farmaci biosimilari

"Le specificità orogeografiche dei territori, il grado di presenza dei servizi di trasporto pubblico, lo stato di salute della popolazione, l'età media, la ricchezza complessiva, il tasso di rinuncia alle cure sono fattori da cui non si può prescindere se si vuole individuare una modalità di distribuzione dei farmaci più appropriata, anche perché il rischio è che possano aumentare le disuguaglianze nella risposta assistenziale ai pazienti o che si possa produrre una rinuncia alle cure".

È questa l'indicazione che arriva da Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, intervistato sulle pagine web di F-online.it a proposito della nuova formulazione del modello di confronto tra distribuzione diretta, Dpc e convenzionata - a cui le Regioni possano appoggiarsi per selezionare il più appropriato canale distributivo per i farmaci del Pht - elaborato dalla Sifo, in collaborazione con Giuseppe Turchetti, docente di Economia e management della Scuola Superiore S. Anna di Pisa.

«In generale» è il commento di Aceti, «apprezziamo l'intento di tutto il lavoro: il fatto di mettere a punto uno strumento che cerchi di superare la discrezionalità della politica regionale e di ancorare la scelta a evidenze è uno sforzo che va nella direzione giusta». Obiettivo condivisibile, quindi, anche se «ci sono alcune questioni che meritano di essere maggiormente approfondite e che abbiamo segnalato in un documento inviato alla Sifo e alle altre sigle del tavolo». Una prima riflessione «riguarda il fatto che il nostro paese è composto da realtà altamente differenti una dall'altra, costituite da specificità territoriali, da un diverso grado di presenza di servizi, ma anche da caratteristiche epidemiologiche e sociali molto diverse e questo anche all'interno di una stessa unità amministrativa, che sia la Regione o l'Asl».

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Salvatore Zuccarello
Siciliano, classe ’81, si laurea a Roma in Comunicazione. Dal 2008 in Cittadinanzattiva, si occupa settimanalmente della newsletter.

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