Tempi e costi dei processi

  • Verso un protocollo d’intesa

    Promosso da Giustizia per i Diritti, il 30/01/12 si è tenuto a Roma il primo incontro con gli Avv.ti D.Greco, G.Buccarella, A.Polto dell'AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati); G.Rizzo Vice Presidente ADU-Roma (Associazione Difensori D'Ufficio) e l'Avv. Piqué in rappresentanza dell'Associazione Avvocati di Strada. I temi trattati: aumento della povertà e azioni comuni per garantire ai cittadini l'accesso alla giustizia. Leggi il rapporto sulla povertà

  • Un fondo di garanzia regionale per le vittime della malasanità?

    Questo sembra l’intento verso cui Regioni ed Aziende sanitarie si stanno orientando, per risarcire direttamente i pazienti che hanno subito un danno. Si tratta di una gestione in proprio dei sinistri che prevede una sorta di auto-assicurazione con lo scopo di ridurre i tempi per il risarcimento e per ovviare all’aumento delle polizze assicurative, sempre più care. Per saperne di più

  • UE: così va la giustizia

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    Il 9 marzo 2015 la Commissione europea ha reso pubblici i dati dell'indagine svolta per valutare i sistemi giudiziari degli Stati membri dell'Unione Europea, in termini di efficienza, qualità ed indipendenza. Il quadro di valutazione è uno strumento di informazione per aiutare gli Stati membri a migliorare l'efficienza della giustizia, fornendo dati obiettivi, attendibili e comparabili sui loro sistemi di giustizia civile, commerciale e amministrativa.

  • Troppo carico di lavoro: il giudice rinvia l’udienza al 2019

    Succede a Taranto, dove un magistrato della II sezione del Tribunale civile ha disposto il rinvio al 18 gennaio 2019 di una causa da 200 mila euro tra due società iniziata nel settembre 2014. Perché? Nelle motivazioni dell’ordinanza adottata il giudice scrive di viaggiare già al ritmo di circa 160 sentenze l’anno, con un carico di lavoro insostenibile, con oltre 500 cause più vecchie ancora da smaltire e che dovranno trovare prioritaria definizione. Il magistrato non si risparmia neanche nell’invocare i diritti sanciti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo cui  è vietata “la schiavitù ed il lavoro forzato”, invocando una forma di operatività che possa essere più sostenibile e meno lesiva di quelli che considera diritti inviolabili della persona umana.

  • Tribunale di Napoli: i fascicoli arrivano da Perugia, a 300 Km di distanza

    A Napoli, i fascicoli degli uffici giudiziari anteriori al 2009 sono conservati in affitto in un deposito a Scanzano, in provincia di Perugia. Una follia organizzativa, perché i fascicoli viaggiano avanti e indietro per quasi 600 km, perché in una città come Napoli sembra non esistere uno spazio idoneo per conservarli. Questo sistema, oltre i costi per l'amministrazione pubblica, provoca ritardi nei procedimenti giudiziari, con grande disagio per i cittadini che vedono rinviare le proprie udienze. Ma è un’illusione pensare di utilizzare i 300 immobili confiscati alla camorra per risolvere il problema? Guarda il servizio di Report

  • Tempi lunghi nei processi, indennizzi più veloci

    Processi troppi lunghi? Estenuanti vicissitudini giudiziarie? Per i cittadini sembra arrivare una buona notizia per fronteggiare la spinosa questione legata alla giustizia lumaca ed alle troppe difficoltà incontrate per veder riconosciuto il proprio diritto all’indennizzo come stabilito dalla Legge Pinto (legge n. 89 del 2001).

  • Tagli ai tribunali: l’avvocatura si mobilita

    L’Avvocatura si compatta per far sentire la propria voce contro i tagli alle sedi giudiziarie varati dal governo con il decreto sulla Spending Review. Si chiedono soluzioni alternative ed un’ampia revisione del testo di legge. Approfondisci

  • Strasburgo condanna l’Italia: giustizia “lumaca”

    Cresce il record negativo dell’Italia, per il quinto anno consecutivo bacchettata dalla Corte di Strasburgo: nel 2011 il nostro Paese è quello con il maggior numero di sentenze della Corte Europea per i diritti dell'uomo rimaste inapplicate (2.522 su un totale di 10.689). Il problema principale? La lentezza cronica dei nostri tribunali. Leggi di più

  • Storie di vita: quando la Giustizia sbaglia

    Sul sito www.linkiesta.it/giudici-errori sono state raccolte tre storie emblematiche - tra le tante - di imprenditori che, vittime della malagiustizia, hanno visto crollare la loro attività a causa di errori giudiziari e di inchieste che si sono rivelate nel corso del tempo infondate.

  • Spese processuali penali in aumento per i cittadini

    Con il decreto ministeriale n.111/2013 il Ministero della Giustizia ha emanato il regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale, in vigore dallo scorso 19 ottobre. Sono stati rideterminati i criteri per il recupero di dette somme nei confronti di ciascun condannato; somme anticipate dall'Erario e relative ad esempio a perizie, consulenze tecniche, pubblicazione della sentenza. Approfondisci

  • Spese di Giustizia, il buco nero nelle casse dello Stato

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    Due miliardi di euro congelati mentre potrebbero invece essere usati per rimpinguare le casse della Giustizia italiana. È l’ultimo, grave capitolo del cattivo funzionamento di uno dei settori cardine dello Stato, quello della Giustizia, appunto.

  • Situazione penitenziaria 2014: cosa dicono i dati del Ministero?

    Nel 2010 l’Italia risultava uno dei paesi con il più alto indice di sovraffollamento: a distanza di qualche anno e dopo le condanne arrivate dalla Corte di Strasburgo i dati oggi appaiono più rassicuranti. Oggi dunque niente più detenuti reclusi in celle di 3 mq, e ricorso efficace alle misure alternative per contrastare il fenomeno. Approfondisci

  • Servizi della tutela legale

    Che cos’è la carta dei servizi della tutela legale?
    E’ uno strumento che impegna Cittadinanzattiva a garantire tramite i propri centri di tutela adeguati standard di rispetto e trasparenza dei diritti dei cittadini nella delicata fase di assistenza legale .
    In estrema sintesi impegna Cittadinanzattiva e il singolo avvocato al rispetto, oltre che del codice deontologico proprio degli avvocati, di alcune regole molto semplici in tema di rapporto con il cittadino.
    In particolare è prevista la forma scritta dell’incarico professionale e in ordine alle tariffe gli avvocati iscritti al nostro albo si impegnano a contenere le previsioni di compenso entro e non oltre i parametri MEDI fissati dal DM 140/2012. I nostri avvocati inoltre forniranno come previsto dalla legge ogni informazione riguardo la possibilità di accedere al gratuito patrocinio.

  • Sentenze in ritardo? Colpa delle carenze di organico

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    Un giudice donna della Corte di appello di Torino era stata accusata di "reiterato, grave e ingiustificato ritardo" nel deposito delle sentenze, tanto da essere punita dal Consiglio superiore della magistratura con un provvedimento disciplinare. Ma è arrivata la sua rivincita in Cassazione, che ha accolto il suo ricorso e ha decretato che le responsabilità di quei ritardi andavano imputate alla carenza di personale ed alla disorganizzazione dell’ufficio. Continua a leggere

  • Sentenza in ritardo: il giudice può essere sanzionato

    È quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 18696/11. Il magistrato che impiega più di un anno per il deposito della motivazione di una sentenza è reo di condotta lesiva del diritto al giusto processo del cittadino. Approfondisci

  • Sciopero Pm e Giudici di pace: Giustizia a rischio paralisi

    giudici di pace

    Udienze a rischio e grandi disagi per i cittadini e gli utenti per la mole di processi rinviati a causa dello sciopero iniziato lo scorso 22 novembre e che proseguirà fino al 25 prossimo, a cui hanno aderito Pubblici Ministeri e Giudici di Pace.

  • Sangue infetto: tempi troppo lunghi, Italia condannata a risarcire i pazienti

    sangue infetto

    La Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza del 14 gennaio 2016, ha condannato lo Stato italiano a risarcire più di 350 cittadini, vittime dirette o familiari di persone decedute, infettati da vari virus (HIV, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue avvenute a causa di precedenti patologie o ad operazioni chirurgiche. Il totale dei risarcimenti supera i 10 milioni di euro. Nei ricorsi contro la Repubblica Italiana, oltre agli ostacoli incontrati per far valere almeno il proprio diritto ad un indennizzo amministrativo previsto dalla legge n. 210/1992, i ricorrenti hanno lamentato la lunghezza eccessiva delle procedure di risarcimento del loro danno alla vita.

  • Risarcimento per i detenuti, pubblicato il Decreto legge

    E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 147 del 27 giugno 2014 il DL. n. 92/2014 che introduce le misure di risarcimento per i detenuti che hanno espiato la pena in condizioni degradanti e contrarie all’art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. Diverse le situazioni previste, risolte con un risarcimento monetario od uno sconto di pena. Continua a leggere

  • Riforma del processo penale, cosa c'è che non va?

    Il 15 marzo il Senato ha approvato il Disegno di legge n. 2067 recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”. Il testo, che si compone di 40 articoli suddivisi in cinque titoli, torna ora alla Camera dei Deputati per l’approvazione. Ma l’iter di questo Ddl prosegue non senza intralci e proteste, tra luci ed ombre: le nuove norme prevedono in particolare una riforma della prescrizione, la delega al governo sulle intercettazioni da attuare entro tre mesi, una stretta ingiustificata su furti, rapine e altri reati e, nota positiva, misure per declinare l'ordinamento penitenziario sotto il verbo della rieducazione.

  • Riduzione dell’arretrato civile: i dati del primo trimestre 2016

    arretrato civile 

    Dal 21luglio è online sul sito internet del Ministero della Giustizia il “Monitoraggio relativo al primo trimestre 2016 dei procedimenti pendenti e dell’arretrato civile”, con i dati più aggiornati sull’andamento nazionale del carico giudiziario complessivo nel settore civile che verranno pubblicati sul sito con periodicità trimestrale.

  • Rca e condominio: pronti a mediare?

    Dal 21 marzo 2012 le liti condominiali e le richieste di risarcimento delle Rc auto dovranno essere precedute dall’esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione. Tra qualche giorno, quindi, scatterà l’obbligo di fare pace senza entrare in tribunale. Leggi il sole24ore

  • Rapporto Ocse: Italia maglia nera della Giustizia

    I dati dell’ultimo rapporto dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) parlano chiaro: l’Italia è il paese con la giustizia civile più lenta. Record negativo dunque, con 564 giorni di durata solamente per il primo grado di giudizio ed otto anni almeno per la conclusione di un intero processo. Leggi di più

  • Quanto costano i ritardi della Giustizia in Italia?

    Quanto incide l’inefficienza giudiziaria sull’economia reale del Belpaese? Una ricerca del Centro Studi ImpresaLavoro ha tentato di quantificare l’impatto negativo della lunghezza dei processi e dell’arretrato di cause pendenti su variabili chiave come l’attrattività degli investimenti esteri, la nascita e lo sviluppo delle imprese italiane, la disoccupazione e i volumi del credito bancario.

  • Quanto costa la mediazione?

    Con il ritorno in vigore della mediazione obbligatoria in seguito alla conversione in legge del “Decreto del fare” (Dl. n. 69/13), è stata introdotta anche un’importante novità sul fronte dei costi. Si prevede infatti che in caso di mancato accordo all'esito del primo incontro nessun compenso sia dovuto per l'organismo di mediazione. Costi sono previsti solamente se, all'esito di tale incontro, le parti intendano proseguire nel procedimento di mediazione. Approfondisci

  • Quanto costa l’accesso alla giustizia?

    Sul sito www.dirigentigiustizia.it il Dirigente Dott. Gaetano Walter Caglioti fa il punto sulle modifiche che hanno interessato il contributo unificato. Guarda le tabelle riepilogative

  • Quanto costa il Tribunale di Bologna?

    La fondazione Civicum ha realizzato una indagine accurata sui costi del Tribunale di Bologna, allo scopo di fornire numeri e linee guida, individuare problemi e segnalare eccellenze e analizzare quanto ha speso il capoluogo emiliano nel 2013 per tutti i procedimenti di primo grado. Approfondisci la notizia e guarda i risultati sintetizzati nella tabella

  • Quanto costa allo Stato la giustizia civile?

    Viene comunemente definito “abuso di processo” quello che regolarmente si compie all’interno dei Tribunali italiani. Un abuso, sistematico, che prende le mosse dall’ingolfamento degli uffici, dal carico di lavoro insostenibile per i giudici, dalla scarsità di mezzi e risorse e che genera tempi lunghi e costi eccessivi per i cittadini. Ma come salvaguardare coloro che realmente devono tutelare i propri diritti? Leggi qui
  • Quanto ci costano gli errori della Giustizia?

    Tempi biblici dei processi, errori giudiziari, carcere facile: sono queste le “colpe” di un Sistema che sempre più si rivela inefficiente. A dimostrazione, basta guardare l’entità dei risarcimenti profusi a chi della Giustizia diviene vittima, come i casi, innumerevoli, di ingiusta detenzione per cui lo Stato si trova costretto a sborsare somme da capogiro: ben oltre 35 milioni di euro. Soldi che potevano essere spesi per migliorarle, il Sistema.  Leggi di più

  • Quanto ci costa la malagiustizia?

    Milioni di euro: questa la spesa che grava sullo spalle dello Stato per i ritardi e gli errori della giustizia italiana. Dal 1992 ad oggi lo Stato italiano ha infatti speso oltre 648 milioni di euro per le ingiuste detenzioni, e 43 milioni di euro per errori giudiziari, secondo i dati presentati dal Ministro della Famiglia e degli Affari regionali.

  • Quando la malagiustizia fa male

    Errori dei giudici e tempi biblici dei processi: una storia che non cambia e che continua a pesare sull’economia del Paese e, soprattutto, sulla vita dei cittadini che si trovano a dover ricorrere alla Giustizia. Imprese fallite, indennizzi non ancora versati: un freno alla crescita per l’Italia. Leggi di più

  • Può durare sei anni un giusto processo

    Il Decreto sviluppo (Dl. n. 83/12) all’art. 55 contiene le modifiche alla legge Pinto, legge prevista  nel nostro ordinamento per riconoscere un indennizzo a favore delle vittime delle lungaggini processuali. Questo il “processo tipo”: 3 anni per il primo grado, 2 per il secondo ed 1 per il giudizio di fronte alla Cassazione. Al di sotto di questi limiti nessuna richiesta di risarcimento potrà essere soddisfatta. Approfondisci. Leggi il testo del  Decreto sviluppo relativo alla Legge Pinto
  • Processo Consip: Cittadinanzattiva ammessa parte civile

    processo parte civile

    La ottava Sezione del Tribunale di Roma ha ammesso Cittadinanzattiva, rappresentata dall’avvocato Stefano Maccioni, come parte civile nel processo per corruzione a carico di Alfredo Romeo, legato alla maxinchiesta sugli appalti della Consip.

  • Processo Castellaneta: condanna e risarcimento per le parti civili

    giustizia

    Lo scorso 19 settembre 2016 si è concluso in primo grado il processo per i noti fatti risalenti al 2007 e riguardanti il decesso di otto anziani, nell’arco temporale di quindici giorni, presso l’Ospedale di Castellaneta in provincia di Taranto.

  • Processi lunghi, l’Italia non migliora: ancora maglia nera in Europa

    Confermato per l’Italia il record negativo di lunghezza dei processi civili. Secondo il rapporto sulla Giustizia pubblicato dalla Commissione europea, sulla base di tre fattori – efficienza, qualità del sistema giudiziario nonché indipendenza percepita dei giudici – per un processo civile ci vogliono oltre cinquecento giorni per una sentenza di primo grado.

  • Processi lumaca: la Giustizia lenta non è giustizia

    Ennesimo caso di ordinaria ingiustizia. Ad un professionista perugino i giudici hanno riconosciuto il diritto di riscuotere una parcella pari a 340.511 euro, più interessi, dopo ben ventidue anni di processo. Una cifra importante, dunque. Ma non solo quella che finalmente il malcapitato professionista riuscirà ad incassare, quanto quella in anni che ci sono voluti per arrivare al riconoscimento del suo diritto a ricevere il “quantum” che gli è dovuto dal debitore. Una vera e propria odissea giudiziaria, che appare ormai come una "prassi" nel nostro ordinamento e che costringe i cittadini ad invecchiare insieme alle proprie cause.

  • Presentato il Rapporto Cepej sullo stato della giustizia

    La Commissione Europea per l’efficienza della giustizia (Cepej) ha presentato in questi giorni il IV rapporto di valutazione dei sistemi giudiziari europei. Il Rapporto 2012 contiene dati relativi a 46 Paesi ed offre una chiave di lettura della giustizia in Europa e un'analisi della sua evoluzione attraverso numerosi indicatori. Per l’Italia aumenta la spesa destinata ai tribunali e c’è boom degli avvocati. Leggi qui

  • Prescrizione penale, a che punto è la riforma?

    La Commissione Giustizia del Senato ha adottato il testo base che unifica i due disegni di legge di riforma del processo penale e della prescrizione. Il testo si compone di 41 articoli e contiene la riforma del processo penale, della prescrizione, dell'ordinamento penitenziario e la delega al Governo per la riforma delle intercettazioni. Il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato al prossimo 25 maggio, per poi approdare all’esame dell’Aula.

  • Prescrizione breve: quanti reati a rischio?

    Prosegue l'iter del Disegno di legge n. 1880 sul cosiddetto "processo breve". Atteso il voto finale dopo il parere del Governo sulle proposte emendative. Sugli effetti del Ddl il mondo della giustizia si interroga. Approfondisci

  • Pinto bis, un paradosso tutto italiano

    Non sono poche le vittime di questo “scherzo” della giustizia italiana. Non bastavano infatti le ormai consuete lungaggini processuali vissute dai cittadini, costretti ad invecchiare insieme alle proprie cause: oggi chi vuole ottenere un’equa riparazione per l’eccessivo ritardo subito attraverso la Legge Pinto (legge n.89/01) si trova a dover vivere la beffa del ritardo sul ritardo per ottenere il ristoro dovuto. Approfondisci

  • Performance dei tribunali civili: Italia divisa a metà

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    L’Italia si spacca in due: tra Nord e Sud trascorrono un bel po’ di …mila giorni tra la risoluzione di un contenzioso civile presso il tribunale più veloce d’Italia (Rovereto) e quello più lento (Foggia). È quanto emerge dallo studio “Misurare la performance dei tribunali”, elaborato nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia, presieduto dalla ex Guardasigilli Paola Severino e pubblicato sul sito del Ministero della giustizia.

  • Perché i cittadini rinunciano alla tutela dei propri diritti?

    Anche per il servizio Giustizia sta accadendo qualcosa di simile alla medicina difensiva: quest’ultima consiste nella pratica di diagnostiche o di misure terapeutiche condotte principalmente non per assicurare la salute del paziente, ma come garanzia delle responsabilità medico legali seguenti alle cure mediche prestate. Nel settore giustizia si sta reagendo quasi allo stesso modo, adottando spesso soluzioni discutibili invece che riorganizzarsi e rendere più efficiente il servizio a favore dei cittadini.

  • Per le imprese costi di giustizia intollerabili

    Un sistema giustizia realmente efficiente, che riesca ad assicurare tempi certi per la risoluzione delle controversie, risulta determinante per lo sviluppo dell'economia di un Paese. Secondo la Banca Mondiale una giustizia civile è efficace quando riesce a garantire procedimenti di durata ragionevole: tempi lunghi di risoluzione delle controversie generano incertezza e comportano costi elevati per le imprese, che nella maggior parte dei casi, una volta coinvolte in un procedimento giudiziario, si trovano a dover attendere anni prima di vederne la conclusione.

  • Per la Giustizia amministrativa nuovo sito internet

    Si veste di nuovo il portale dedicato alla Giustizia dei Tar regionali e del Consiglio di Stato, dove sono contenuti gli avvisi di maggiore importanza, gli aggiornamenti normativi e gli appuntamenti che interessano l’intera categoria di professionisti della giustizia amministrativa in Italia. Al suo interno, poi, non mancano le indicazioni operative e contabili per tutti i cittadini, come informazioni sul contributo unificato ed orari degli URP. Per approfondire

  • Penalisti in sciopero contro il sovraffollamento

    Mercoledì 28 novembre i penalisti d’Italia hanno fermato la loro attività forense per protestare contro il sovraffollamento carcerario, definito un vero dramma sociale italiano. Ormai intollerabili le condizioni degli istituti penitenziari nel nostro Paese: per questo l’Unione Camere Penali ha indetto l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria. Approfondisci

  • Patto di quota lite: questioni di deontologia professionale

    Se il legale chiede un supplemento ulteriore al compenso previsto dal patto di quota lite può incorrere in sanzioni, se l'importo risulta sproporzionato all'attività effettivamente svolta, e non giustificato dal risultato conseguito. Approfondisci

  • Parametri forensi, arriva l’ok da parte del Ministero della Giustizia

    Il 10 marzo scorso il Ministro della Giustizia ha firmato il Decreto sui nuovi parametri forensi, dopo il tira e molla degli ultimi mesi tra Governo ed Associazioni forensi. Attesa la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Leggi tutto

  • Nuovo anno, nuovi rincari per la Giustizia

    Le novità, che incideranno notevolmente sull’accesso al servizio Giustizia, sono state introdotte dalla Legge di Stabilità 2014, approvata in via definitiva al Senato.  Aumenti sono previsti per le marche da bollo: per iscrivere una causa a ruolo ci vorrà una marca con un valore tre volte superiore a quella attualmente in uso (si passa dagli 8 ai 27 euro). L’impatto sarà notevole, soprattutto per le  cause di valore esiguo e produrrà un aumento indiretto anche sul contributo unificato. Leggi tutto

  • Nuovi parametri forensi, ecco il regolamento

    Il Ministro della Giustizia ha inviato al Consiglio di Stato e al Consiglio Nazionale Forense il regolamento  recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense.  I nuovi parametri premiano la mediazione e penalizzano il legale che persegue strategie dilatorie che mirano all'allungamento ingiustificato dei tempi. Leggi di più

  • Nuova legge Pinto: dubbi di costituzionalità?

    Modificata dal “Decreto Sviluppo” (D.l. n. 83 del 2012, convertito in legge n. 134/12), la legge Pinto – quella che prevede il diritto ad un’equa riparazione per la violazione del termine di ragionevole durata del processo – è al vaglio, doppio, della Consulta. Le Corti d'appello di Bari e di Reggio Calabria hanno infatti sollevato, con due ordinanze, dubbi di legittimità costituzionale su alcune delle novità introdotte. Per saperne di più

  • No alle discriminazioni multiple: pubblicato il rapporto della FRA

    L'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali (FRA) ha recentemente pubblicato un importante report sulle disuguaglianze e discriminazioni multiple nell'accesso all'assistenza sanitaria. La ricerca ha riguardato anche l'accesso alla giustizia rispetto a questa tipologia di discriminazioni e Cittadinanzattiva vi ha collaborato, offrendo un importante contributo. Approfondisci e  scarica il report

  • Nessun aumento per il contributo unificato

    L’aumento era stato previsto dall'emendamento n. 3.4116 presentato dal Governo nella seduta del 15 dicembre 2014. Per buona sorte delle tasche dei cittadini, l’emendamento è stato dichiarato inammissibile durante l'iter di approvazione della legge di Stabilità 2015. Resta però l’aggravio delle spese di notifica, ora dovute anche per le controversie finora esenti, al di sotto dei 1.033 euro. Approfondisci

  • Mediazione: una soluzione rapida ed efficace!

    La mediazione obbligatoria non viola il diritto di agire in giudizio per la difesa dei propri diritti e interessi legittimi ma anzi introduce un ulteriore strumento di tutela necessario. Pertanto, il comportamento della parte che non si  presenta in mediazione costituisce frode alla legge, perché posto volontariamente in violazione di una norma imperativa a tutela del giusto. Questi i punti cardini della recente sentenza emessa dal Tribunale di Siena. Leggi il testo della pronuncia

  • Mediazione: la fotografia di Cittadinanzattiva su “Guida al Diritto”

    Nell'ultimo numero della rivista del Sole 24 Ore, per approfondire la riflessione sull’efficacia della mediazione civile, viene richiamata l'indagine civica condotta da Cittadinanzattiva in occasione del IV Rapporto PiT Giustizia. Leggi  qui

  • Mediazione: il Tar Lazio abolisce le spese di avvio

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    Con due pronunce diverse, del 23 e 26 gennaio 2015, il TAR Lazio ha respinto la larghissima parte delle motivazioni alla base dei ricorsi presentati dall'Oua e dell'Unione delle Camere civili sulla validità della mediazione. Meno costi, dunque, per i cittadini, che saranno esonerati dal versamento della somma anche in caso di primo incontro concluso con un mancato accordo di prosecuzione. Approfondisci la notizia e leggi la sentenza

  • Mediazione: il modello fiorentino come fonte di ispirazione

    Dopo la pubblicazione delle statistiche sulla mediazione civile elaborate dal Ministero della Giustizia, un altro quadro incoraggiante emerge dalle rilevazioni fornite dal “modello fiorentino”, un progetto di studio sperimentale sulla mediazione civile che ha visto la collaborazione tra l'Università fiorentina e il Tribunale civile di Firenze. La sperimentazione è durata un anno e si è basata esclusivamente sulla mediazione delegata, cioè quella disposta dal giudice e fornisce dati rassicuranti: il 39% delle mediazioni svolte si chiude con l’accordo. Leggi di più

  • Mediazione: ecco il Libro Verde

    Il Ministero della Giustizia ha avviato una consultazione pubblica sulla mediazione: si tratta di un Libro Verde per stabilire i parametri di qualità degli organismi di mediazione, proposta contenuta anche negli ultimi rapporti Pit Giustizia. Anche Cittadinanzattiva ha avviato una consultazione interna per raccogliere i contributi dei cittadini: le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Mediazione: depositate le motivazioni della Consulta

    Depositata il 6 dicembre scorso la sentenza n. 272/12 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, per eccesso di delega, la norma sulla media-conciliazione nelle controversie civili e commerciali, nella parte in cui prevede il carattere obbligatorio della stessa. Approfondisci. Leggi il testo delle sentenza

  • Mediazione, nessuna spesa per l'avvio della procedura

    giustizia riforma 2015.02.11

    Con un avviso , il Ministero della Giustizia dà seguito alla sentenza del Tar Lazio (n. 1351/2015) ,immediatamente esecutiva, con cui è stato annullato l'obbligo per le parti di corrispondere le spese di avvio per la procedura di mediazione, in sede di primo incontro.

  • Mediazione, le spese di avvio sono sempre dovute

    giustizia

    Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5230 del 17 novembre 2015: riformando alcuni capi della sentenza del Tar Lazio di Roma (n. 1351/2015), i giudici hanno stabilito che le c.d. "spese di avvio" previste per la procedura di mediazione sono legittime e devono essere sempre versate, anche quando il tentativo di accordo si arresta al primo incontro.

  • Mediazione oltre i tre mesi? Si può!

    La mediazione obbligatoria è tale poiché per alcune materie, tassativamente individuate, rappresenta un passaggio necessario prima di adire il giudice. La legge di riferimento (D.lgs. n. 28/2010) prevede che tale istituto debba avere una durata massima di tre mesi.  Ma è la stessa legge che non specifica quali siano le conseguenze in caso di sforamento di tale tetto temporale. Ci ha pensato così il Tribunale di Roma che, con la pronuncia del 22 ottobre 2014 recentemente depositata, ha chiarito quello che potrebbe porsi come un equivoco. Per i giudici il termine di tre mesi non può essere considerato come condizione di validità dell’accordo che rimane valido anche qualora raggiunto fuori tempo.

  • Mediazione obbligatoria: si o no?

    La questione di legittimità costituzionale sollevata in merito all'obbligatorietà della mediazione, com’è noto, è in attesa di giudizio innanzi alla Corte Costituzionale. Nel frattempo, è arrivata la pronuncia della Corte di Giustizia Europea, adita dal Tribunale di Palermo, che in qualche modo anticipa ed offre spunti di riflessione sulla obbligatorietà della mediazione civile e commerciale. Leggi qui e scarica l’ordinanza del Tribunale di Palermo

  • Mediazione obbligatoria, arrivano le indicazioni del Cnf

    Dopo i chiarimenti forniti dal Ministero della Giustizia, anche il Consiglio Nazionale Forense ha reso pubbliche le faq sulla mediazione obbligatoria, per sciogliere alcuni dubbi interpretativi. Tra i molteplici aspetti, è bene ricordare che nel processo di mediazione sia necessaria l’assistenza di un avvocato e che i soggetti economicamente più deboli abbiano il diritto di accedere al patrocinio gratuito. Leggi di più

  • Mediazione e liti in corso: ecco i chiarimenti

    Quali sono le conseguenze della sentenza della Corte Costituzionale con cui è stata dichiarata l’illegittimità della mediazione obbligatoria? E, soprattutto, quali sono le conseguenze e le ripercussioni sui procedimenti in corso? Leggi un estratto della rassegna stampa dell’OUAe le nostre Faq

  • Mediazione delegata dal giudice, un obbligo da rispettare

    Quando si parla di “mediazione delegata” non si fa riferimento ad un semplice invito che il Giudice rivolge alle parti in causa di esperire un tentativo di conciliazione, ma si tratta di un vero e proprio obbligo che non lascia possibilità di scelta. Anche in questo caso dunque, la mediazione diventa condizione di procedibilità ed è destinata ad operare sia in primo grado che in grado di appello, come chiarito dalla recente ordinanza del Tribunale di Milano. Approfondisci

  • Mediazione civile: primi risultati presentati a Milano

    Venerdì 7 febbraio 2014 sono stati presentati  i risultati della prima Ricerca qualitativa sulla mediazione civile e commerciale condotta attraverso un'osservazione diretta sui casi del Servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano. Leggi di più

  • Mediazione civile: per il Consiglio di Stato nessuna sospensione

    Dopo il ricorso dell’OUA (Organismo Unitario Avvocatura) al TAR del Lazio per richiedere la sospensione della mediazione obbligatoria, il Consiglio di Stato con l’ordinanza dell’11 marzo scorso ha dichiarato l’inammissibilità della domanda, sfatando ogni possibile dubbio in ordine alla sospensione dello strumento conciliativo. Approfondisci

  • Mediazione civile, istruzioni per l’uso

    Il Ministero della Giustizia ha emanato l’ennesima circolare per fornire ulteriori indicazioni ed istruzioni operative in merito all’istituto della mediazione civile obbligatoria. Approfondisci

  • Mediazione civile, ecco i numeri del Ministero

    Il Ministero della Giustizia ha diffuso sul proprio sito istituzionale gli ultimi dati - aggiornati al 30 giugno 2014 - relativi alla mediazione civile. Il procedimento, per alcune materie specifiche, è tornato ad essere condizione di procedibilità per la domanda giudiziale: questo significa che i cittadini, prima di poter adire il Giudice, dovranno obbligatoriamente cercare di trovare un accordo. I benefici? Tempi e costi ridotti. Approfondisci e leggi i dati

  • Mediazione civile, ecco i chiarimenti del Ministero

    Dopo il ritorno all'obbligatorietà della mediazione civile come stabilito dal “Decreto del fare”, il Ministero della Giustizia interviene per fornire le linee interpretative e le prime direttive del procedimento conciliativo, assicurando il costante monitoraggio degli organismi di mediazione. Leggi i documenti ed approfondisci

  • Mediazione civile, bilancio positivo per l’anno 2015

    Il Ministero della Giustizia ha pubblicato il rapporto statistico 2015 relativo alla mediazione civile redatto dalla Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa, nel quale si evidenziano i risultati che la mediazione ha ottenuto e sta avendo nel nostro Paese. Il trend positivo del 2014 viene confermato anche nel 2015: i dati riportano un aumento dei procedimenti, che sono passati dai 295.010 del 2014 ai 300.455 dello scorso anno.

  • Magistrati in fuga

    Cinque Giudici e due PM lasciano la sede del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce), il quinto d'Italia per carico di lavoro. L'Associazione Nazionale Magistrati lancia l'allarme: "impossibile lavorare nella terra di Gomorra". Approfondisci. L'articolo di Roberto Saviano

  • Lunghezza dei processi

    Parliamo della cd. Legge Pinto (L. n.89/2001 "Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile". A chi si applica la "legge Pinto"?
    La "Legge Pinto" si applica a chiunque abbia "subìto un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione ". (Capo II, art.2, comma 1)

    Quando può ritenersi "ragionevole" la durata di un processo?
    In generale, la durata ragionevole del processo in primo grado è stata fissata dai giudici italiani, sulla scorta della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ora in quattro ora in tre anni, salva sempre la valutazione del caso concreto. Per il secondo grado la ragionevole durata è stata indicata in due anni ed in un anno per i gradi successivi. Per la Cassazione, la durata "ragionevole" è di un anno.

    La Corte Europea sul punto ha sempre dichiarato irricevibili i ricorsi presentati nei confronti di processi di durata inferiore ai tre anni.

    In alcune ipotesi particolari, in cui l'oggetto del contendere richieda una celerità maggiore (ad es. giudizi riguardanti l'affidamento o l'adozione dei minori, o le cause di lavoro, pensionistiche o fallimentari) i termini di ragionevole di durata dei processi sono stati fissati dalla Corte Europea entro i due anni e sette mesi.

    Se il processo è stato chiuso con una transazione può applicarsi la legge?
    Sì. Il risarcimento può essere chiesto anche se il giudizio è terminato con una transazione (Cass. 8716/06, Cass. 11.03.05 n. 5398).

    Se il processo è ancora pendente può applicarsi la legge?
    Il risarcimento può richiedersi anche a processo ancora pendente. In questo caso verrà fatta una prima liquidazione e, se il processo poi non terminerà entro un tempo ragionevole, potrà presentarsi un secondo ricorso per l'ulteriore "segmento" temporale di irragionevole durata, che darà luogo ad una seconda ed ulteriore liquidazione.

    Quali sono le modalità e i termini di presentazione della domanda per ottenere un'equa riparazione?
    La domanda si propone con ricorso alla Corte di Appello competente (individuata secondo criteri precisati nella legge in esame), sottoscritto da un difensore munito di procura speciale e contenente gli elementi di cui all'articolo 125 del codice di procedura civile. Il ricorso è proposto nei confronti del Ministro della Giustizia quando si tratta di procedimenti del giudice ordinario. Negli altri casi è proposto nei confronti del Ministro dell'Economia e delle Finanze. La Corte pronuncia entro quattro mesi dal deposito del ricorso, con decreto impugnabile per Cassazione. Tuttavia tale termine non sempre è rispettato nella pratica giudiziaria anche a causa del crescente numero di ricorsi. Il decreto pronunziato dalla Corte di appello è immediatamente esecutivo. (Art. 3 L. 89/2001).

    Quali sono le condizioni per proporre la domanda?
    La domanda di riparazione può essere proposta durante la pendenza del giudizio nel cui ambito la violazione si assume verificata, ovvero, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta definitiva (è passata in giudicato).

    A quanto ammonta la riparazione?
    Solitamente, la riparazione consiste in 1.000-2.000 euro per ogni anno di durata eccessiva del processo. L'ammontare effettivo del risarcimento concesso dipende dalla materia del procedimento e dalla sede territoriale della Corte: di solito vengono liquidati risarcimenti più alti per questioni in materia di famiglia o status della persona e per procedimenti penali o pensionistici, nei quali casi di solito si raggiungono anche i 2.000euro/anno, meno per altre questioni.

    Quali sono i costi del procedimento?
    Il procedimento non è soggetto a contributo unificato, ma il decreto che viene emesso al termine è soggetto a imposta di registro e quindi a registrazione (circolare Agenzia delle Entrate 23.3.2004 n. 13/E), che verrà tuttavia corrisposta solo in caso di mancato accoglimento del ricorso. Nel caso in cui l'Amministrazione sia condannata, verrà corrisposta da quest'ultima.

    Quali documenti sono necessari?
    Se il procedimento è già terminato, è necessario depositare copia della sentenza, eventualmente con attestazione del passaggio in giudicato. Se il procedimento è invece ancora pendente, va depositato il certificato di pendenza della lite. Questi documenti, uno in alternativa all'altro, servono alla Corte d'Appello per verificare che il ricorso sia stato presentato nei termini corretti, cioè sia tempestivo.

    Qual è la durata media dei processi civili in Italia?
    Nel nostro Paese la durata media dei processi civili ammonta a circa tre anni; in ragione di questo record negativo, l'Italia è collocata al 157° posto su 183 nazioni nella graduatoria annuale della Banca Mondiale e rappresenta, al contempo, il fanalino di coda dei paesi dell'OCSE. L'Italia possiede infatti il primato italiano per i tempi più lunghi delle cause civili ed i costi più elevati.

    Sulla stessa lunghezza d'onda, nel contesto europeo, sia la Commissione Europea sia il Consiglio hanno evidenziato la necessità che l'Italia adotti misure volte a ridurre la durata delle procedure di applicazione del diritto contrattuale, la cui eccessiva lunghezza rappresenta uno dei profili di debolezza del nostro contesto imprenditoriale1.

    Analogamente, la Banca d'Italia ha prodotto negli ultimi anni numerosi studi a riguardo, in quanto l'inefficienza della giustizia civile, quale "pilastro tra le istituzioni di un'economia di mercato" mette seriamente in discussione "diritti di proprietà, contratti, promozione della concorrenza".

    A quanto ammonta la mole del contenzioso in Italia?
    Secondo il Rapporto 2010 della Cepei, la Commissione che monitora l'efficienza della giustizia di 47 paesi europei, nel nostro Paese vengono annualmente avviate 4.809 cause civili ogni 100.000 abitanti, a fronte delle 3.961 del Regno Unito, delle 2.672 della Francia e delle 2.345 della Germania.

    Tra fascicoli nuovi e processi pendenti, l'arretrato prosegue inesorabilmente ad accumularsi, con il risultato che in Italia, secondo le stime della Cepei, sono 533 i giorni di attesa per la pronuncia di una sentenza di primo grado.

    I dati generali trovano conferma nelle segnalazioni dei cittadini in merito ai tempi dei procedimenti civili, registrate dal PiT Giustizia di Cittadinanzattiva. In particolare, nel corso dell'ultimo anno di attività, le segnalazioni sulle cause civili la cui durata oscilla tra uno e cinque anni di pendenza, che nel 2009 coprivano il 36% del totale, sono aumentate di ben 24 punti percentuali, arrivando al 50% nel 2010.

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    1Raccomandazioni per l'Italia in adempimento della Strategia Europea 2020

    (ultimo aggiornamento: gennaio 2012)

    maggiori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Lungaggine processuale, Cittadinanzattiva dalla parte delle vittime

    In seguito alla segnalazione di un cittadino soccombente in un processo durato oltre venti anni, Cittadinanzattiva ha depositato un ricorso avente ad oggetto la richiesta di indennizzo ai sensi della legge n. 89/2001 (c.d. legge Pinto). La Corte di Appello competente ha sollevato una serie di questioni di legittimità costituzionale, ma la Consulta ha ribadito il principio secondo cui anche chi risulta soccombente in giudizio ha diritto ad ottenere un' equa riparazione per la violazione del diritto alla ragionevole durata del processo. Leggi la notizia ed il nostro approfondimento

  • Lotta all'arretrato civile, al via il Programma Strasburgo 2

    La riduzione dei tempi della giustizia civile costituisce uno degli obiettivi cardine della riforma varata lo scorso anno dal Ministro Orlando. Così, per far fronte all’annosa questione che affligge il sistema giudiziario del nostro Paese, è ufficialmente entrato nella fase operativa il progetto organizzativo «Arretrato civile ultra triennale - Programma Strasburgo 2», il piano strategico di interventi messo a punto dal Ministero della Giustizia per l'abbattimento del vecchio arretrato civile attraverso misure a costo zero e la progressiva riduzione del rischio legato ai rimborsi previsti dalle legge Pinto, la legge che prevede un’equa riparazione per le vittime delle lungaggini processuali.

  • Liti fiscali, tempi biblici per i processi

    processo copy

    In Italia le liti con il Fisco durano fino ad otto anni: una vera e propria odissea che costa allo Stato più di 52 miliardi di euro. Per non parlare dei numeri dell’arretrato: ben 570.000 cause. Continua a leggere

  • Lente d’ingrandimento sul sistema penale

    giustizia

    Sulla scia del trascorso censimento sulla giustizia civile, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia in collaborazione con la Direzione generale di Statistica ha elaborato e pubblicato un dossier per fare il punto sulla stato della giustizia penale in Italia. Utilizzando parametri già impiegati a livello internazionale dalla Banca Mondiale e dalla Commissione Europea per l'Efficienza della Giustizia (Cepej), sono stati presi in esame i 139 tribunali italiani e posti sotto una lente di ingrandimento per evidenziare criticità e margini di miglioramento in termini di produttività.

  • Legge Pinto: per il debito le risorse sono insufficienti

    Sono 50 milioni gli euro stanziati nel 2013 destinati a coprire il debito nei confronti dei cittadini che attendono da anni l’indennizzo per la violazione del termine ragionevole del processo, come previsto dalla legge n. 89/01. Una somma, questa, che si rileva però del tutto insufficiente, se si pensa che il debito è pari a circa 340 milioni di euro: lo rende pubblico il Ministero della Giustizia, con la nota dell’11 luglio 2013. Leggi qui

     

  • Legge Pinto: il Ministero è pronto per risarcire

    Sei stato vittima della lungaggine processuale e sei ancora in attesa dell’indennizzo? C’è speranza: il Ministero della Giustizia sta procedendo ad una verifica di tutte le posizioni debitorie ancora pendenti per procedere ai relativi pagamenti, per il momento con riferimento alle sentenze degli anni 2009-2010.  E’ necessario compilare un modulo ed inviarlo all’indirizzo PEC fornito dal Ministero. Per maggiori approfondimenti e per scaricare il modulo guarda qui

  • Legge Pinto: due gradi, due anni

    Il giudizio instaurato attraverso la legge Pinto (n.89/01) al fine di ottenere un equo indennizzo per la durata irragionevole del processo, deve svolgersi in due anni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, accogliendo un ricorso di un cittadino contro il ministero della Giustizia. Leggi di più

  • Legge Pinto: cosa è cambiato con la Legge di Stabilità?

    Indennizzi ridotti e previsione di “rimedi preventivi” per non perdersi il diritto di far valere la propria titolarità all’azione volta ad ottenere un indennizzo per chi sia stato vittima di processi irragionevolmente lunghi, come stabilito dalla Legge Pinto. Eppure, a fronte di una legge davvero giusta per i cittadini, che spesso si trovano costretti ad invecchiare insieme alle loro cause, con la Legge di Stabilità in vigore da gennaio 2016 molto è cambiato e, purtroppo, in maniera nettamente peggiorativa.

  • Legge Pinto e processo tributario: è possibile?

    Secondo la Corte di Cassazione il contribuente può ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale quando la causa davanti alle Commissioni tributarie sul rimborso d’imposta dura troppo tempo. Ma niente equa riparazione in caso di lite sull’ accertamento. Insomma, ad avviso dei Supremi giudici il processo tributario non resta fuori dalla possibilità di un risarcimento per le lungaggini processuali, ma con i dovuti limiti. Continua a leggere

  • Legge Pinto e prescrizione

    Il termine di prescrizione del diritto all'indennizzo per i processi troppo lunghi inizia a decorrere dopo che siano trascorsi i sei mesi previsti dalla legge, a pena di decadenza, per proporre la domanda di equa riparazione alla Corte d'appello. La regola vale sia per i procedimenti regolati dalla vecchia legge Pinto (n. 89/2001), sia per quelli regolati dalle nuove disposizioni introdotte dal Decreto Sviluppo (art. 55, Legge n. 134/2012). Per saperne di più

  • Legge di stabilità: la Giustizia costa sempre di più

    Sul sito www.dirigentigiustizia.it troviamo un’interessante analisi sulla legge di stabilità varata dal Governo, che prevede un ulteriore aumento dei costi della Giustizia. Tra le principali novità che incideranno sulle tasche dei cittadini, l’aumento del contributo unificato e l’imposta di bollo per i certificati penali. Approfondisci

  • Legge di stabilità, per le piccole cause si pagherà caro

    Emendamenti dell’ultimo minuto che lasciano perplessità, soprattutto se a farne le spese (in ogni senso!) sono le tasche dei cittadini. Ci si riferisce alle novità introdotte in materia di spese di giustizia, in particolare all’emendamento che cancella l’esenzione dalle spese di notifica per gli atti e le conciliazioni fino a 1.033 euro. Dal prossimo anno si pagheranno, quindi, tutte le notifiche, anche per cause e le conciliazioni di piccolo valore: non converrà dunque più instaurare un giudizio dinnanzi al giudice per far valere le proprie ragioni. Approfondisci

  • La sentenza? Tra seicento giorni!

    Il caso è quello di un magistrato del tribunale di Catania al quale sono stati riscontrati gravi ritardi nel deposito di molte sentenze. Il Ministero della Giustizia ricorre contro la decisione di assoluzione del Csm. Approfondisci

  • La sala da ping pong diventa una cella

    Succede a Roma, nel carcere di Rebibbia, dove un detenuto di 82 anni, gravemente malato, è stato rinchiuso nella sala ludica trasformata in cella, a causa del sovraffollamento carcerario. Con lui altri quattordici detenuti: a disposizione un solo bagno alla turca. Leggi di più

  • La parcella dell’avvocato deve essere proporzionata alla causa

    Con una recente pronuncia (sent. n. 7807/13), la Corte di Cassazione ha sancito un importante principio in tema di compenso spettante agli avvocati. I Giudici hanno infatti previsto la possibilità che l’onorario del professionista possa essere ridotto se considerato sproporzionato rispetto al valore effettivo della controversia. Approfondisci

  • La lentezza, male cronico dei nostri tribunali

    La Giustizia in Italia proprio non va: ci vogliono anni per veder definito un processo civile ed al Sud è una vera e propria odissea. I cittadini invecchiano insieme alle loro cause e l'economia del paese accusa il colpo. L'inchiesta. I conti in rosso

  • La Giustizia tra ammodernamento e manutenzione

    Riorganizzazione del sistema giudiziario verso una maggiore specializzazione; contenimento della crescita del contenzioso di competenza delle corti di appello; regole sulla determinazione dell’onorario degli avvocati. Questi i principali campi d'intervento che il Governo ha intrapreso per aggredire il problema dell’inefficienza della giustizia civile. Continua a leggere

  • La Giustizia penale si fa telematica

    Nell’ottica della velocizzazione e del risparmio, per la prima volta in Italia anche nel settore penale si apre la strada alle comunicazioni e notificazioni giudiziarie telematiche. Il “debutto” avverrà presso il Tribunale di Torino, una delle sedi giudiziarie considerate più virtuose e all’avanguardia per la gestione dei carichi di lavoro. Per saperne di più

  • La Giustizia entra nell'era digitale

    Che la Giustizia italiana fosse un po’ arrugginita e bisognosa di innovazione, anche tecnologica, per migliorare l’efficienza del servizio in termini di tempi e costi è fuori di dubbio: ma il nostro sistema è veramente pronto alla digitalizzazione? A quanto pare, sembra di si. Ed il passaggio da carte e scartoffie varie, da fascicoli e da milioni di fogli di carta giacenti presso le cancellerie alla via telematica è ormai in corso. Leggi di più

  • La Giustizia costa sempre di più: in piazza per dire NO ai rincari

    Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e l’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), insieme ad altre organizzazioni, hanno organizzato una manifestazione nazionale a difesa dei diritti dei cittadini per il 20 febbraio. Proclamati anche tre giorni di sciopero e di astensione dalle udienze. La protesta nasce per contestare gli ultimi provvedimenti varati dal Governo in materia di Giustizia, che ledono il diritto di accesso dei cittadini al Servizio: anche Cittadinanzattiva ha aderito all’iniziativa, condividendone sia i contenuti che l’impostazione. Leggi qui e guarda il manifesto dell’OUA

  • Italia più diligente per la Corte Europea

    L’Italia si adegua progressivamente alle regole europee: è infatti stabile la diminuzione delle sentenze di condanna da parte di Lussemburgo nei confronti del nostro Paese per inadempienza. Approfondisci

  • Italia maglia nera della Giustizia? Ma c’è anche del buono

    Su sito di Repubblica troviamo un’interessante inchiesta sulla giustizia, con dati sui tempi dei procedimenti e buone pratiche. L’Italia conserva il suo primato negativo, per i tempi lunghissimi dei processi e per l’arretrato da gestire: ma ci sono uffici giudiziari come quelli di Torino e Milano che hanno iniziato un percorso importante, volto alla riduzione delle pendenze grazie ad una gestione ragionata dei flussi, al processo telematico ed ai riti alternativi. Leggi l’inchiesta

  • Italia inadempiente per la Corte Europea

    Il nostro Paese conferma di essere la maglia nera nel rispetto della legislazione comune europea e riconquista il poco invidiabile primato di Stato membro col maggior numero di ricorsi per inadempimento a suo carico. Leggi su www.lavoce.info un’interessante analisi

  • Innocente, aspetta 36 anni per avere Giustizia

    E’ la storia di un uomo vittima della malagiustizia,quella di Giuseppe Gulotta, arrestato nel 1976 all’età di 19 anni in seguito alle indagini sulla morte di due carabinieri, trucidati nella caserma di Alcamo Marina (Tp) e condannato per omicidio e strage. Ha trascorso ben 22 anni in carcere senza avere colpa ed oggi, finalmente in libertà, racconta la sua storia attraverso un libro. Leggi di più

  • Ingiusta detenzione, per l’Italia un errore che costa caro

    Ben 630 milioni di euro: è questa la cifra da capogiro che l’Italia ha pagato dal 1992 per indennizzare quasi 25 mila vittime di ingiusta detenzione. Lo Stato sbaglia, dunque. E sbaglia tanto: solo nel 2015 il Tesoro ha versato 36 milioni di euro ed altri 11 milioni sono stati versati nei primi tre mesi del 2016.

  • Indennizzi violazioni CEDU: per l'Italia primato negativo

    Nella Relazione annuale relativa all'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo da parte degli Stati, diffusa dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, l'Italia per l'anno 2013 figura al primo posto per l'entità degli indennizzi da versare alle vittime di violazioni accertate da Strasburgo. Sono ben 71.284.302 euro gli importi corrisposti, in gran parte in ritardo, con uno stacco molto ampio rispetto agli altri Stati. Leggi tutto

  • In arrivo una legge per smaltire i processi, ma occhio alle spese

    Sta per essere varata la riforma che snellirà la giustizia civile, per far fronte ai numeri da capogiro che caratterizzano i processi pendenti in Italia. Non senza polemiche però: le misure al vaglio del Governo comprimono di fatto i diritti dei cittadini che per conoscere le motivazioni della sentenza dovranno anticipare di tasca propria parte delle spese dell’appello, ben 450 euro. Leggi di più

     

  • Il processo senza fine per un piccione ucciso

    palazzodigiustizia

    Una realtà tutta Italiana: per quasi cinque anni, ben diciotto magistrati sono stati impegnati a stabilire i responsabili della morte di un piccione, senza per altro esser giunti - ad oggi - ad una condanna definitiva. La prescrizione cadrà a giugno 2015, ma c’è ancora la possibilità di un ricorso in Cassazione: dunque, altri sei magistrati ed altri anni di processo.  Leggi di più

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