Aumenta il peso dei cittadini. 7 regole d'oro per la trasparenza e per contare di più

Chi rappresentano realmente le organizzazioni civiche? E come vengono scelte dagli interlocutori pubblici e privati per realizzare progetti o formalizzare delle proposte? A questi e molti altri interrogativi cerca di dare una risposta il primo Forum "Rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni di cittadini: una questione irrisolvibile?", realizzato oggi a Roma da Cittadinanzattiva e Fondaca-Fondazione per la cittadinanza attiva, con il sostegno del Gruppo Unicredit.

Ad apertura delle discussione è stata presentata un'indagine a campione condotta su strutture pubbliche e private in cui è richiesta la partecipazione di organizzazioni civiche. Dalla ricerca emerge come la richiesta di rappresentanza dei cittadini sia diffusa e sia cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, tanto da spingere Regioni come la Puglia o la Toscana a dotarsi di specifiche leggi sulla partecipazione, Comuni come Roma a varare un specifico regolamento, così come l'Authority per l'energia elettrica o per le Comunicazioni. Ma il proliferare di normative non ha comunque sciolto alcuni dei principali nodi della questione, cioè la quasi assoluta mancanza di trasparenza sui criteri in base ai quali si scelga tra i possibili interlocutori. Ovvero, quando i criteri vengono esplicitati, riguardano aspetti quantitativi come la presenza su territorio o il numero di anni di attività; qualitativi, come il curriculum o oggettivi, come l'iscrizione ad appositi registri. Nel corso però delle interviste realizzate, è emerso che i criteri effettivamente utilizzati siano comunque informali, non oggettivi e discrezionali. Questi risultati evidenziano quindi la necessità di passare dall'idea di rappresentanza a quella di “rilevanza” delle organizzazioni di cittadini: si è rilevanti in relazione a specifiche necessità e situazioni. Nessuna organizzazione civica è rilevante in sé, ma solo lì dove può fare una differenza grazie ad una o più delle sue caratteristiche. Il Forum proseguirà nel pomeriggio per discutere di una possibile formalizzazione di questa proposta frutto di un lavoro condotto da 30 organizzazioni civiche della rete europea di Cittadinanzattiva, Active Citizenship Network, e basata su 7 principi: Diritto, non discrezione; regole e principi definiti pubblicamente; criteri generali, specifici, obiettivi o valutativi a seconda delle esigenze; norme flessibili che tengano conto delle differenti situazioni e della diversa natura delle organizzazioni coinvolte; priorità alle procedure; accompagnare le norme con le politiche; includere le organizzazioni civiche nella definizione dei criteri.

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Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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