Editoriale

comitato piazza vittorio partecipata

Da diversi anni Cittadinanzattiva Lazio, con l’Assemblea territoriale di Roma Centro, opera all’Esquilino, il rione umbertino popoloso e di grande transito urbano e turistico situato tra la Stazione Termini e il centro storico della città, noto per le sue caratteristiche multiculturali, per la presenza di un grande mercato alimentare raggiunto quotidianamente da ogni dove. Ma anche per la presenza di grandi basiliche cristiane e luoghi di culto di tante religioni diverse, perché ospita piazza Vittorio Emanuele, la piazza-giardino più grande della capitale dove si può incontrare il cinese che fa il tai chi, e l’indiano che prega mentre i ragazzini accanto giocano a pallacanestro, a badminton o a cricket, dove d’estate si vede il cinema all’aperto,  o perché da qui è partita l’avventura dell’omonima orchestra ormai diventata star internazionale.

Si tratta di un rione studiato, analizzato, oggetto di tesi di laurea, di premi di progettazione architettonica, di studi e analisi sociologiche, punto di riferimento di campagne elettorali, location di film e romanzi di successo. Ci abitano e ci lavorano cinesi e bengalesi, italiani e marocchini, artisti e scrittori, imprenditori, professionisti, giovani famiglie e molti anziani.

Attraverso 23 tappe che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale fra aprile e ottobre, con la campagna "La mia salute è un bene di tutti. #sonomalatoanchio" desideriamo perseguire due obiettivi: da una parte occuparci dei bisogni di salute più urgenti e dei diritti alla salute maggiormente negati in ciascun territorio; dall’altra ricordare una ricorrenza, la nascita del Tribunale per i diritti del malato, 35 anni fa.
L’età del Tribunale per i diritti del malato coincide esattamente con quella del Servizio sanitario nazionale, a indicare che, fin dall’inizio, il ruolo che il Tribunale si è posto è stato quello di “concorrere” al governo della sanità del nostro Paese, anche attraverso la difesa del SSN, il principale strumento con cui ancora oggi è garantito il diritto alla salute dei cittadini; e difendendolo come si difendono i beni comuni da un uso improprio o egoistico, che rischia di indebolirli e depauperarli irrimediabilmente.

acqua 2015 03 11

La risoluzione Onu del 28 luglio 2010 afferma che“gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità e accessibile economicamente a tutti”. Non sempre è così e parafrasando l’economista Adam Smith, “non esistono bicchieri di acqua gratis”.

I dati di Cittadinanzattiva sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014 fotografano una situazione ancora difficile in aumento per il costo dell’acqua: +6,6% rispetto all’anno precedente e +52,3% negli ultimi 7 anni. Una famiglia italiana spende in media  355 per il servizio idrico integrato.Preoccupante il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, un dato in aumento rispetto agli ultimi due anni  Il problema è particolarmente grave nelle aree meridionali del Paese.

la buona scuola

In attesa della Legge Delega ora comincia il cammino non facile, visti i tempi, del Disegno di Legge noto ai più come “La buona scuola”. Va dato atto al Governo degli sforzi fatti che, al di là delle diverse interpretazioni, testimoniano comunque l’impegno a voler rimettere al centro degli investimenti e delle politiche pubbliche la scuola italiana. I pilastri di questo disegno di legge sono rappresentati, a nostro parere, dagli interventi sui docenti precari e sull'autonomia funzionale delle scuole, menodall’aspirazione a riformare dalle fondamenta la scuola italiana. Volendo fornire un contributo alla riflessione,necessariamente sommario e sintetico, proveremo ad indicare le proposte che maggiormente ci convincono e ad evidenziare quelle sulle quali occorrerebbero interventi migliorativi.  
Ci convince la determinazione nell'aver affrontato la questione complessa, dolorosa e illegale dei docenti precari, pur con le criticità che l'operazione non può risolvere (es. mancata copertura di figure professionali con competenze linguistiche, scientifiche, informatiche) cercando di sanare il passato, cosa che i Governi precedenti si erano ben guardati dal fare, per poter cambiare definitivamente le regole di ingaggio per il futuro

sussidiarieta orizzontale

Sono passati quasi 15 anni dall’approvazione dell’articolo 118, ultimo comma della Costituzione:  una rivoluzione per la nostra democrazia, che ha scardinato il paradigma tradizionale Stato-cittadini con le istituzioni che governano e i cittadini che votano e delegano, e ha introdotto l’idea di una “democrazia duale”, come la definisce Giuseppe Cotturri, in cui ai cittadini è riconosciuto un potere “concorrente” nella capacità e nella possibilità di promuovere iniziative di interesse generale.

Il significato di “potere concorrente” è qui forzato in maniera intenzionale a significare due cose: la prima è che i cittadini esercitano un potere “che concorre” all’interesse generale, la seconda è che, così facendo, esercitano un potere che si pone “in concorrenza” con quello delle istituzioni rispetto all’interesse generale. Parliamo ovviamente di una concorrenza virtuosa, di una corresponsabilità che deve essere orientata ad alzare l’asticella della cura dei beni comuni e della tutela dei diritti verso gli standard massimi. E questo spiega anche perché le istituzioni hanno, per dettato costituzionale, l’obbligo di favorire questo tipo di iniziativa dei cittadini.

concorrenza 2015 02 19

A pochi giorni dall'approvazione del ddl "concorrenza" da parte del Consiglio dei Ministri, è necessario andare a rileggere,  più d’una volta, la densa “segnalazione” che il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, lo scorso luglio ha inviato a Parlamento e Governo, propedeutica al disegno di legge che dovrebbe promuovere la concorrenza. 

Nella relazione veniva denunciato che spesso è proprio l’impianto normativo che concede privilegi che limitano la competitività del tessuto produttivo e non permette di superare gli ostacoli. Inoltre, molto spazio era dedicato ai servizi pubblici locali. Nel ddl sulla concorrenza non c’è traccia. Nei prossimi giorni capiremo se per scelta o per distrazione.

alba montagna

Questa è la domanda che mi è stata posta molte volte quando annunciavo che lo staff dell’ufficio stampa e comunicazione, con il supporto di una agenzia di comunicazione, The Nursery, era al lavoro su una nuova versione del sito nazionale di Cittadinanzattiva.

Sono tanti i motivi che ci hanno spinto a imbarcarci in questo lavoro, vi assicuro non facile, e che ha richiesto un grande impegno di molte persone, in primis di un classico “uomo dietro le quinte”, il nostro programmatore e webmaster Giacomo D’Orazio, che vorrei ringraziare per la pazienza e la tenacia, dopo i primi sguardi da “ma sei pazzo”.

att civico citta 2015 02 13

Negli scorsi giorni abbiamo saputo, con soddisfazione, che i due emendamenti principali che Cittadinanzattiva ha presentato in Commissione Affari Sociali della Camera sulla riforma del terzo settore sono stati depositati e fatti propri da molti deputati.

Ne siamo felici in particolare perché entrambi gli emendamenti miravano a richiamare e a valorizzare il significato “costituzionale” della sussidiarietà, quello, a nostro parere, autenticamente sotteso all’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione, quando recita che le istituzioni devono favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale.

consumatori benecomune 2015 02 11

flag eng

La presentazione del rapporto PiT Servizi, quest’anno articolata in quattro rapporti ed altrettanti workshop tematici, è giunta alla sua quattordicesima edizione. In queste ultime settimane in cui il nostro Paese ospita il Semestre Europeo, ricordiamo che il servizio di assistenza e consulenza ai cittadini-consumatori Progetto Integrato di Tutela, è stato reso possibile anche grazie all’Europa, così come molte delle politiche dei consumatori nel nostro paese.
Più Europa, più tutela del consumatore. Basta ricordare che l’articolo 38 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, approvata a Nizza nel 2000 recitava: ”nelle politiche dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione dei consumatori”, confermando e rafforzando la volontà di mettere al centro di tutte le politiche europee il consumatore.

consumatori benecomune 2015 02 11

Article 38 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union, approved in Nice in 2000 states that, "Union policies shall ensure a high level of consumer protection", confirming and strengthening to put consumers at the heart of the European policies. But it is only recently, with the implementation of the European Directive 83/2011/EU, that consumers have greater protection with regards to unfair trade practices throughout the internet.

In Italy, in the nearly ten thousand complaints collected by Cittadinanzattiva over the last year from citizens on: telecommunications, transport, energy, banking, insurance and postal  services, it emerged  that there is a  greater need for the protection of the consumer.

There are two important aspects on the complaints: the first on the quality of services and the second on the nature of consumer groups.

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