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L'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha condotto una ricerca all'interno dell'area delle province di Modena e Reggio Emilia, ed evidenziato un aumento del rischio di leucemia infantile nelle aree urbanizzate a forte densità abitativa, a prescindere dal ruolo (ormai accertato) dell'inquinamento atmosferico da traffico e soprattutto dal benzene.
Il prof. Marco Vinceti, uno degli autori del lavoro, per spiegare tale incremento di rischio, evidenzia, al di là dell'inquinamento atmosferico, cause infettive, legate alla maggiore densità della popolazione nelle aree fortemente urbanizzate.

La ricerca porta il titolo di "Il rischio di leucemia infantile è maggiore nelle aree urbane: uno studio caso-controllo di popolazione con metodologia GIS" e si è avvalsa dell'opera multidisciplinare dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari e del Dipartimento Materno-infantile dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena.

"Abbiamo individuato – ha spiegato la dott.ssa Carlotta Malagoli - 111 casi di leucemia infantile diagnosticati nel periodo 1998-2011 nelle province di Modena e Reggio Emilia e una popolazione di controllo. I risultati suggeriscono come la residenza in aree altamente urbanizzate sia associata a un incremento del rischio di leucemia infantile. Resta da individuare allora con certezza a cosa sia legato il rilevato aumento del rischio, se non direttamente rimandabile all'inquinamento"

Approfondisci la notizia direttamente sul sito internet dell'Università.

Salvatore Zuccarello
Siciliano, classe ’81, si laurea a Roma in Comunicazione. Dal 2008 in Cittadinanzattiva, si occupa settimanalmente della newsletter.

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