Presentata oggi la “Carta della qualità in chirurgia” promossa da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Una carta in più per la sicurezza e la qualità dei servizi sanitari. Già 15 gli ospedali che hanno aderito

Roma, 19 ottobre 2007

Assicurare la massima attenzione alla qualità e alla sicurezza nei reparti ospedalieri. È questo l’obiettivo della “Carta della qualità in chirurgia”, promossa da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato in partnership con Johnson&Johnson Medical, con il patrocinio di ACOI (Associazione chirurghi ospedalieri italiani) e Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere) e presentata oggi a Roma.

Dall’accoglienza nei reparti, al consenso informato prima di un intervento, dalla sicurezza in sala operatoria fino alle dimissioni dall’ospedale, in tutte queste fasi la Carta della qualità in chirurgia definisce un elenco di impegni che i reparti ospedalieri si assumono nei confronti del paziente per assicurare un servizio migliore nel rispetto del diritto del cittadino malato all’informazione, alla sicurezza, all’appropriatezza delle cure e all’innovazione.

Ad oggi hanno aderito all’iniziativa 15 ospedali e 17 reparti: Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno (reparti di chirurgia generale, urologia, ortopedia); Ospedale Buon Consiglio-Fatebenefratelli di Napoli (Dipartimento di chirurgia, U:O: chirurgia generale), Ospedale Rho-Azienda Salvini di Garbagnate Milanese (reparto di chirurgia generale), Ospedale Madonna delle Grazie di Matera (UO Chirurgia), Polo Ospedaliero di Lavagna (Ge) (Reparto di chirurgia generale ), Ospedale San Giovanni Bosco-Torino (Reparto chirurgia d’urgenza), Ospedale S. Agostino Estense, Baggiovara, Modena (U.O. Chirurgia generale e d’urgenza), Ospedale San Paolo di Savona - Asl 2 savonese (U.O. Chirurgia), Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia (reparto di Chirurgia generale), Ospedale Santo Spirito, Asl RomaE (UOC chirurgia generale), Policlinico Luigi Di Liegro di Roma-AslRmD (reparto di chirurgia generale), Ospedale Madre Giuseppina Vannini di Roma (reparto di chirurgia generale), CTO Alesini di Roma (IV U.O. ortopedia e traumatologia), Ospedale Israelitico di Roma (Reparto di chirurgia orale per disabili), Ospedale Sant’Eugenio, Asl Roma/C (Reparto di chirurgia oncologica).

“I punti contenuti nella Carta – ha affermato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato - sono aspetti fondamentali che fanno di un reparto un’organizzazione capace di prendersi cura e non solo di curare e consentono ai cittadini di essere dei soggetti attivi, più consapevoli e capaci di interagire con il personale e la struttura”. Per fare qualche esempio, il cittadino ricoverato presso un reparto che ha adottato la Carta della qualità in chirurgia potrà contare su un’adeguata accoglienza, su una segnaletica ben visibile, facile da capire e multilingue, una sala di attesa confortevole; durante la degenza avrà a disposizione un medico di riferimento che lo ascolta, lo informa e lo accompagna nel suo percorso di cura, insieme ad un tutor parasanitario; prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico, firmerà un consenso informato molto dettagliato e gli sarà possibile avere tutte le informazioni del caso sul trattamento che riceverà, sarà tutelato da protocolli e procedure per la prevenzione e gestione del rischio clinico, da misure per prevenire l’insorgenza di infezioni ospedaliere, da una Commissione che almeno una volta l’anno si riunisce per valutare l’adeguatezza delle dotazioni strumentali e tecnologiche; al momento delle dimissioni avrà una scheda completa che riporta diagnosi, terapia e decorso, con i numeri di telefono a cui rivolgersi in caso di necessità.

Questi impegni sono riassumibili in sette principi:

Accoglienza: “Tutti i cittadini, quando entrano nel reparto, devono essere accolti, trattati con umanità, messi in condizione di affrontare con serenità la degenza”.

Informazione: “Tutti i cittadini devono essere ben informati, per instaurare un corretto rapporto medico-paziente ed essere coinvolti nel percorso di cura”.

Organizzazione: “Tutti i cittadini devono trovare un reparto ben organizzato affinchè sia garantita la migliore qualità delle cure possibile”.

Consenso informato: “Tutti i cittadini devono essere coinvolti nelle decisioni mediche che li riguardano ed essere considerati parti attive del loro percorso di cura”.

Sicurezza e igiene: “Tutti i cittadini devono essere protetti da eventuali rischi causati dal cattivo funzionamento delle strutture e dei servizi”.

Innovazione: “Tutti i cittadini devono poter contare su una struttura che garantisca l’aggiornamento del personale e l’utilizzo di tecnologie innovative per migliorare la qualità di vita e delle cure”.

Dimissioni: “Ogni cittadino, al momento delle dimissioni, deve ottenere tutte le informazioni necessarie ad affrontare meglio il rientro a casa”.

“Il nostro impegno da anni è la tutela del cittadino che si gioca non solo con la denuncia ma anche con la promozione e diffusione delle buone pratiche in sanità”, ha concluso Francesca Moccia. “La Carta della qualità in chirurgia rappresenta una grande sfida per avverare il nostro sogno: avvicinare sempre di più gli ospedali ai cittadini. Per questo i 17 reparti che hanno finora aderito all’iniziativa sono solo l’inizio. Vogliamo che la Carta sia diffusa nel maggior numero di ospedali ed in particolare nei reparti di chirurgia”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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