Editoriale

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Ho appena cambiato la mia immagine del profilo e così faranno nelle prossime ore tutti gli amici di Cittadinanzattiva.

Sosteniamo senza nessun dubbio, senza nessun distinguo, la legge sulla cittadinanza perché è necessario, giusto, ovvio riconoscere la cittadinanza a chi cittadino lo è già nella vita di tutti i giorni. È nato qui, vive, lavora, gioca, litiga, ama, fa la fila all’ufficio postale, fa il tifo per la nazionale o nella metro a Roma parla dell’addio di Totti al calcio giocato come una tragedia

È una legge che arriva tardi e proprio per questo non possiamo più perdere tempo.

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Tra pochi giorni a L’Aquila, dal 6 al 9 luglio, si terrà la seconda edizione del Festival della Partecipazione. La prima edizione è stata una scommessa che partiva dalla convinzione delle tre organizzazioni promotrici - ActionAid, Cittadinanzattiva e Slow Food Italia - della necessità di uno spazio pubblico, aperto e “senza rete”, dove parlare di un tema come la partecipazione che ha a che fare non solo con il presente ma soprattutto con il futuro delle nostre comunità. 

La partecipazione non è una concessione o un “premio” ma un modo di vedere la politica, una modalità di governo e non riguarda solo gli amministratori pubblici ai vari livelli ma tutti coloro i quali hanno o ambiscono ad avere un ruolo pubblico, tutti coloro i quali si vogliono impegnare, mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze per cambiare le cose.

Amatrice distesa macerie

“C’è una lunga striscia di terra che attraversa l’Italia e che la divide in due. Lunga circa 1300 km. Si chiama Appennino. Parte dalla Liguria e arriva fino al massiccio dell’Aspromonte in Calabria per poi proseguire in Sicilia.” Mentre mia figlia, 4° elementare, mi ripete geografia guardo con lei la cartina del nostro paese. E penso a quanti terremoti ci sono stati nella nostra storia proprio in questi territori. E quanti morti ci sono stati, quante sofferenze, quante storie di persone che hanno perso tutto in un attimo.

In questi mesi l’Italia Centrale ha subito uno sconvolgimento pari, e non credo di esagerare, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Intere città e paesi che sono state evacuate e/o portate verso luoghi ritenuti più sicuri, continui controlli sulla sicurezza degli edifici che ogni volta che arriva un terremoto i controlli devono ricominciare da capo, vita quotidiana resettata per una dimensione quasi onirica del futuro.

Terremoto 18 gennaio 2017

Dal 24 agosto 2016 al 24 gennaio 2017, dati INGV, oltre 49.000 scosse sono state registrate nell’Italia centrale.

Una ininterrotta sequenza sismica che ha interessato la popolazione di 4 Regioni e  precisamente un territorio, quello dell’Appennino centrale, tra Abruzzo, Marche, Lazio ed Umbria, di ampie dimensioni e che ha generato, a sua volta, un esteso cratere sismico, nel quale, per quanto riguarda la Regione Marche, sono state ricomprese ben 4 Province (su un totale di 5) e precisamente quella di Ancona, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno e quindi ben 87 Comuni marchigiani su un totale di 130 Comuni del cosiddetto cratere sismico.

Dati, quelli appena sopra citati, capaci, già in quanto tali, di dimostrare tutta la drammaticità di questo terremoto o meglio dei terremoti che ci sono stati e che hanno portato  morte, distruzione e disperazione, mettendo a dura prova la forza ed il coraggio innato della gente dell’Appennino centrale e dei nostri concittadini marchigiani.

Terremoto 18 gennaio 2017

18/01/2017 Il Centro Italia trema ancora

Facebook mi chiede "a cosa stai pensando?" Penso che dopo quello che ho visto e sentito oggi sto male, per la rabbia, il dolore, il senso di drammatica impotenza che mi ha preso dopo le scosse di terremoto di oggi, la neve, il senso di abbandono delle persone, la difficoltà degli amministratori locali e il pensiero che, cazzo, la neve per quanto tanta non è una piaga d'Egitto ma è neve...possibile che non potessimo immaginare che in zone così bastonate come quelle terremotate non potesse capitare quello che sta capitando in queste ore, maledizione?

I miei amici di Cittadinanzattiva di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo sono in prima fila, anche in queste ore, per aiutare chi ne ha bisogno. Grazie a tutti loro ma mentre scrivo penso ad un whatsapp che ho appena letto di Monia Mancini segretario regionale di Cittadinanzattiva Marche che dice "siamo al 25 agosto" il fatto solo che lo pensi e che lo pensino le persone che in queste ore combattono tra neve e disperazione è la misura di come siamo messi.

terremoto scuola amatrice

A seguito degli eventi sismici che, dal mese di agosto 2016, hanno colpito pesantemente anche la Regione Marche ed in particolare le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, è riemersa, in tutta la sua emergenza-urgenza, la questione della sicurezza degli edifici scolastici. 

Comitati spontanei di genitori di diversi Comuni delle Marche, posti di fronte alla tragedia del terremoto ed alla non conoscenza dello stato effettivo della scuola dei propri figli, a seguito dei continui eventi sismici, si sono rivolti alla Associazione di Cittadinanzattiva delle Marche chiedendo di essere informati in merito al tema della sicurezza degli edifici scolastici.

Sono state quindi realizzate insieme ai Comitati dei genitori iniziative finalizzate ad informare e formare i cittadini sul tema, così come sulle modalità di tutela ed affermazione del diritto ad avere scuole più sicure.

giustizia

Lo scorso 24 settembre a Piacenza, nel contesto del festival del diritto, Cittadinanzattiva ha promosso un’iniziativa in collaborazione con la compagnia teatrale Stabile Assai della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia, sui temi della giustizia riparativa e della detenzione in carcere. Con l’intervento di Patrizia Patrizi, ordinario di psicologia giuridica presso l’università di Sassari e di Antonio Turco, responsabile del dipartimento solidarietà di AICS, attraverso le testimonianze di Domenico Miceli e Paolo Mastrorosato, si è proposta una riflessione sui temi della giustizia di comunità e della cittadinanza attiva, sull’esperienza della detenzione e sui percorsi di restituzione.  Quelle esperienze e quei percorsi si ritrovano trasposti nella bellissima rappresentazione teatrale “Chi come noi”, messa in scena dalla compagnia Stabile Assai al termine del dibattito.

A che punto è lo sviluppo di una mobilità sostenibile ed efficiente nelle nostre città? Congestione del traffico, livello di incidentalità, emissioni inquinanti, trasporto pubblico non rispondente alle esigenze dei cittadini, degrado delle aree urbane e consumo di territorio: sono i tanti problemi che abbassano la qualità e la sostenibilità della vita nei centri urbani e un ruolo centrale lo rivestono le amministrazioni locali e i cittadini-consumatori.

L’occasione della “Settimana Europea della Mobilità” costringe associazioni, istituzioni ed aziende ad interrogarsi sul processo e nella migliore delle ipotesi ad elaborare proposte ed alleanze.

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Per questa volta avevamo deciso di restare in silenzio. Di fronte alla nuova assoluzione dei medici dell’Ospedale Pertini imputati nel processo per l’omicidio di Stefano Cucchi, da parte della Corte di Assise di Appello di Roma - dopo l’annullamento della prima sentenza di appello ed il rinvio della Corte di Cassazione - : di fronte alla reiterata incapacità di pronunciare una parola di giustizia su questa morte, avevamo deciso di non diffondere comunicati stampa, rilasciare dichiarazioni di circostanza. Ma noi di Cittadinanzattiva n quel processo siamo parte civile, ci siamo stati dal primo grado di giudizio fino in Cassazione e poi di nuovo ancora in appello.

Il dibattito pubblico del nostro paese è occupato, o meglio infestato, di parole magiche. Si tratta di parole pubbliche che vengono continuamente evocate e ripetute senza chiarire precisamente di che cosa si sta parlando e perché si attribuisce un particolare significato a un’azione, a un soggetto o a uno stato di fatto che esse denotano. A guardarle con attenzione, però, queste parole risultano confuse, vaghe quanto a significato e al rapporto con la “cosa” a cui si riferiscono, deboli dal punto di vista logico e concettuale. Malgrado questo, o forse proprio per questo, esse vengono utilizzate per dare o togliere valore, importanza e rilievo sociale a fatti, azioni e circostanze. Anche quando, a guardare meglio, non c’è proprio nessuna ragione che lo giustifichi.

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