Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato su DDL Qualità servizio sanitario: un modello invidiabile, ma se non si incide sulle Regioni non ci saranno vere innovazioni per i cittadini.

Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato su DDL Qualità servizio sanitario: un modello invidiabile, ma se non si incide sulle Regioni non ci saranno vere innovazioni per i cittadini.

Un disegno di legge che nei suoi assi strategici non può che essere condiviso, anzi, siamo soddisfatti perché esplicita chiaramente un ruolo di partecipazione dei cittadini nel governo della sanità. Restiamo però in attesa di vederne concluso l'iter, perché se non si incide direttamente sui 21 sistemi sanitari regionali dubitiamo che potranno esserci veri e duraturi effetti per i cittadini.
Solo per fare uno degli esempi possibile, oggi passando i confini di una Regione, per un paziente cronico, la terapia farmacologica può costare molto di più. Oppure, mentre in Lombardia i cittadini affetti da patologie rare accedono ai farmaci gratuitamente, nel resto del Paese devono pagarseli, anche a peso d'oro.

Importante l'investimento annunciato per assicurare una continuità assistenziale nell'arco delle 24 ore. Ci auguriamo però che questo non si traduca solo in un una mera riorganizzazione dei servizi già esistenti, come la Guardia Medica, invece di un effettivo potenziamento degli stessi. Siamo soddisfatti perché finalmente si introducono delle norme chiare che daranno ai cittadini la possibilità di valutare la qualità delle prestazioni erogate e il lavoro dei Direttori Generali.
Ci piacerebbe però che queste metodologie fossero applicate anche per decidere la nomina o la revoca dei primari.

In merito alle misure per la gestione del rischio, siamo ovviamente favorevoli sull'istituzione delle unità di risk management. Speriamo però che sia la volta buona, poiché in numerose occasioni sono già state annunciate e successivamente stralciate. Anche per quanto riguarda l'introduzione della conciliazione per gli errori medici è necessario, in linea con quanto già previsto in altri settori, adeguato ruolo alle associazioni di tutela dei cittadini, e capillare informazione riguardo questa possibilità di tutela. E attendiamo il varo di strumenti che possano permettere di avere dei dati ufficiali e univoci, permettendo così di porre un freno al moltiplicarsi di cifre più o meno attendibili.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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