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Il nuovo programma RAI di approfondimento e inchiesta, REC, durante la sua prima puntata, ha realizzato un servizio dedicato al tema del latte artificiale, cercando di chiarire lo stato dell’arte rispetto alle indicazioni dei medici e alle strategie delle ditte multinazionali che ne producono le varie formulazioni.

La trasmissione analizza anche la pressione effettuata sui medici pediatri, anche a fronte delle recenti vicende di cronaca e delle indagini correlate: si tratta di accuse di corruzione e di condizionamento nelle indicazioni cliniche. Addirittura fogli di dimissione che indicano la marca di latte artificiale da usare.

Un estratto direttamente dal sito web RAI, che anticipa e riassume i contenuti della puntata: "In Italia le donne che allattano esclusivamente al seno il proprio bambino, nei primi sei mesi di vita, sono circa il 42%. Nonostante l'allattamento al seno sia il primo passo per garantire la salute pubblica, ricorrere al latte artificiale, alle prime difficoltà, è diventata una prassi. Il suo prezzo - anche dopo l'intervento dell'Antitrust - continua a essere tra i più alti in Europa.

Le telecamere di Rec sono entrate per la prima volta nell'unica fabbrica italiana di latte artificiale, scoprendo che il costo è di circa otto euro a barattolo. Come arriva poi a costare fino a 21 euro? C'è sicuramente un costo nascosto: quello dei viaggi, dei tablet, degli smartphone di ultima generazione e, addirittura, dei condizionatori regalati ai pediatri dagli informatori scientifici delle multinazionali del latte, nella speranza di essere ricambiati. Rec ha anche scoperto che in molti ospedali d'Italia i medici indicano la marca specifica di latte artificiale inserendo un foglio nella cartella di dimissioni del neonato.

Questo nonostante la legge lo vieti espressamente. La normativa è chiara anche su pubblicità e sconti: questi ultimi, se applicati al latte di tipo 1, sono vietati. Alcune farmacie, con la speranza di dare meno nell'occhio, li inseriscono sui siti internet e non sugli scaffali.Le ditte produttrici in Italia sponsorizzano anche i corsi di aggiornamento dei pediatri, i cosiddetti Ecm, Educazione Continua in Medicina. Recentemente in Inghilterra la Royal College of Paediatrics, ovvero la più importante società scientifica pediatrica inglese, ha approvato una mozione con la quale abolisce ogni tipo di finanziamento da parte delle multinazionali del latte artificiale.

In Italia invece i rapporti tra i medici e le ditte non sono un mistero. La base della Società Italiana di Pediatria è nella stessa sede di Biomedia, uno dei più importanti organizzatori di convegni pediatrici: nelle sue casse finiscono i soldi delle ditte di latte artificiale che finanziano gli eventi. Perché mentre i pediatri anglosassoni decidono di staccarsi dalla mammella dello sponsor, i nostri ci rimangono attaccati?"REC ha intervistato, oltre al ministro Lorenzin, anche esperti del settore (medici, pediatri, tecnici di laboratorio).

Approfondisci l’argomento visionando la puntata di REC direttamente dal portale web RAI.

Salvatore Zuccarello
Siciliano, classe ’81, si laurea a Roma in Comunicazione. Dal 2008 in Cittadinanzattiva, si occupa settimanalmente della newsletter.

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