermate. Per quanto concerne gli altri vaccini, studi clinici sono attualmente in corso.

 

Chi ha già avuto un’infezione da COVID-19, confermata, deve o può vaccinarsi?
La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

In una recente comunicazione il Ministero della Salute ha affermato che, coloro i quali hanno avuto una precedente positività da COVID, non avranno necessità di fare entrambe le dosi se la guarigione è avvenuta entro 6 mesi dall’infezione. Sarà quindi sufficiente solo la prima, in questo caso, essendo il superamento dell’infezione valido come “priming”. Nel caso in cui si proceda con la vaccinazione dopo 6 mesi dall’effettiva guarigione, si dovrà procedere normalmente con le 2 dosi previste.

 

Le persone che soffrono di allergie possono vaccinarsi con il vaccino anti COVID-19?
Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino, dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione. Come per tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato sotto stretta supervisione medica. Le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda dose.

 

Le donne in gravidanza o che stanno allattando possono vaccinarsi? 
I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati; tuttavia, studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di COVID-19 grave. L'Istituto Superiore di Sanità ha in atto un sistema di sorveglianza sulle donne gravide in rapporto a COVID-19 che potrebbe offrire ulteriori utili informazioni. Sebbene non ci siano studi sull'allattamento al seno, sulla base della plausibilità biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l’allattamento al seno.

In generale, comunque, l'uso del vaccino durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi.

 

Le persone con una documentata immunodeficienza o con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?
Non sono ancora disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino anti COVID-19 nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino.

I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse, invece, sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di COVID-19. 

 

Le persone con malattie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi? 
Sì, ed è a queste categorie che sarà data priorità nell’invito alla vaccinazione.

 

Le persone in trattamento con anticoagulanti possono vaccinarsi?
Le persone in cura con una terapia anticoagulante hanno una generica controindicazione a qualsiasi iniezione, per loro la vaccinazione deve essere valutata caso per caso dal proprio medico per il rischio di emorragie dal sito di iniezione.

 

Le persone che hanno fatto la vaccinazione antinfluenzale da poco tempo possono vaccinarsi contro il COVID-19?
Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque, il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale consigliabile.

 

Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione ad altre persone?
Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

 

La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto? 
Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: i dati parlano di un numero dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza.

Non è stata quindi saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione. 

 

La tecnologia a Rna messaggero è pericolosa? Rischio modifiche al mio Dna?
Oltre a non avere le ‘istruzioni’ per modificare il Dna, l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. Inoltre, l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo ‘compito’.

 

Oltre al vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech), a quello di Moderna, di AstraZeneca e di Johnson & Johnson, saranno disponibili altri vaccini in breve tempo?
Sì. Allo stato attuale siamo a conoscenza del fatto che altri vaccini stanno affrontando le diverse fasi di sperimentazione, ma, allo stesso tempo, non si conosce la tempistica dell’effettivo rilascio.

 

Che documenti sono richiesti per effettuare la vaccinazione?
Generalmente, sono necessari un documento di identità valido e la tessera sanitaria. In base alle varie disposizioni regionali, sarà necessario avere con sé anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico. 

 

La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?
Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria. Inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.

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I vaccini in farmacia a che punto siamo?
Il tema delle vaccinazioni in farmacia è stato molto dibattuto sin dalle prime fasi della campagna vaccinale. Dopo gli ottimi risultati raggiunti con i tamponi rapidi, e l’incremento esponenziale ottenuto grazie proprio alla loro collaborazione, le farmacie si sono proposte sin da subito per aiutare ad aumentare i numeri della popolazione vaccinata e poter mantenere quell’obiettivo delle 500 mila vaccinazione al mese, annunciato sin da subito dal commissario Figliuolo. 

L’iniziativa annunciata già da diversi mesi non è ancora operativa, ad oggi i cittadini non possono vaccinarsi in farmacia.

A fine marzo, è stato ufficializzato l’accordo quadro tra Federfarma e il Governo nazionale sul protocollo da adottare per iniziare la campagna vaccinale nelle farmacie, le principali linee guida prevedono:

  1. L’obbligo, per i farmacisti, di effettuare un corso online tenuto dall’ Istituto Superiore di Sanità per poter effettuare le somministrazioni,

  2. L’obbligo di attrezzare delle aree specifiche della struttura per poter effettuare tale operazione rispettando gli standard di sicurezza richiesti. 

Firmato l’accordo nazionale, è toccato alle singole Regioni fare il passo necessario per poter mettere in piedi tutta la struttura e raccogliere le adesioni da parte delle farmacie interessate. Federfarma ha ufficializzato che più di 11 mila farmacie su 18 mila associate hanno già accettato di partecipare, ma tante altre stanno chiedendo di poter aderire

Cittadinanzattiva, partendo dalle richieste dei cittadini che non riescono a trovare informazioni precise, ha cercato di fare il punto raccogliendo le informazioni presenti sui siti delle regioni dedicati ai vaccini e quelle presenti sul sito di Federfarma. Dall’indagine/ ricerca emerge che le informazioni relative alle vaccinazioni nelle farmacie si limitano ancora a pochi dettagli e in nessuna regione è partito il servizio, nonostante ad oggi tutte le regioni abbiamo stipulato gli Accordi regionali. Ci sembra urgente prevedere una comunicazione chiara e per quanto possibile uniforme per tutte le regioni per evitare che ancora una volta si creino disuguaglianze da regione a regione. 

I risultati dell’indagine/ricerca
Vaccinazioni in farmacia- Punti principali

  1. Le vaccinazioni in Farmacia partiranno da giugno, ad eccezione della Regione Lazio (che partirà dal 24 maggio) e della Valle d’Aosta (già partita)

  2. In tutte le Regioni sarà possibile vaccinarsi in farmacia

  3. La vaccinazione in farmacia si prenota con le modalità standard previste dalle regioni

 (sito, numero dedicato, chiamata diretta...), oppure tramite prenotazione diretta presso le farmacie.

  1. Devono essere rispettate le categorie indicate dal piano vaccinale nazionale

  2. La vaccinazione sarà eseguita da farmacisti abilitati con un corso di formazione, non sarà presente un medico

  3. La vaccinazione in farmacia è riservata ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 60 anni che non hanno patologie in corso e/o non appartengono alle categorie fragili e ultra-fragili

Le vaccinazioni nelle farmacie partiranno da giugno in poi, con le uniche eccezioni rappresentate dalla Regione Lazio (con prenotazioni a partire dal 20 maggio e somministrazioni dal 24 dello stesso mese) e dalla Valle d’Aosta (già partita con le vaccinazioni), secondo un calendario che le singole regioni non hanno ancora reso noto; la prenotazione del vaccino nelle farmacie seguirà le modalità previste dalle regioni (sito internet, numero dedicato, chiamata diretta); le farmacie che aderiscono vengono incluse nei punti vaccinali della regione, per i cittadini sarà cioè possibile scegliere la farmacia più vicina dove vaccinarsi. Dunque, anche la vaccinazione presso le farmacie sarà accessibile per le categorie previste dal piano di vaccinazione nazionale in base all’avanzamento delle regioni; non sarà quindi possibile una vaccinazione libera presso le farmacie ma, bensì, sarà sempre legata alle categorie previste dal piano.

Tuttavia, la vaccinazione in farmacia deve essere scelta da coloro di età compresa tra i 18 e i 60 anni che non hanno patologie in corso e/o non appartengono alle categorie fragili e ultra-fragili, per i quali rimane consigliata la vaccinazione in ospedale o nei punti vaccinali già adibiti sul territorio. Il medico di famiglia non sarà coinvolto in alcun modo in questo percorso. 

In farmacia non sarà presente un medico ma saranno i farmacisti abilitati che hanno seguito un corso di formazione specifico ad effettuare la vaccinazione. E’ previsto un periodo di osservazione di 15 minuti dopo la vaccinazione e i farmacisti avranno a disposizione un kit di primo intervento in caso di gravi reazioni avverse. 

Nelle farmacie sarà somministrato il vaccino Johnson & Johnson, assieme alle dosi di Vaxveria (ex AstraZeneca), in quanto entrambi di facile conservazione in sicurezza.

Dall’indagine non emerge chi procederà all’anamnesi preliminare prima della somministrazione del vaccino che di regola, negli altri punti vaccinali viene effettuata da un medico, questo punto non è secondario poiché in base all’anamnesi di regola il medico può decidere anche la tipologia di vaccini da somministrare.

Redazione Online

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