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L'inchiesta di Dataroom accende i riflettori sull'isola-carcere di Gorgona, frazione di Livorno, un luogo in cui la pena ha una reale funzione rieducativa, e il tasso di recidiva è praticamente azzerato grazie a un modello lungimirante basato sul lavoro e sul reale reinserimento sociale. Qui le persone detenute restano chiuse in cella solo dalle 9 di sera alle 7 del mattino. Durante il resto della giornata imparano un mestiere e lavorano, anche grazie ad accordi stipulati con aziende private: con i propri guadagni arrivano perfino a pagarsi regolarmente la quota di mantenimento.

I numeri certificano questo successo: a Gorgona il tasso di recidiva crolla al 30%, a fronte di una media nazionale che tocca il 70%. Eppure, come sottolineato anche dal Garante dei detenuti comunale, lo Stato sta progressivamente smantellando questa realtà. Invece di esportare il modello virtuoso di Gorgona nelle altre carceri, lo si sta privando di risorse e autonomia, importandovi i difetti del sistema tradizionale. È un inaccettabile passo indietro: sabotare l'unico sistema che funziona significa tradire il reinserimento sociale, sprecare fondi pubblici e rendere l'intera società meno sicura. Leggi l’inchiesta

Valentina Ceccarelli

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