Risorse per le ASL e le AO disponibili ma non utilizzabili. Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato chiede chiarezza e intervento al Ministero della Saluteì

"Dopo gli sforzi di tutti per garantire un adeguato finanziamento del SSN e renderlo sostenibile, l'ipotesi che Aziende Sanitarie Locali (ASL) e Ospedaliere (AO) possano trovarsi nella difficoltà di richiedere indietro le risorse economiche relative all'utilizzo di alcuni farmaci per l'anno 2012-2013 ha il sapore amaro della beffa". A dichiararlo è Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva a conclusione dell'incontro in corso oggi a Roma, "Assistenza farmaceutica: equità, accesso, partecipazione", realizzato con il sostegno non condizionato di Farmindustria.

Le dichiarazioni di Aceti fanno riferimento ai farmaci per cui esistono accordi negoziali tra Stato e imprese del farmaco, e che prevedono che a fine anno le ASL e le AO possano richiedere il rimborso di risorse economiche alle industrie farmaceutiche sulla base dei risultati reali in termini di efficacia apportati dall'uso di alcuni farmaci.
"Il dubbio deriva dall'aver appreso oggi, anche da farmacisti ospedalieri e responsabili regionali del farmaco, che nel passaggio da un sistema informatico all'altro dei registri di monitoraggio dei farmaci si siano verificati dei problemi che hanno comportato la necessità di utilizzare schede cartacee per garantire l'accesso in via transitoria", ha aggiunto Aceti, "ma che oggi rappresenterebbero un ostacolo nella quantificazione degli importi che le ASL/AO devono recuperare dalle aziende farmaceutiche. In pratica, le aziende sanitarie non sarebbero in grado di quantificare il reale importo di quanto andrebbe richiesto. Ricordiamo però che intanto le aziende farmaceutiche hanno accantonato, come previsto dalla legge, un fondo ad hoc. Insomma, si tratta di risorse di fatto inutilizzate. Su questo chiediamo al Ministro della Salute di accertare lo stato dei fatti e nel caso procedere con i necessari provvedimenti e in tempi certi per restituire le risorse economiche alle Aziende sanitarie. La questione non è di poco conto se pensiamo che la mancanza di liquidità potrebbe incidere sui diritti dei cittadini, primo fra tutti l'accesso alle prestazioni".

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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