Introdurre i diritti dei consumatori nei programmi di educazione civica, con riferimento all’ambito delle competenze digitali, sostenibilità e alfabetizzazione finanziaria; superare la logica dei progetti a termine, garantendo risorse pluriennali e formazione accreditata per i docenti; definire un quadro comune a livello europeo di competenze sui consumi per bambini e giovani, così come già fatto con DigComp e GreenComp; riconoscere le associazioni civiche – a partire da quelle studentesche e dalle organizzazioni dei consumatori – come partner educativi strategici capaci di portare nelle aule casi reali, aggiornamento continuo e supporto metodologico.
Queste sono tra le principali Raccomandazioni contenute nel Position Paper, presentato ieri al Parlamento Europeo nell'evento "Consumer Education in School Curricula: Challenges, Lessons Learned and Policy Recommendations".
“L’Unione Europea sta definendo regole e limiti per proteggere i minori online. Tuttavia, durante i lavori è emersa con forza una consapevolezza condivisa: le norme, i divieti e i meccanismi di safety-by-design sono indispensabili, ma da soli non bastano e rischiano di rinviare il problema. Per formare cittadini digitali resilienti, consumatori critici e autonomi, è indispensabile affiancare alla regolamentazione un percorso educativo continuo di Consumer Literacy”, ha dichiarato Cinzia Pollio, coordinamento progetti Politiche dei Consumatori di Cittadinanzattiva.
L’incontro, promosso da Cittadinanzattiva e ospitato dall’Eurodeputato Denis Nesci (Gruppo ECR), ha rappresentato il momento conclusivo del progetto europeo CoRe – Consumer (Re)Generation, co-finanziato dall'Unione Europea attraverso il Single Market Programme, con il supporto non condizionato di iliad, coordinato da Cittadinanzattiva e in partnership con le associazioni dei consumatori EEKE (Grecia) e InfoCons (Romania).
Il Position Paper presentato ieri è frutto di 18 mesi di lavoro, consultazioni transnazionali e della sperimentazione condotta nelle scuole italiane, che ha coinvolto 16 istituti, 35 classi, 667 studenti, 36 insegnanti e 583 genitori in 7 regioni.
I rappresentanti della Commissione Europea Europea (DG CNECT e DG JUST) hanno ribadito la centralità delle nuove iniziative normative europee sulla sicurezza dei minori online e sulla trasparenza dei mercati digitali, evidenziando al contempo come l'alfabetizzazione e le competenze digitali rappresentino un pilastro indispensabile per garantire un'effettiva tutela dei giovani consumatori. L’istruzione è quindi complementare alle norme perché affinché il quadro regolatorio possa produrre effetti deve essere conosciuto. Rilevante, dal loro punto di vista è anche implementare e rendere meglio riconoscibili piattaforme che possano ospitare materiali e attività svolte nei diversi Paesi al fine di agevolare lo scambio di “buone pratiche” che possano adattarsi anche a contesti differenti rispetto a quelli nei quali sono già stati ideati e realizzati.
Particolarmente significative sono state le testimonianze dal mondo della scuola. ”Mi auguro che l'educazione al consumo diventi una componente permanente e strutturata dei curricula scolastici in tutta Europa, affinché ogni studente possa crescere come un cittadino responsabile e consapevole” ha riportato Giovanna Pace, insegnante dell’IC Monte San Pietro (BO).
“Affrontare un tema che li riguarda da vicino come l'educazione al consumo ha permesso un coinvolgimento attivo degli studenti che hanno potuto apprendere non solo i loro diritti e doveri di consumatori, ma anche quello che è il senso più profondo della cittadinanza attiva: la capacità quotidiana di informarsi, scegliere e agire come cittadini responsabili”, ha continuato Federica Altamura, insegnante dell’Highlands Institute di Roma.
“Durante il progetto ho scoperto molte cose sull’essere consumatore, e questo ha cambiato il mio modo di comportarmi quando compro qualcosa o utilizzo un prodotto o un servizio. Per esempio, non sapevo che esistessero così tanti diritti a tutela dei consumatori”, continua Roberta dell’Highlands Institute di Roma. “È stata un'esperienza molto interessante e coinvolgente, perché ci ha permesso di conoscere meglio i diritti dei consumatori attraverso un percorso che ci ha accompagnati per alcuni mesi dello scorso anno scolastico. È importante introdurre una maggiore educazione al consumo consapevole nelle scuole e ringraziamo Cittadinanzattiva per averci dato l'occasione di trattare un tema così importante e attuale”, conclude Giorgia dell’IC Monte San Pietro.
Emmanuel Olivieri, Public Affairs Manager di iliad, ha sottolineato come sia fondamentale investire nelle competenze. “Un impegno che si traduce nella volontà di contribuire concretamente alla formazione delle nuove generazioni, affinché possano sviluppare gli strumenti necessari per compiere scelte informate e consapevoli, contribuendo così a costruire un futuro digitale più inclusivo e accessibile a tutti”.
Carmelo Benenti, Presidente dell’associazione ombrello “European Consumer Union” (ECU), ha auspicato di “considerare le associazioni dei consumatori non come ospiti occasionali, ma come partner educativi di lungo periodo. Il punto è come trasformare questa scelta in una politica europea strutturale. Oggi la priorità è finanziare programmi come questo: il futuro Programma per il mercato unico e le dogane 2028–2034, su cui questo Parlamento è chiamato a decidere, può prevedere una linea stabile per l’educazione dei consumatori”.
Per scaricare e consultare il Position Paper e i materiali del progetto CoRe, è possibile visitare il sito di Cittadinanzattiva





