attivi in europa quali prospettive di advocacy all indomani delle elezioni europee

Più sono o si sentono schiacciate e sotto attacco, e più puntano in alto, in Italia come in Europa, consapevoli che per migliorare la situazione nazionale occorra puntare principalmente su un’attività di respiro europeo. Le organizzazioni della società civile (OSC) non intendono piegarsi all'attuale situazione che le vede spesso nel mirino di attacchi provenienti - nel nostro Paese – da alte cariche dello Stato, da una parte crescente dell'opinione pubblica nonché dall'industria delle fake news. Al tempo stesso vi è una diffusa consapevolezza che per reagire occorra un nuovo modo di comunicare la complessità del reale, una maggiore sinergia tra le stesse organizzazioni, e un impegno simultaneo a più livelli, sia nazionale che europeo.

E proprio alle attuali dinamiche in seno alle istituzioni  europee le OSC guardano con rinnovato interesse, ma anche con malcelata preoccupazione: la situazione che viviamo in Italia la si riscontra anche in Europa? A seguito delle recenti elezioni europee,  per chi è impegnato nell'advocacy potrebbe rendersi necessario presentarsi ai rappresentanti delle Istituzioni Europee in modo differente rispetto al passato (in termini di alleanze/nuove modalità di comunicazione/strategie, etc.)? Su quali azioni prioritarie puntare per il prossimo futuro a livello europeo?  

Su queste e altre questioni aperte si sono confrontati i partecipanti della tavola rotonda "Attivi in Europa: quali prospettive di advocacy all’indomani delle elezioni europee", organizzata in data odierna a Roma da Active Citizenship Network, la rete europea di Cittadinanzattiva, nell'ambito del progetto europeo Polart Circle, finanziato dal programma Erasmus+. 

Il dibattito ha permesso di mettere a fuoco una serie di proposte, tra cui la più ambiziosa e sfidante risiede nella volontà di incoraggiare il nuovo Parlamento Europeo a riconoscersi un potere costituente per dare avvio ad una necessaria modifica dei Trattati e ad un processo costituente aperto alle istanze della società civile. In generale, vi è una diffusa speranza che si intensifichi il dialogo tra il nuovo Parlamento Europeo e la società civile, anche alla luce delle parole del neo eletto presidente del Parlamento europeo David Sassoli in occasione della conferenza stampa dopo la sua elezione.

Nei confronti della costituenda Commissione Europea, una richiesta punta alla nomina di tre Vice presidenti della Commissione, dedicati rispettivamente allo sviluppo sostenibile, alla politica estera (immigrazione & asilo compresi) e ai diritti umani & di cittadinanza.

La rete europea di Cittadinanzattiva, Active Citizenship Network, infine, ha presentato il proprio impegno volto a dar vita a due Interest Group in seno al nuovo Parlamento Europeo, per garantire un livello alto di attenzione istituzionale in merito a due temi: accesso alla salute & lotta alle disuguaglianze in una cornice transfrontaliera; accompagnare il progressivo avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, da conseguire nella cornice della tutela dei cittadini - a partire dalle fasce più deboli della popolazione – così come delineata e rafforzata negli ultimi anni proprio grazie alle Direttive Europee in tema di protezione dei consumatori.

Mariano Votta
Mariano Votta, nettunese classe '72, con fiere origini lucane. Laurea in scienze politiche, 2 master, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti.Responsabile delle politiche europee di Cittadinanzattiva e coordinatore di Active Citizenship Network. Componente della Direzione Nazionale.

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