farmaci innovativi

Le questioni che emergono dalla Indagine civica presentata a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, con il contributo non condizionato di MSD. che ha coinvolto 286 professionisti sanitari, sull’accesso ai farmaci innovativi, lasciano emergere che i Centri abilitati alla prescrizione dei farmaci innovativi sono sottodimensionati per strumentazioni tecnologiche, personale e competenze.
Inoltre quasi un medico su due dichiara di non aver potuto prescrivere un farmaco innovativo perché non disponibile nella struttura (36%) o per seguire indicazioni amministrative o delle Commissioni regionali/aziendali sull’accesso al trattamento (34%).

“L’accesso alle terapie farmacologiche, anche innovative, è uno degli ambiti in cui più di frequente riscontriamo disparità regionali nell’organizzazione dei servizi e disuguaglianze fra i cittadini. Temiamo fortemente che le riforme attualmente in discussione per le autonomie differenziate possano peggiorare ulteriormente la situazione”, dichiara Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Per questo stiamo lavorando affinché vada in porto la nostra proposta di riforma dell’art.117 della Costituzione, che mira a rafforzare e a restituire centralità alla tutela del diritto alla salute in modo tale che nessuna inerzia o vincolo istituzionale possa compromettere la garanzia di tale diritto in qualsiasi parte del territorio del nostro Paese”.

Ad incidere, in particolare, sono i tempi e i passaggi burocratici: scopri l'indagine.

 

Salvatore Zuccarello
Siciliano, classe ’81, si laurea a Roma in Comunicazione. Dal 2008 in Cittadinanzattiva, si occupa settimanalmente della newsletter.

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