Anti biotico resistenza servono azioni urgenti

Le morti causate da infezioni da batteri resistenti agli antibiotici saliranno alle stelle nei prossimi due decenni, insieme a enormi costi economici, senza un'azione immediata, ambiziosa e coordinata”. A rilanciare l’allarme è il Gruppo di coordinamento dell'ONU sulla resistenza antimicrobica che ha recentemente pubblicato un nuovo rapporto sul tema. Gli esperti rilevano come “Sempre più malattie comuni, comprese le infezioni del tratto respiratorio e delle vie urinarie, così come le infezioni sessualmente trasmissibili, non sono curabili; le procedure mediche salvavita stanno diventando molto più rischiose”.
“Il mondo – si legge nel report - sta già sentendo le conseguenze economiche e sanitarie quando le medicine cruciali diventano inefficaci. Senza investimenti da parte dei paesi in tutte le fasce di reddito, le generazioni future dovranno affrontare gli effetti disastrosi della resistenza antimicrobica incontrollata”.

Ma non solo allarmi, il report fornisce anche alcune raccomandazioni ai paesi:

- dare la priorità ai piani d'azione nazionali per potenziare gli sforzi di finanziamento e di rafforzamento delle capacità;
- istituire sistemi normativi più rigorosi e sostenere programmi di sensibilizzazione per un uso responsabile e prudente degli antimicrobici da parte di professionisti della salute umana, animale e vegetale;
- investire in ricerca ambiziosa e sviluppo di nuove tecnologie per combattere la resistenza antimicrobica; e
- eliminare urgentemente l'uso di antimicrobici di importanza critica come promotori della crescita in agricoltura.

“La resistenza antimicrobica è una delle maggiori minacce che affrontiamo come comunità globale. Questo rapporto riflette la profondità e la portata della risposta necessaria per frenare la sua ascesa e proteggere un secolo di progressi nella salute”, ha affermato Amina Mohammed, Segretario generale aggiunto dell'ONU e copresidente della IACG.

Leggi il rapporto integrale (EN) 

Romana, classe '80. Arrivata a Cittadinanzattiva direttamente dal Master in comunicazione pubblica e istituzionale de La Sapienza nel 2006. Si è occupata di relazioni istituzionali e ora coordina il networking tra le associazioni che animano la rete europea Active Citizenship Network.

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