Fra le azioni previste, una piattaforma digitale gratuita, incontri informali e laboratori di formazione per cittadini e professionisti, sportelli di tutela sul territorio.
Promuovere un programma di azioni concrete al fine di tutelare i primi mille giorni di vita, dal concepimento ai due anni, e di affermare il diritto al miglior inizio di vita possibile, un diritto ad oggi fortemente frammentato e condizionato dal luogo di nascita e dal reddito familiare. È questo l’obiettivo della campagna “1000 Buoni Giorni”, presentata oggi da Cittadinanzattiva con un evento presso la Sala Nassirya del Senato.
La campagna è sostenuta da un nutrito Board di soggetti che, insieme a Cittadinanzattiva, metteranno a punto una piattaforma civica di interventi multidimensionali volti a mettere in connessione famiglie, istituzioni, professionisti sanitari, educatori, Terzo Settore e comunità territoriali, al fine di contribuire a trasformare i primi 1000 giorni in una leva concreta di equità sociale, salute pubblica e innovazione del welfare.
L’analisi civica dei modelli regionali
Persistono forti differenze territoriali nell’accesso ai servizi educativi 0-3 anni, ai consultori, ai servizi per la tutela della salute mentale perinatale, ai percorsi di prevenzione, al supporto alla genitorialità. Le possibilità di sviluppo di un bambino continuano troppo spesso a dipendere dal luogo in cui nasce, dal reddito familiare e dalla capacità dei territori di garantire servizi accessibili e integrati.
L'analisi civica condotta da Cittadinanzattiva sui Piani regionali della prevenzione evidenzia, infatti, una profonda eterogeneità sul territorio nazionale. La “classificazione” che ne emerge si riferisce soltanto alla rilevanza data al tema dei 1000 giorni nella programmazione regionale, non agli esiti effettivi sulla popolazione. Regioni come Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Piemonte, Basilicata e Umbria puntano sulla programmazione dedicata, che vede l'adozione di progetti specifici e strutturati sui 1000 giorni con sistemi dedicati di monitoraggio. Abruzzo, Liguria, Marche e Molise seguono invece il modello incentrato sui consultori e sul percorso nascita, valorizzando queste strutture come presidi destinati a questo specifico arco temporale. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Valle d'Aosta, Province Autonome di Trento e Bolzano applicano il modello sociosanitario integrato, mettendo in rete consultori, Centri per le Famiglie, salute mentale, servizi educativi e comunità locali. Sardegna, Sicilia, Puglia e Campania adottano un approccio orientato all'equità sociale soprattutto a beneficio delle aree interne e delle famiglie vulnerabili.
"La tutela della salute dei più piccoli e il sostegno alle famiglie non possono dipendere dal codice postale o dalle condizioni socio-economiche. Attraverso questo programma vogliamo rimettere al centro i diritti dei cittadini e attivare strumenti concreti di ascolto e orientamento. Chiediamo alle istituzioni una governance nazionale stabile sui primi 1000 giorni, il rafforzamento della rete di prossimità, a partire dai consultori come fulcri territoriali integrati e la semplificazione delle procedure di accesso ai servizi e ai sussidi. Investire precocemente è un dovere sociale indispensabile per costruire una comunità più equa, coesa e solidale”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva. “A livello europeo, abbiamo proposto l’adozione di un “EU First 1000 Days Act”, capace di trasformare le attuali raccomandazioni europee sul tema in diritti realmente esigibili, introducendo standard comuni su salute materno-infantile, nutrizione, educazione, prevenzione e accesso ai servizi. L’obiettivo è superare la frammentazione delle politiche, rafforzare l’equità territoriale e impegnare gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali integrate sui primi 1000 giorni. Un “EU First 1000 Days Act” rappresenterebbe non solo una misura sociale, ma un investimento strategico sul capitale umano europeo, capace di ridurre le disuguaglianze, prevenire lo svantaggio intergenerazionale e costruire un’Europa più equa”.
Le azioni concrete del programma “1000 Buoni Giorni Lab”
L'organizzazione avvia una piattaforma civica di interventi multidimensionali che coinvolgono famiglie, istituzioni, personale sanitario ed educatori. Tra le principali attività si prevedono:
- laboratori territoriali partecipativi, incontri informali, percorsi formativi ed informativi dedicati a genitori e famiglie, ma anche ad operatori sanitari, sociali ed educativi, sui temi della prevenzione precoce, della salute mentale perinatale, della presa in carico multidisciplinare, dell’equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari territoriali e dell’individuazione precoce di eventuali situazioni di disagio sociale vissute dalle famiglie;
- sportelli di tutela per le famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi, ai sostegni economici, ai percorsi di cura o alle informazioni sui propri diritti;
- una piattaforma digitale gratuita che raccoglie materiali informativi, video, contenuti scientifici, strumenti multilingue e buone pratiche territoriali dedicate ai primi 1000 giorni;
- una campagna di comunicazione capillare dedicata alla sensibilizzazione pubblica sui temi della prevenzione precoce, dei diritti dell’infanzia, della genitorialità, dell’equità territoriale e del welfare familiare.
Questi ad oggi gli aderenti al Board
AIFEC, ANCI, Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini - ETS, CNOAS, CNOP, Donne in Campo - CIA, Farmaciste insieme, FIASO, FIMMG, FIMP, FNOPI, FNOPO, FOFI, Giovani Farmacisti Fenagifar, Gruppo CRC, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Istituto Superiore di Sanità, Riabitare l'Italia, SIGO, SIMG, SIN, SIP, Emmanuele Pavolini, Professore ordinario di Sociologia economica del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell'Università di Milano, Manuela Stranges, Professoressa associata di Demografia del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell'Università della Calabria, e Paolo Siani, pediatra e già vicepresidente della Commissione parlamentare Infanzia e Adolescenza.





