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All’Istituto “Gobetti” di Scandiano, in Emilia-Romagna, la sostenibilità entra direttamente in aula, e prende forma grazie al lavoro di studentesse e studenti. Cinque classi hanno infatti elaborato un vero e proprio Piano di sostenibilità scolastico, trasformando un percorso didattico in uno strumento concreto a disposizione anche delle istituzioni locali. Il progetto, coordinato dal Ceas Tresinaro Secchia con il supporto tecnico di Aess, rappresenta un esempio virtuoso di partecipazione attiva.

Il lavoro è partito da un’analisi dettagliata dei consumi e delle abitudini legate alla vita scolastica. Gli studenti hanno redatto un inventario delle emissioni annuali di CO₂, pari a 519,8 tonnellate, considerando sia l’energia utilizzata sia gli spostamenti casa-scuola. Su questa base sono stati costruiti diversi scenari di riduzione delle emissioni entro il 2030.

Dal percorso sono emerse 17 azioni concrete per rendere la scuola più sostenibile. Tra le priorità figurano l’efficientamento energetico, il potenziamento del fotovoltaico, una migliore gestione dei rifiuti e la riduzione degli sprechi. Ampio spazio è dedicato anche alla mobilità sostenibile, oggi ancora poco diffusa tra gli studenti.

Il Comune ha inoltre annunciato la realizzazione di un bosco scolastico, rafforzando l’impegno sul territorio. Il Piano, finanziato con fondi europei FESR, è stato presentato il 9 aprile a scuola e si candida a diventare un modello replicabile, dove educazione e sostenibilità procedono insieme.

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Fabio Cruccu

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