L’aggressione ai danni di uno studente di 15 anni all’interno del liceo Ariosto di Ferrara riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle scuole. Il CNDDU (Coordinamento nazionale docentidella disciplina dei Diritti umani) invita a evitare risposte dettate soltanto dall’emergenza, e a intervenire sulle criticità strutturali degli istituti. La sicurezza, sottolinea il Coordinamento, è una condizione indispensabile per garantire il diritto all’istruzione, ma non deve trasformare la scuola in una realtà chiusa o militarizzata.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra apertura, fiducia e tutela, rendendo più efficace il controllo degli accessi. Tra le priorità indicate figurano procedure chiare per l’ingresso delle persone esterne, il potenziamento dell’organico ATA, in particolare dei collaboratori scolastici, e interventi sugli edifici e sulle modalità di vigilanza. Anche strumenti tecnologici non invasivi, come videocitofoni e sistemi digitali di monitoraggio degli accessi, possono contribuire alla prevenzione. Per il CNDDU, quindi, non si tratta di educare alla paura, ma di creare ambienti nei quali studenti e personale possano sentirsi realmente protetti. La sicurezza deve diventare parte della normale organizzazione scolastica e richiede investimenti strutturali, non soluzioni occasionali.





