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La Camera dei Deputati ha approvato giovedì 9 aprile 2015 l’introduzione del reato di tortura nell’ ordinamento italiano con 244 voti favorevoli, 14 contrari e 50 astenuti. L’approvazione è arrivata sulla scia della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha recentemente condannato l’Italia per gli atti di tortura commessi dalla polizia alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. E’ stato un lungo e faticoso iter quello del disegno di legge, presentato il 19 giugno 2013 ed arrivato finalmente all’ approvazione da parte della Camera a quasi a due anni di distanza, ma non senza difetti.

Il testo approvato, ora all'esame del Senato, appare infatti abbastanza distante da quanto auspicato e presenta forti limiti, da quelli legati alla configurazione della tortura come reato comune e non come reato proprio, alla necessità che la sofferenza inflitta sia “ulteriore rispetto all'esecuzione delle legittime misure privative o limitative dei diritti", nonché alla limitazione dell'ambito di applicazione del reato ai soli casi in cui la vittima sia affidata o sottoposta all'autorità dell'agente. Per chiedere subito l’introduzione del reato di tortura, venerdì 17 aprile 2015 Cittadinanzattiva con Amnesty International Italia ed altre organizzazioni ha promosso una mobilitazione a Roma sulla scalinata dell' Aracoeli. Guarda le foto del flash mob e leggi il nostro comunicato stampa

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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