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 le residenze sanitarie assistenziali rsa una guida in tempi di emergenza

L’obiettivo di questo vademecum è fornire una guida generale per quanto concerne i comportamenti e le attenzioni da adottare nel contesto delle RSA per poter tutelare al meglio i nostri cari, soprattutto a seguito delle varie disposizioni normative emanate dagli ultimi Decreti.

Il DPCM del 13 Ottobre e le nuove misure per le RSA
Le disposizioni emanate dal Governo attraverso il DPCM del 13 Ottobre scorso, di concerto con l’Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Scientifico, hanno visto ripristinare misure di elevata attenzione per quanto concerne l’ingresso dei visitatori e degli accompagnatori nelle strutture.
Il testo recita quanto segue: l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.
Questa disposizione, che in qualche modo ci riporta al periodo del primo lockdown nazionale, presenta un’importante precisazione, ossia la possibilità per le Direzioni sanitarie delle singole strutture di decidere se e come consentire l’accesso ai visitatori, anche in relazione allo scenario epidemiologico della regione nella quale ha sede la struttura. Ed è proprio quest’ultima questione ad essere al centro dell’ultimo DPCM nazionale, emanato nei giorni scorsi. È quindi necessario, prima di procedere ulteriormente, comprendere quali siano i suddetti scenari previsti e quali limitazioni comportano.

Gli scenari di rischio: zone gialle, zone arancioni e zone rosse
Lo schema relativo agli scenari di rischio è stato introdotto attraverso l’ultimo DPCM, emanato il 3 Novembre 2020, con lo scopo di illustrare le misure ancor più restrittive che possono essere messe in atto nel caso in cui, a seguito di un elevato aumento nel numero dei contagi (e di altri indicatori), sia necessario ricorrere ad interventi di maggiore intensità per “spezzare la catena”. Lo schema, che divide l’Italia in 3 zone distinte, prevede i seguenti scenari di rischio:

  • Zona “Gialla” – primo stadio dello scenario di rischio, prevede la semplice applicazione delle norme nazionali emanate dai DPCM, senza alcuna ulteriore limitazione agli spostamenti e/o all’apertura di negozi e strutture rispetto a quelle già previste;
  • Zona “Arancione” – secondo stadio, intermedio, corrispondente ad un rischio di livello 3 e prevede limitazioni ulteriori agli spostamenti regionali e comunali, oltre che la sospensione dell’attività per bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie, le quali potranno operare solo attraverso la consegna a domicilio e/o l’asporto;
  • Zona “Rossa” – terzo e ultimo stadio, corrispondente ad un rischio di livello 4, prevede la limitazione totale degli spostamenti su tutto il territorio regionale e comunale, salvo in casi di estrema necessità o per esigenze lavorative, assieme alla chiusura di tutte le attività non essenziali, fatta eccezione per i supermercati, le edicole, le farmacie, le parafarmacie, i parrucchieri, i barbieri e le rivendite di tabacchi.

Tale precisazione si è resa necessaria perché, secondo quanto previsto dal DPCM del 13 Ottobre e confermato da quello del 3 Novembre, se i provvedimenti relativi alle RSA devono essere presi in larga parte dalle singole strutture presenti sul territorio regionale, non è possibile far prescindere la legittimità delle decisioni prese dalle singole direzioni sanitarie dallo scenario di rischio in cui si trova la regione stessa.

Nota bene: la “zona” (gialla, arancione o rossa) in cui ogni singola regione è collocata può cambiare, a causa dell’incremento o decremento di vari indicatori, fra cui l’indice di contagio. Si tratta dunque di uno scenario in continua evoluzione.

Cosa sapere se hai un parente in una RSA: i nostri consigli
Nonostante la normativa nazionale sia molto sintetica, e lasci quindi tanta decisionalità in capo alle singole strutture sanitarie, possiamo fornire una serie di consigli utili a tutti coloro che hanno i propri cari residenti nelle varie RSA presenti sul territorio.

  • Contattare la struttura prima di mettersi in viaggio
    Anche se può sembrare ovvio, data l’attuale situazione presente sul territorio nazionale, la prima regola è sicuramente quella di contattare telefonicamente la struttura di residenza del proprio caro prima di recarsi sul posto, in modo da poter capire se e come ci si può recare presso la struttura. Naturalmente una chiamata alla struttura sanitaria diventa un obbligo nel caso in cui ci si trovi in una regione di tipo “arancione” o, soprattutto, “rossa”.
  • Se non è possibile recarsi presso la struttura, concordare con la stessa come “comunicare” con il proprio familiare
    Le ampie limitazioni agli spostamenti presenti in alcune zone, a seconda della gravità della situazione regionale, dovrebbero porre in capo alla struttura e al personale che vi lavora una serie di raccomandazioni a fornire ai familiari dell’assistito, in maniera quanto più possibile tempestiva e dettagliata, le informazioni importanti riguardanti lo stato di salute del proprio caro.
    Alcune RSA si stanno adeguando in tal senso e stanno ponendo in essere varie iniziative, tra le quali ad esempio quella di consentire ai residenti di comunicare tramite webcam con i propri cari. Ovviamente non possiamo assicurarci che ogni singola struttura adotterà una soluzione di questo tipo, ma vedere comunque che qualcosa si sta muovendo è un grande traguardo.
  • Concordare tempi e modalità per avere aggiornamenti regolari sullo stato di salute del proprio caro
    Un altro consiglio utile in questa situazione è quello di cercare di trovare un accordo con la struttura per fare in modo che, ad intervalli regolari, si possano ricevere notizie sullo stato di salute del proprio caro. Se, come pensiamo, l’isolamento delle strutture sarà di una durata elevata, soprattutto con l’avvicinarsi del periodo invernale, una richiesta come questa dovrebbe essere il minimo sindacale per garantire una costante sicurezza a coloro che vogliono mettersi in contatto con i propri cari.
  • Informarsi se la struttura ha un piano di emergenza e un protocollo di sicurezza in caso di focolaio Covid
    Data l’elevata pericolosità per la salute degli ospiti, nel caso in cui dovesse esserci un focolaio COVID all’interno della struttura, la nostra raccomandazione è quella di chiedere all’RSA se è stato previsto un piano di emergenza e/o un protocollo di sicurezza per garantire il contenimento del virus e la salute dei propri cari. Nel caso in cui venisse negata l’esistenza di esso, o nel caso in cui non venisse data alcuna informazione in proposito, consigliamo di scrivere un reclamo al responsabile della struttura, in modo da portare alla sua attenzione tale situazione e avere le dovute risposte e rassicurazioni.
  • Tenersi aggiornati sulla situazione epidemiologica del territorio in cui è collocata la struttura
    Vi consigliamo inoltre, soprattutto in base alle ultime notizie pervenute nei giorni scorsi, di rimanere costantemente informati sull’andamento dei contagi, sulla situazione della regione nella quale è presente la struttura sanitaria e avere sempre a disposizione l’elenco dei numeri regionali aperti a seguito dell’emergenza COVID, disponibili QUI.

Tra presente e futuro: conclusioni e raccomandazioni finali
La situazione riguardante il COVID e la sua diffusione è in continua evoluzione e non possiamo escludere che alcune delle cose scritte in questo momento tra qualche tempo possano cambiare. Veniamo dopotutto da un mese, come quello di ottobre, che ha visto una sequela di DPCM quasi settimanale che hanno apportato profondi cambiamenti alla nostra quotidianità, sia per quanto riguarda l’attività lavorativa che per quanto concerne il nostro tempo libero; pensare quindi che, nei prossimi mesi, non possano esserci ulteriori cambiamenti è quantomeno utopico.

In conclusione, ecco le nostre raccomandazioni:

  • è proibito l’ingresso all’interno delle RSA ai parenti e ai visitatori, salvo nei casi strettamente indicati dalla direzione sanitaria;
  • nei casi previsti, l’ingresso deve avvenire rispettando tutti i protocolli di sicurezza della struttura;
  • si raccomanda fortemente, prima di recarsi presso la struttura sanitaria, di contattare la struttura in modo da avere contezza delle reali possibilità di ingresso, oltre che informarsi sulla zona di appartenenza della regione nella quale è sita la struttura;
  • è consigliato verificare se la struttura ha redatto un protocollo di sicurezza COVID per avere garanzie sulla sicurezza degli ospiti in caso di contagi e, nel caso in cui non fosse presente (o non venisse fornito), si consiglia di sporgere reclamo al responsabile della struttura sanitaria;
  • nel caso in cui non fosse possibile recarsi presso l’RSA, si consiglia di chiedere agli operatori se è possibile parlare con i propri cari attraverso modalità via web (ad esempio, Skype) o se è possibile avere notizie sul loro stato di salute con regolarità, chiamando in determinati giorni concordati;
  • siate sempre e costantemente informati sullo stato dei contagi nella regione in cui è sita la struttura e siate certi di avere tutti i numeri utili per contattare i servizi di emergenza COVID.

Il periodo che stiamo vivendo è difficile e impegnativo su tutti i fronti, da quello economico a quello sociale, ma, se tutti facciamo la nostra parte, siamo sicuri che potremo tornare alla normalità prima di quanto si pensi.

con il contributo non condizionato di 

Isabella Mori

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