mammografia

"Fa bene il ministro Lorenzin a parlare dell'importanza delle mammografie, ma bisogna che prestazioni appropriate siano effettivamente garantite nei tempi giusti rispetto al bisogno e all'interno dell'SSN, senza che le persone siano costrette ad effettuarle nel privato": sono queste le dichiarazioni rilasciate all'Agenzia Ansa da Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva. "Secondo i dati del rapporto Pit 2014 - relativi al 2013 - il tempo di attesa medio per effettuare una mammografia, come controllo ulteriore dopo una precedente diagnosi di tumore o a scopo preventivo se prescritto dal medico al di fuori dei programmi di screening, è di 14 mesi, un tempo inaccettabile".


Aceti evidenzia anche come un altro problema riguardi i programmi di screening, nella fascia 50-69 anni, da cui restano fuori oltre un milione di donne rispetto a quelle invitate ad aderire. "Secondo i dati del rapporto 2013 dell'Osservatorio civico sul federalismo in Sanita' le lettere inviate nell'ambito dei programmi di screening mammografico sono state 2.611.719, ma hanno aderito un milione e mezzo di donne: bisogna migliorare l'adesione anche per garantire risultati concreti rispetto agli sforzi fatti, le Regioni devono fare di più ma anche l'Istituzione centrale, il Ministero della Salute, che garantisce i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) deve monitorare".
"In Italia si destinano alla prevenzione 16,2 euro pro-capite e in generale ticket e tempi di attesa sono il vero banco di prova, ciò su cui lavorare per rilanciare l'Ssn" sottolinea ancora Aceti, che denuncia anche come "il Piano nazionale sul governo dei tempi di attesa, un accordo Stato Regioni, sia scaduto nel 2012 e da allora le Regioni abbiano fatto poco o nulla, organizzandosi in modo autonomo, ma senza una verifica".
Leggi anche l’articolo sul tema, su Quotidiano Sanità, e consulta un approfondimento con intervista a Livia Giordano (Gruppo italiano screening mammografico - Gisma - e Comitato scientifico di “Europa Donna Italia”).

Salvatore Zuccarello
Siciliano, classe ’81, si laurea a Roma in Comunicazione. Dal 2008 in Cittadinanzattiva, si occupa settimanalmente della newsletter.

Condividi

Potrebbe interessarti

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.