Social media e norme UE

Lo scorso 15 Febbraio sono state pubblicate le modifiche apportate da Facebook, Twitter e Google+ per allineare le rispettive clausole contrattuali alle norme dell'UE a tutela dei consumatori. Tuttavia queste modifiche, che andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori dell'UE che utilizzano i social media, soddisfano solo in parte i requisiti della normativa.
A seguito di varie denunce di consumatori dell'UE che sono stati vittime di frodi o truffe durante la consultazione di siti di social media e ai quali sono state imposte clausole contrattuali non conformi alle norme UE a tutela dei consumatori, nel marzo 2016 è stata avviata un'azione per far rispettare la normativa UE.

Gli operatori di social media hanno quindi convenuto di modificare:

le clausole che limitano o escludono integralmente la responsabilità della rete di social media in relazione alla prestazione del servizio;
le clausole che impongono ai consumatori di rinunciare ai diritti inderogabili che l'UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online;
le clausole che privano il consumatore del diritto di rivolgersi a un organo giurisdizionale dello Stato membro di residenza e che prevedono l'applicazione della legge della California;
le clausole che liberano la piattaforma dall'obbligo di individuare le comunicazioni commerciali e i contenuti sponsorizzati.
Le società si erano impegnate ad attuare le modifiche delle clausole contrattuali in tutte le versioni linguistiche nel primo trimestre del 2018.

Mentre le proposte di Google sembrano in linea con le richieste formulate dalle autorità di tutela dei consumatori, Facebook e, più significativamente, Twitter hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e per esempio il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto.

Per quanto riguarda la procedura di "notifica e azione" usata dalle autorità di tutela dei consumatori per segnalare contenuti illeciti e richiederne la rimozione, le modifiche apportate da alcune società sono insufficienti.

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Romana, classe '80. Arrivata a Cittadinanzattiva direttamente dal Master in comunicazione pubblica e istituzionale de La Sapienza nel 2006. Si è occupata di relazioni istituzionali e ora coordina il networking tra le associazioni che animano la rete europea Active Citizenship Network.

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