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Comunicati

“L’istituzione di un Comitato di 18 esperti allo scopo di formulare idee e proposte sull’avvio del prossimo anno scolastico - a partire da temi come l’edilizia scolastica, l’innovazione digitale, la selezione e il reclutamento del personale, i servizi 0-6, il miglioramento della qualità del servizio scolastico – desta in noi alcuni dubbi”, commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

“Innanzitutto perché ha rivelato un certo ritardo, da parte del Ministero dell’Istruzione, nella messa a punto di ipotesi operative sulla ripresa delle attività scolastiche, mentre in altri Paesi europei sono già al vaglio ipotesi organizzative di diverso tipo se non addirittura piani già definiti a seconda dei diversi scenari.

Senza nulla togliere al valore e alle competenze dei 18 esperti prescelti dal Ministero, ci chiediamo come mai, ancora una volta, si sia scelta la strada della creazione di un Comitato, per di più con potere solo consultivo, e non si sia optato per chiamare in causa organismi, tavoli di consultazione, soggetti istituzionali, tecnici e civici con comprovate esperienze e competenze per ciascuno degli obiettivi indicati. Uno su tutti: l’edilizia scolastica. Non aver coinvolto da subito chi per mandato istituzionale - come ANCI, UPI, Conferenza delle Regioni, Vigili del Fuoco - o per impegno civico - come Cittadinanzattiva ed altre organizzazioni del Terzo settore - se ne occupa da decenni, rappresenta un grave errore al quale speriamo si voglia subito porre rimedio, riconvocando ad esempio l’Osservatorio dell’edilizia scolastica, del quale tutti i soggetti sopra elencati fanno parte.

Crediamo che proprio l’edilizia scolastica sia un tema centrale nell’ottica della ripresa delle attività scolastiche, per ripensare gli spazi esistenti, sfruttare quelli inutilizzati, realizzare migliaia di interventi già finanziati per la sicurezza strutturale e l’adeguamento sismico, per le indagini diagnostiche di solai e controsoffitti, per l’anti incendio, per l’efficientamento energetico.

La chiusura forzata delle scuole fino alla fine di agosto offre un’opportunità inedita: quella di poter sfruttare l’intero periodo estivo per mettere in sicurezza, efficientare, reinventare gli spazi delle nostre scuole o almeno di una buona parte di esse. Per questo riteniamo che, ove sia possibile garantire la sicurezza degli operai e dei cantieri, si possa mettere a punto, a partire dal 4 maggio, un piano di interventi a breve e medio termine.

Per parte nostra ancora una volta non ci esimeremo dall’avanzare proposte, avviare interlocuzioni ed azioni che possano contribuire alla ripartenza in sicurezza delle scuole italiane e a garantire davvero a tutti gli studenti, soprattutto a chi è escluso a causa del digital divide e a quelli con disabilità, di recuperare il tempo scuola perduto”.

Ufficio Stampa

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