stazioni abbandonate recupero

Da anni Rete Ferroviaria Italia, la società del Gruppo Fs Italiane che si occupa di gestire la rete ferroviaria e le stazioni ha messo a disposizione di enti, comuni, associazioni e organizzazioni le sue stazioni non utilizzate. Se ne contano oltre 2000, abbandonate o senza più personale. Le migliori esperienze del riuso sociale delle stazioni e degli immobili ferroviari per progetti e attività culturali, turistiche, di solidarietà e sostenibilità, sono diventate un libro, “Stazioni impresenziate. Un riuso sociale del patrimonio ferroviario”. Si tratta di 450 esperienze di riuso diffuse in tutto il Belpaese. Si va da Crema, dove il vecchio magazzino merci delle Ferrovie dal 2014 si è trasformato nell'Officina dell'Aiuto, che offre gratuitamente servizi di accolta, manutenzione e distribuzione a domicilio di ausili medici e ortopedici per anziani e disabili; a Ronciglione, in provincia di Viterbo,  dove il primo piano dell'edificio dell'ex fabbricato viaggiatori della stazione è diventato un appartamento che ospita, gratuitamente, i genitori dei bambini in cura all'ospedale di Roma del Bambino Gesù.

Ancora a Melfi, in Basilicata, la vecchia stazione è diventata un centro d'accoglienza per i migranti. Nello scalo siciliano di Patti, invece, dal 2016 i treni sono accompagnati dalle Associazioni antiracket e antiusura, intitolata all'imprenditore ucciso dalla mafia nel 1991. 

Leggi l'inchiesta di Repubblica.it

Aurora Avenoso
Lucana, classe '73, master in comunicazione e relazioni pubbliche. Il meglio lo sto imparando con i miei figli, Greta e Giacomo. Per Cittadinanzattiva mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. "Non dubitare mai che un gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l'unica cosa che è sempre accaduta" (Margaret Mead)

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