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Cittadinanzattiva in audizione in 10ª Commissione sul Ddl caregiver: “Ai Senatori chiediamo coraggio politico e responsabilità civica. Non licenziare questo testo senza le necessarie modifiche”

“La legge sui caregiver deve essere all’altezza di milioni di cittadini che sentono la fatica, fisica e psicologica, dell’assistenza a persone care e che molto spesso devono limitare la loro vita sociale e lavorativa. Per questo ai Senatori della Commissione chiediamo coraggio politico e responsabilità civica: non va licenziata una legge che abbandona chi cura in una condizione di isolamento. Chiediamo di poter riscrivere insieme queste norme per dare dignità, libertà e diritti certi a chi, ogni singolo giorno, si prende cura della parte più fragile del nostro Paese”, a dirlo Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva, che oggi è intervenuta in audizione presso la 10ª Commissione sul disegno di legge sui caregiver.

“Questo disegno di legge – ha continuato la Mori -  rappresenta uno snodo cruciale. Il Parlamento deve decidere se approvare una norma manifesto o costruire finalmente una legge quadro di vera garanzia. Riconoscere il caregiver non è carità: è tutelare l’articolo 32 della Costituzione”.

Per questo Cittadinanzattiva chiede alla Commissione correttivi su quattro punti salienti:

1. Abolire la disumana «gerarchia della cura» e la soglia delle 91 ore.
Il Ddl subordina il contributo economico, peraltro irrisorio, a un carico di almeno 91 ore settimanali: significa chiedere 13 ore di assistenza al giorno, sancendo per legge l’annullamento della persona. Cittadinanzattiva chiede di cancellare questo conteggio orario e di affidare la valutazione alle Unità di Valutazione Multidimensionale, guardando alla complessità globale del bisogno e non al cronometro.

2. Riconoscere gli «affetti scelti» e i giovani caregiver.
La cura non può essere ricondotta ad un fattore biologico o di distanze in km, la cura è al contrario relazione stabile e solidale. Va quindi cancellato il vincolo dei 40 Km di distanza tra caregiver e assistito e quello relativo all’età perché ci sono migliaia di adolescenti e giovani che assistono familiari nell’ombra. Cittadinanzattiva chiede di riconoscerli e garantire loro tutele scolastiche vincolanti, PTOF dedicati e crediti formativi per contrastare la dispersione scolastica.

3. Finanziare in Legge di Bilancio un Fondo ad hoc per i servizi territoriali per i caregiver.
In aggiunta alla misura di sostegno economico ai caregiver, comunque ritenuto insufficiente anche alla luce dell’ampliamento della platea dei destinatari, occorre finanziare, tramite la Legge di Bilancio, un Fondo regionale vincolato da 100 milioni di euro annui, a partire dal 2027, per i servizi  di informazione, sollievo, orientamento e supporto psicologico, formazione e accompagnamento ai caregiver.

4. Previdenza, sicurezza e lavoro. 
Cittadinanzattiva chiede di integrare il testo con alcune buone misure contenute nelle altre proposte di legge approdate al Senato, in particolare al fine di: riconoscere la contribuzione figurativa fino a 3 anni; qualificare l’impegno dei caregiver come lavoro usurante; estendere l’assicurazione INAIL gratuita contro gli infortuni domestici; garantire il diritto al part-time e allo smart working a tutti i lavoratori caregiver; istituire una riserva del 2% nei concorsi pubblici per chi deve reinserirsi dopo anni di caregiving; rendere detraibili al 50% le spese di cura e garantire nei Lea le visite specialistiche domiciliari per i caregiver.

Ufficio Stampa
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