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Davanti ai cancelli dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma a Tor Sapienza, all’estrema periferia orientale della città e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, la realtà quotidiana è segnata da due lunghe file: da una parte si trovano centinaia di persone convocate per pratiche ordinarie o rinnovi, dall'altra le persone che vogliono presentare domanda di protezione internazionale, costrette a dormire sui marciapiedi per giorni e notti consecutive in condizioni igieniche degradanti e senza alcun riparo.

Le organizzazioni che assistono le persone migranti denunciano da tempo le file notturne per presentare la richiesta di protezione internazionale, provocate dalla lentezza delle procedure, dall’eccesso di burocrazia che costringe ad andare più volte negli uffici, intasandoli, e dalla carenza di personale. Negli ultimi mesi la situazione è ulteriormente precipitata, registrando un raddoppio delle presenze notturne monitorate sul posto dalla Croce Rossa. Questo recente picco di presenze è alimentato in gran parte anche da una truffa legata al Decreto Flussi: reti criminali composte da intermediari e falsi datori di lavoro, promettendo impieghi in aziende inesistenti, grazie all'uso illecito di identità digitali, hanno incassato migliaia di euro da lavoratori stranieri. Rimasti senza il lavoro promesso, quest'ultimi tentano ora la via della protezione internazionale per evitare l'espulsione, finendo per saturare uffici già in grave affanno a causa della lentezza delle procedure e della carenza di personale, che consentono l'accoglimento di pochissime domande di asilo al giorno, spesso comprese tra le cinque e le trenta. A questo si aggiungono prassi burocratiche che le associazioni definiscono ostruzionistiche, come la richiesta di documenti non previsti dalla legge, che allungano un iter già logorante della durata media di almeno due anni. Leggi di più

Valentina Ceccarelli

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