clinica santarita

Tribunale civile di Milano condanna la Clinica Santa Rita al risarcimento per 70.000 euro di Cittadinanzattiva, confermando l’efficacia della sentenza penale per i fatti commessi dai propri dipendenti medici già condannati
La decima sezione del Tribunale di Milano ha condannato ieri la Clinica Santa Rita di Milano, nota alle cronache come “clinica degli orrori” per lo scandalo emerso nel 2008, al risarcimento dei danni nei confronti di Cittadinanzattiva, parte civile del Processo, riconoscendo l’efficacia del giudicato penale in capo alla Clinica per i fatti commessi dai propri dipendenti medici.

“A soli 6 giorni dalla sentenza favorevole legata al crollo della scuola Francesco Jovine di S. Giuliano di Puglia, ancora una volta viene riconosciuto il diritto al risarcimento a favore di associazioni, come la nostra, che tutelano interessi diffusi. Da anni ci battiamo per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Ringraziamo per questo importante risultato la segreteria regionale di Cittadinanzattiva Lombardia e l’avvocato Tobia Giordano, della rete Giustizia per i diritti di Milano”, afferma Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Lungo, molto lungo, è stato il percorso che ha portato a questo importante risultato, (costituzione di parte civile nel dicembre del 2008, per un totale di circa 80 udienze), ma ciò che conta è che sia arrivato e che sia stato centrato l’obiettivo: far sì che i cittadini abbiano voce ed esercitino poteri e responsabilità in tutte quelle situazioni in cui i propri diritti non vengono riconosciuti, vengono violati o disattesi, producendo sofferenza, ingiustizia, sudditanza”, questa la dichiarazione di Liberata Dell’Arciprete, segretario di Cittadinanzattiva Lombardia, “così come riportato negli atti processuali, utilizzeremo l’importo del risarcimento per l’implementazione del progetto Pit Salute a livello regionale”.

L’associazione, infatti, in sede processuale aveva presentato al giudice il progetto ben delineato in ogni suo dettaglio. Il Pit (progetto integrato di tutela) Salute è lo strumento usato per raccogliere segnalazioni di disservizio e per offrire al cittadino informazioni, assistenza ed intervento in ambito sanitario.

“I dati e le informazioni raccolte possono essere utilizzati per evitare che nuovi episodi come quelli del “caso Santa Rita” possano ripresentarsi, ma possono anche essere estremamente utili per la Regione Lombardia”, ha concluso Liberata Dell’Arciprete,  “qualora intendesse tener conto delle richieste dei cittadini raccolte secondo una metodologia attentamente strutturata, e non improvvisata, per individuare priorità, orientare la programmazione regionale e la gestione delle aziende sanitarie e, naturalmente, per guidare politiche per i cittadini”.

Ufficio Stampa
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