Sessione programmatica del CNCU: per reagire alla crisi economica un documento sulle linee guida per la rappresentatività dei consumatori

Si è conclusa oggi a Bari l'ultima giornata della X Sessione Programmatica, il tavolo di confronto tra Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) e le Regioni, con l'approvazione di un documento conclusivo sulla rappresentatività e rappresentanza dei consumatori.

Il documento, condiviso da 13 associazioni dei consumatori, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Tavolo MSE-Regioni, è stato letto da Lorenzo Miozzi alla platea di oltre 300 partecipanti. In estrema sintesi, tutti i firmatari coinvolti nella conferenza di Bari convengono sull'esigenza di una forte capacità di rappresentatività delle organizzazioni dei consumatori, in un loro ruolo di rappresentanza sociale sempre più forte, nella prosecuzione delle politiche avviate a partire dalla Conferenza di San Benedetto del Tronto nel 2007 e successivamente rafforzate in quella di Saint Vincent nel 2008.

Punto di partenza è un aggiornamento dei criteri e dei requisiti che, favorendo a livello regionale una maggiore armonizzazione fra quelli attualmente in atto e, ferma restando l'autonomia di ogni singola Regione o Provincia Autonoma, si fondi su tre punti fondamentali: un'effettiva rappresentatività sociale, la strutturazione regionale articolata sul territorio, lo svolgimento di un'attività continuativa sul territorio regionale. In particolare, viene sottolineato che il numero degli iscritti deve essere adeguato alla popolazione della regione stessa e non in misura fissa. Infine lo svolgimento dell'attività deve essere attestata da un atto costitutivo, un'autonomia patrimoniale e giuridica a livello regionale, un elenco di iscritti, una documentazione delle iniziative e un bilancio approvato degli ultimi tre anni.

I lavori sono poi proseguiti con una tavola rotonda volta a riflettere sulla tutela del consumatore, la responsabilità dei cittadini e delle opportunità per le imprese sul fronte europeo. A coordinare i lavori il direttore generale Corecom Puglia, Mimmo Giotta, che ha parlato di "cittadini condizionati, anche dai pochi interventi dell'antitrust" e della "necessità di sconfiggere il consumo emozionale con l'educazione". In particolare nel dibattito è stata presentata l'esperienza della rete Nepim, il network composto da 13 partner di 7 Paesi diversi (Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna, Austria e Repubblica Ceca) in rappresentanza non solo di Regioni, ma anche di agenzie e organizzazioni dei consumatori. «Il cittadino oggi dovrebbe essere un cittadino consapevole, che quando va al supermercato pensa con la propria testa - ha affermato Eugenio Baronti, Assessore della Regione Toscana e Vicepresidente della rete Nepim- e non si lascia trasportare dai messaggi e dalle pressioni del mercato».

Ha fatto seguito una tavola rotonda dal titolo "Consumatori, imprese ed enti locali in Europa" coordinata da Anna Bartolini, giornalista e rappresentante per l'Italia nell'ECCG che ha invitato a "non sottovalutare il lavoro realizzato in questi ultimi dieci anni e il percorso ancora da portare avanti nella UE dove i più recenti cambiamenti fanno pensare che il potere raggiunto dal movimento consumerista sia considerato troppo forte".

Secondo Paolo Martinello, presidente del BEUC (European Consumers Organization) ha sottolineato quanto "l'Italia sia all'avanguardia in Europa. E questo è stato possibile anche grazie alle ultime iniziative delle liberalizzazioni realizzate negli ultimi due anni".

In merito al divario tra nord e sud esistente sul territorio italiano sul prezzo dell'energia si è soffermato Antonio Costato, vice presidente della Confindustria: «Se in Italia ci fosse una rete più efficiente per la distribuzione dell'energia, il consumatore spenderebbe in media il 20% in meno».

Francesco Sgherza, vice presidente confederale Confartigianato ha sottolineato che «la grande sfida del futuro è l'apertura delle frontiere del Mediterraneo che porterà ad avere un mercato unico con 800 milioni di consumatori totali e un 16 milioni di piccole e medie imprese».

Nel corso del dibattito è stato anche ricordato l'impegno negli ultimi quattro anni del Governo regionale pugliese nell'elaborare processi di politica pubblica condivisa. In particolare si è parlato della Carta dei servizi regionale e di quella telematica sanitaria, in fase di redazione. E proprio sul tema della partecipazione la Regione Puglia intende creare un sistema territoriale di accesso alle informazioni attraverso l'istituzione e la messa in rete di sportelli al cittadino.

A tirare le conclusioni, anche a nome del sottosegretario Stefano Saglia, è stato Giuseppe Tripoli,capodipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo economico: "Viviamo in questo periodo una realtà complessa: sarà importante trarre insegnamento dall'analisi concreta dalle ragioni che hanno provocato una crisi economica mondiale, nonostante sia partita da un Paese dove il consumerismo è sempre stato forte e radicato. D'altro canto c'è necessità anche di un aumento del tasso di crescita di responsabilità politica da parte delle associazioni per ottenere una valorizzazione delle potenzialità e della consapevolezza del cittadino-consumatore. E' questa la strada per reagire e uscire dalla crisi economica internazionale".

A dare il senso delle due giornate della Sessione Programmatica anche Loredana Capone, vice presidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione, che intervenendo ieri nella sessione inaugurale si era detta «convinta che il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti ha premiato la Puglia scegliendola come sede per la X edizione del tavolo di dibattito e di confronto tra associazioni di consumatori e Regioni. Un ‘premio' all'impegno che il governo Vendola ha assunto dal 2006 per aver messo in campo leggi e regolamenti in materia di consumatori. C'è una sfida aperta per l'affermazione dei poteri di cittadini e imprese, ma quella più grande è - secondo Capone - quella culturale che, passando dal consumo consapevole sino ai rapporti tra Istituzioni e territorio, deve migliorare l'equilibrio tra servizi offerti e costi di cittadinanza».

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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