Verso la Giornata mondiale dell’acqua: ancora in aumento la bolletta idrica, 528€ nel 2025, oltre il 5% in più rispetto al 2024. Più di un italiano su 4 non si fida dell’acqua di rubinetto. I nuovi dati del XXI Dossier di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato.
Cresce ancora la bolletta per l’acqua: è di 528€ infatti la spesa media sostenuta dalle famiglie italiane nel 2025 rispetto ai 500€ (+5,4%) del 2024. Confrontando il dato con il 2019, il costo a livello nazionale è aumentato di ben il 30%.
Il quadro che emerge è quello di un Paese profondamente frammentato, dove il diritto all’acqua viene garantito con standard qualitativi e costi estremamente difformi a seconda del territorio di residenza. Le regioni centrali presentano mediamente le tariffe più elevate, con una spesa media annua di 705 euro, mentre gli aumenti più importanti rispetto al 2024 si registrano al Nord con il +6,4%, seguito dal Sud con il +5,3% e dal Centro con +4,3%.
La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è ancora il Molise (€ 274) che però rispetto all’anno precedente registra un aumento di ben il 17,5%, incremento record a livello nazionale. La regione con la spesa più elevata risulta essere la Toscana (€ 770) con un aumento del 2,9%. Oltre al Molise, un incremento a due cifre si registra anche in Valle d’Aosta (+14,8%) e in Abruzzo (+10,7%).
Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 973€, mentre Milano conquista anche nel 2025 la palma di capoluogo più economico con 203€. Fra i capoluoghi di provincia, aumenti a due cifre percentuali per Reggio di Calabria e Crotone (aumento superiore al +19%), Campobasso e Isernia (oltre il 17%), Aosta e Palermo (oltre il 14% ), Catania e Treviso (+del 12%), L'Aquila e Teramo (con più dell’11%).
Oltre che tra le regioni, evidenti differenze di spesa continuano ad esistere anche all'interno delle stesse regioni. Solo per citare gli esami più evidenti, nel Lazio tra Frosinone e Latina intercorre una differenza di 529 euro, in Sicilia fra Enna e Catania di 405 euro.
In base agli ultimi dati Istat (anno 2022), la dispersione idrica raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano. In alcune aree del Paese (soprattutto Sud e Isole) si disperde più della metà dei volumi d'acqua immessi in rete. Spicca in negativo la Basilicata dove va disperso il 65,5%, segue a breve distanza l’Abruzzo (62,5% di acqua dispersa) mentre la Valle d’Aosta si ferma sotto il 30% (ma peggiora comunque il dato rispetto al 2020). Fra i capoluoghi di provincia molto negativo il dato di Potenza, dove la dispersione idrica supera il 70%.
La fotografia emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2025 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone un consumo annuo di 182 metri cubi. Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa sarebbe di € 415 con un risparmio di € 113 cioè circa in media il 21% della bolletta.
“Di fronte ad una nuova emergenza che sta investendo le famiglie italiane, colpite in misura sempre più estesa dall’aumento del costo di beni e servizi, nell’ambito della gestione della risorsa idrica chiediamo ai soggetti che gestiscono la governance del servizio (dal livello nazionale a quello locale) che si intervenga su quattro priorità: ridurre il water service divide, perché la qualità del servizio ma anche il costo non può dipendere dal luogo in cui si vive; garantire continuità di investimento oltre il PNRR e rendere strutturale la capacità di programmazione e realizzazione; rafforzare la trasparenza e l’accountability verso i cittadini su piani, cantieri e risultati degli investimenti; garantire maggiore tutela sociale e accessibilità economica, rendendo pienamente efficace il bonus idrico e proteggendo le famiglie vulnerabili”, afferma Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.
Spesa media annua per Regione - Ipotesi A (182 metri cubi)
|
Regione |
Spesa Servizio idrico integrato 2019 |
Spesa SII 2024 |
Spesa SII 2025 |
Var. 25/24 |
Var. 25/19 |
|
Abruzzo |
377 € |
482 € |
533 € |
+ 10,7% |
+ 41,4% |
|
Basilicata |
351 € |
447 € |
459 € |
+ 2,6% |
+ 30,8% |
|
Calabria |
297 € |
364 € |
398 € |
+ 9,4% |
+ 34,0% |
|
Campania |
300 € |
322 € |
328 € |
+ 1,8% |
+ 9,3% |
|
Emilia R. |
473 € |
563 € |
604 € |
+ 7,3% |
+ 27,7% |
|
Friuli V.G. |
368 € |
455 € |
478 € |
+ 5,0% |
+ 29,9% |
|
Lazio |
467 € |
607 € |
647 € |
+ 6,6% |
+ 38,5% |
|
Liguria |
359 € |
521 € |
552 € |
+ 6,0% |
+ 53,7% |
|
Lombardia |
294€ |
388 € |
415 € |
+ 7,0% |
+ 41,2% |
|
Marche |
497 € |
613 € |
643 € |
+ 4,8% |
+ 29,4% |
|
Molise |
146 € |
234 € |
274 € |
+ 17,5% |
+ 87,7% |
|
Piemonte |
353 € |
449 € |
467 € |
+ 4,1% |
+ 32,3% |
|
Puglia |
473 € |
519 € |
545 € |
+ 5,0% |
+ 15,2% |
|
Sardegna |
424 € |
532 € |
539 € |
+ 1,5% |
+ 27,1% |
|
Sicilia |
421 € |
506 € |
524 € |
+ 3,7% |
+ 19,7% |
|
Toscana |
637 € |
748 € |
770 € |
+ 2,9% |
+ 20,9% |
|
Trentino A.A. |
194 € |
289 € |
302 € |
+ 4,7% |
+ 55,7% |
|
Umbria |
489 € |
634 € |
677 € |
+ 6,7% |
+ 38,4% |
|
Valle d'Aosta |
- |
273 € |
313 € |
+ 14,8% |
- |
|
Veneto |
371 € |
458 € |
490 € |
+ 7,0% |
+ 32,1% |
|
Italia |
406 € |
500 € |
528 € |
+ 5,4% |
+ 30,0% |
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, marzo 2026
I capoluoghi di provincia con le 10 spesa più elevate - Ipotesi A (182 metri cubi)
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Le 10 spese più elevate |
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Capoluogo |
Spesa Servizio idrico integrato 2025 |
Capoluogo |
Spesa SII 2024 |
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|
Frosinone |
€ 973 ↑ |
Frosinone |
€ 917 |
||
|
Pisa |
€ 861 ↑ |
Grosseto |
€ 821 |
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|
Livorno |
€ 860 ↑ |
Siena |
€ 821 |
||
|
Grosseto |
€ 834 ↑ |
Pisa |
€ 817 |
||
|
Siena |
€ 834 ↑ |
Livorno |
€ 805 |
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|
Arezzo |
€ 826 ↑ |
Arezzo |
€ 795 |
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|
Massa |
€ 769 ↑ |
Enna |
€ 765 |
||
|
Pesaro |
€ 767 ↑ |
Firenze |
€ 757 |
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|
Urbino |
€ 767 ↑ |
Pistoia |
€ 757 |
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|
Enna |
€ 765 = |
Prato |
€ 757 |
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Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, marzo 2026
I capoluoghi di provincia con le 10 spese più basse - Ipotesi A (182 metri cubi)
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Le 10 spese più basse |
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|
Capoluogo |
Spesa Servizio idrico integrato 2025 |
Capoluogo |
Spesa SII 2024 |
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|
Milano |
€ 203 ↑ |
Milano |
€ 185 |
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|
Trento |
€ 206 ↑ |
Trento |
€ 200 |
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|
Napoli |
€ 251 ↑ |
Campobasso |
€ 234 |
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|
Campobasso |
€ 274 ↑ |
Isernia |
€ 234 |
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|
Isernia |
€ 274 ↑ |
Napoli |
€ 244 |
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|
Caserta |
€ 279 = |
Aosta |
€ 273 |
||
|
Benevento |
€ 303 ↓ |
Caserta |
€ 279 |
||
|
Monza |
€ 307 ↑ |
Monza |
€ 285 |
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|
Catanzaro |
€ 308 ↓ |
Benevento |
€ 305 |
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|
Aosta |
€ 313 ↑ |
Catanzaro |
€ 309 |
||
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, marzo 2026
Consumi, disservizi e livelli di soddisfazione dei cittadini
Secondo i dati Istat, nel 2024 l'86,4% delle famiglie allacciate si dichiara molto (20,6%) o abbastanza (65,8%) soddisfatta del servizio idrico mentre il 13,6% è poco o per niente soddisfatto. La soddisfazione diminuisce spostandosi dal Nord verso il Sud e le Isole, dove la durata media delle interruzioni raggiunge le 227 ore/anno per utente, contro meno di un’ora nel Nord. Nel 2024, la quota di famiglie soddisfatte è 91,7% nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, scende al 85,8% al Centro, poi al 81,8% al Sud fino al 72,3% nelle Isole.
Riguardo alla qualità e alle caratteristiche organolettiche (odore, sapore, limpidezza) della risorsa, I dati Istat ci dicono che in media circa una famiglia su 4 è poco o per niente soddisfatta, con situazioni di maggiore criticità al Sud e soprattutto nelle Isole dove il 49,5% di esse dichiarano di non fidarsi a bere acqua del rubinetto, a fronte di una media nazionale del 28,7%, comunque alta. Risaltano in modo particolare i dati della Sicilia dove a fronte del 29,2% di famiglie che lamenta irregolarità nella fornitura del servizio il 50% non si fida a bere acqua di rubinetto. Segue la Calabria - dove il 29,9% riscontra irregolarità nel servizio e il 39,9% non si fida dell'acqua di rubinetto, mentre non sembra riscontrarsi la stessa logica in Toscana, Umbria ed Emilia Romagna dove a basse percentuali di famiglie che lamentano irregolarità nella fornitura (rispettivamente appena il 6,3%, 4,2% e 4,4%) corrispondono percentuali elevate di famiglie che dichiarano di non fidarsi a bere l'acqua del rubinetto (34,9%, 28,7%, 26,4%).
La sfida del 2026: PNRR e Governance
Il settore si trova in un passaggio cruciale. A metà 2025 risulta concluso solo il 2% degli interventi PNRR, con un ulteriore 51% in fase di collaudo. Cittadinanzattiva lancia l'allarme sul cosiddetto "effetto scalino": il rischio di un crollo degli investimenti al termine dei fondi straordinari europei. Inoltre, tra il 2025 e il 2028 scadranno 42 concessioni che interessano 11 milioni di abitanti, un'occasione decisiva per scegliere modelli di gestione trasparenti ed efficienti.
Il Rapporto, a cura dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, è realizzato nell’ambito del progetto “Vita da Generazione SpreK.O.”, finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025.





