Quanto vorremmo che nelle nostre città si vivesse bene, sia negli spazi pubblici che privati, si respirasse aria pulita e si mangiasse cibo sano. Quanto vorremmo che funzionassero meglio i trasporti pubblici, che i livelli di inquinamento fossero ridotti, che si potesse fare sport all’aria aperta, che ogni bambino imparasse a scuola a prendersi cura di sé. E quanto tutto questo si tradurrebbe in salute e benessere nelle nostre città!

Invece il grande flusso di persone verso le aree urbane negli ultimi decenni ha determinato dei cambiamenti sostanziali dello stile di vita, sempre più sedentario, caratterizzato da alimentazione non corretta e poca pratica sportiva, fattori che stanno portando a sviluppare patologie come obesità e diabete, soprattutto nelle fasce deboli della popolazione e nelle periferie delle grandi città, dove maggiore è il degrado e la povertà.

Proteggere la salute, prevenire finché è possibile, ed è possibile, l’insorgere di patologie croniche è interesse di tutti ed è bene comune, oltre ad essere un fondamentale diritto dell’individuo. Ce lo ricordano anche le Nazioni Unite con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDG’s e Agenda 2030) che raccomandano a tutte le nazioni di “garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età”. E mobilitare le comunità per proteggere questo bene è un investimento di tempo e di energie che vale la pena fare per noi e per le future generazioni.

Su questo nel nostro Paese c’è molto da fare, pensiamo solo alla capitale: Roma è l'unica tra le 28 capitali dell'Unione Europea che ha peggiorato i suoi indicatori di salute negli ultimi anni; tutti gli indicatori, dall’aspettativa di vita, alla mortalità infantile fino all’incidenza delle patologie tumorali, fanno riscontrare un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia. Eppure le potenzialità della capitale, ricca di parchi e di aree verdi, sono enormi. L’adozione da parte del Comune di Roma del Manifesto “La salute nelle città: bene comune” e le 15 azioni della Urban Health Rome Declaration, sottoscritta dall'ANCI e dal Ministero della Salute, rappresentano una piattaforma di impegni in questa direzione che saranno monitorati nel tempo.

Tuttavia, tutelare la salute e il benessere nelle città può diventare un’impresa collettiva che produce risultati e impatta sulla vita delle persone solo se è accompagnata da un forte messaggio di cambiamento che coinvolge tutti, istituzioni, amministrazioni, scuole, imprese, associazioni, cittadini. La Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città in programma per il 2 luglio - promossa da Health City Institute e Cittadinanzattiva, con il patrocinio di Ministero della Salute, ANCI e Istituto Superiore di Sanità - sarà proprio l’occasione per farlo.

Classe '71, sannita di origini e romana di adozione. Laurea in giurisprudenza, con spiccata passione per i diritti umani e con master in relazioni pubbliche e welfare, incontra Cittadinanzattiva nel 1998. Assume la guida del Tribunale per i diritti del malato nel 2006, anno in cui viene conferita all'organizzazione la "medaglia d'oro" al valore della sanità pubblica. Oggi è vice segretario generale di Cittadinanzattiva, si sente molto "mamma acrobata" in continuo equilibrio tra famiglia e lavoro.

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