Il permesso di soggiorno costa caro: un cittadino straniero si trova infatti a pagare un'imposta tra gli 80 e i 200 euro per il rilascio o il rinnovo del documento. Il contributo richiesto dalla normativa italiana era già stato considerato sproporzionato dalla Corte di Giustizia Europea con una pronuncia dello scorso anno e finalmente, il 24 maggio 2016, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, in seguito al ricorso presentato dal patronato Inca e Cgil, ha cancellato l’obbligo di versare il contributo per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Ci è voluto qualche giorno per far sì che le questure venissero a conoscenza della pronuncia e si adeguassero di conseguenza: infatti, solo recentemente, hanno finalmente inviato una nota ai patronati specificando che le istanze per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno saranno accettate senza il pagamento del contributo. E per tutti gli immigrati che hanno pagato un costo troppo alto si prospetta un diritto al rimborso. Approfondisci e leggi la sentenza del Tar del Lazio

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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