Secondo i dati di Eurostat, nel 2024 il 94,4% dei piccoli tra i 3 anni e l’età in cui comincia la primaria frequentava un servizio di educazione per la prima infanzia. L’Unione si è data come traguardo il 96% entro il 2030: metà delle regioni ci è già arrivata, mentre altre sono ancora lontane. Alcune aree, soprattutto in Francia e Belgio, registrano una frequenza pari al 100%, mentre le percentuali più basse si concentrano prevalentemente nell’Europa orientale, in particolare in Romania.
Per quanto riguarda l’Italia, il dato complessivo è del 94%, leggermente inferiore alla media europea, ma in crescita rispetto al 91% del 2021. Si evidenziano tuttavia importanti differenze territoriali: otto regioni italiane hanno già superato l’obiettivo europeo del 96%. La Campania occupa il primo posto con il 97,6%, seguita da Valle d’Aosta (97,4%) e Basilicata (97,3%). Seguono Puglia, Calabria, Abruzzo, Umbria e Sardegna. A livello di macroaree, il Mezzogiorno registra la percentuale più alta, pari al 97,2%, mentre il Centro si colloca all’ultimo posto con il 91,6%. Particolarmente significativo è il dato del Lazio, che con l’88,2% rappresenta l’unica regione italiana sotto la soglia del 90%. Questi risultati evidenziano come, nonostante i progressi compiuti, permangano differenze territoriali nell’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e la necessità di rafforzare l’offerta soprattutto nelle aree più in difficoltà.





