Un deficit di fiducia nelle istituzioni
Da sempre crediamo che le istituzioni siano fondamentali per il funzionamento di una democrazia e per il buon governo di un Paese. Malgrado i processi di riforma e i tentativi di modernizzazione avviati negli ultimi decenni in Italia, il livello di fiducia da parte dei cittadini nei confronti di chi esercita funzioni di governo e riveste ruoli di responsabilità nella gestione della cosa pubblica è in generale molto basso, e tende costantemente a peggiorare.
Anche se esistono molti casi di “buona amministrazione”, soprattutto a livello locale, la percezione diffusa nell’opinione pubblica nei riguardi delle istituzioni pubbliche è in genere di scarsa affidabilità e di eccessiva lentezza. Esiste inoltre una difficoltà per i cittadini ad accedere e disporre di informazioni chiare e attendibili sul funzionamento delle istituzioni e sulla qualità del loro operato.

Il cittadino disinformato
Questo deficit di informazione e di rendicontazione, che non consente di distinguere le differenti realtà, di analizzare le istituzioni per quello che sono e realizzano, costituisce un elemento di crisi e di debolezza dei meccanismi di partecipazione alla vita democratica del Paese.
Un cittadino disinformato è, da un lato, un soggetto facilmente influenzabile ma, al tempo stesso, un elemento disgregante della società, un soggetto passivo che non possiede le conoscenze e gli strumenti per agire responsabilmente nella società e contribuire attivamente al funzionamento della istituzioni.
A fronte dei persistenti deficit di trasparenza e di informazione da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini, occorre ripensare il ruolo e i meccanismi stessi della partecipazione civica.

Partire dalla realtà per cambiarla
Attraverso la valutazione civica vogliamo porre al centro del dibattito la realtà, analizzarla con strumenti oggettivi, formulare giudizi con senso di responsabilità condiviso tra i diversi attori sociali ed elaborare in modo congiunto, per realizzarli,  possibili percorsi di cambiamento.
I cittadini sono parte attiva del sistema e non sono fuori da esso. Sono chiamati a contribuire nel trovare soluzioni alla crisi delle istituzioni. Le nostre istituzioni. Nel senso di istituzioni che li rappresentano e sono chiamate a risolvere i loro problemi. Ma anche nel senso di istituzioni che funzionano grazie alle risorse fornite dai cittadini stessi e che esprimono l’identità della comunità, vale a dire il modo con il quale la società, in un determinato momento storico, intende affrontare e risolvere problemi collettivi.

I cittadini come risorsa per il cambiamento
L’unica strada percorribile per i cittadini è allora quella di partecipare responsabilmente al miglioramento delle istituzioni, di esercitare il diritto di analizzare la realtà e di formulare un giudizio su di essa, di sviluppare una capacità di autorganizzazione e di intervento. Un atteggiamento non “contro”, ma “con” le istituzioni, di cui sono parte.
Mobilitare i cittadini come “risorsa” in grado di rafforzare e non solo di contrapporsi al governo della cosa pubblica.
La condizione perché questo avvenga è che i cittadini possano avere accesso a informazioni fondamentali in merito al funzionamento delle istituzioni, inerenti sia i processi di governo interno che le politiche e i servizi resi esternamente.

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