Il TAR del Veneto, con due importanti sentenze del 18 marzo , ha condannato le Questure di Venezia e Vicenza e il Ministero dell'Interno per i ritardi sistematici nell’accesso alla procedura di protezione internazionale da parte delle persone straniere. A fronte dei tempi lunghissimi per la formalizzazione delle domande, il Tribunale ha accolto il ricorso collettivo presentato da un gruppo di associazioni - tra cui Asgi ed Emergency - stabilendo che i lunghi tempi di attesa violano la legge e configurano una vera e propria disfunzione organizzativa strutturale e non una semplice criticità occasionale: i giudici hanno chiarito che la carenza di personale o di risorse non può in alcun modo giustificare la compressione di un diritto fondamentale come quello d'asilo.
La condanna impone ora alle Questure un ultimatum preciso: avranno novanta giorni di tempo dalla pubblicazione della pronuncia per cambiare rotta e smaltire l'arretrato, ridurre drasticamente i tempi di attesa e ripristinare un accesso efficiente agli uffici, pena l'attivazione di successivi giudizi di ottemperanza. Si tratta di un traguardo cruciale, anche perché per la prima volta una class action pubblica promossa esclusivamente da associazioni ottiene un simile risultato, creando un precedente prezioso e replicabile in tutto il territorio nazionale per contrastare l'assuefazione alla cattiva gestione delle procedure di asilo. Come ricordano le stesse associazioni, alla negazione dei diritti non ci si può e non ci si deve abituare. Leggi di più





