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Editoriali

La Generazione SpreK.O. esiste ed è donna. A fronte del 90% della popolazione italiana che oggi adotta comportamenti anti-spreco, il 26% dei cittadini (soprattutto di genere femminile) è attento alle scelte e all’informazione ed ha un ruolo attivo all’interno della comunità, nella convinzione che l’azione individuale possa fare la differenza.

Più di 2 anni di attività; oltre 1200 Km percorsi; 10 grandi città coinvolte; 100 realtà aziendali virtuose che rappresentano vere best practices; 24 amministrazioni comunali; 23 aziende pubbliche; 3 università; 10 sfide virtuali lanciate in collaborazione con la community Green Apes; 2600 comportamenti sostenibili; 100.000 visualizzazioni sull’app Junker, che aiuta a differenziare i rifiuti domestici riconoscendo i prodotti dal codice a barre. Sono solo alcuni dei risultati raggiunti da "SpreK.O. Una rete nazionale per la lotta allo spreco e la promozione del consumo responsabile", il progetto promosso da Cittadinanzattiva, in partnership con AICS, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il supporto non condizionato di Edison.
Non si tratta solo di numeri: il bilancio, presentato ieri durante la tappa finale, racconta la “storia di una comunità sostenibile” che sta diventando sempre più consapevole della profonda incompatibilità tra i limiti ambientali del pianeta e l’attuale modello di produzione e consumo, basato spesso sulla logica dell’usa e getta.

“Il progetto si colloca nell’ambito del goal 12 dell’agenda 2030 dell’Onu, ovvero Consumo e produzioni responsabili - Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo - ha spiegato nel suo intervento iniziale Tiziana Toto, responsabile nazionale Politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - Sono state individuate 3 specifiche aree di intervento: la promozione della conoscenza dei vantaggi sociali, ambientali ed economici del consumo sostenibile e responsabile; il supporto al corretto riutilizzo, riciclo, conferimento dei beni a fine vita; lo sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, in particolare tra i giovani. 
L'obiettivo di Cittadinanzattiva è quello di iniziare a raccontare una nuova storia, quella di una comunità sostenibile, nella quale il contributo di ogni categoria di stakeholder è necessario al fine di favorire dei modelli di circolarità”. Nel corso dell’evento online si sono alternate testimonianze di cittadini, imprese ed istituzioni che hanno creato sinergie. Particolarmente interessanti i dati della survey "Conosciamo la generazione SpreK.O.", realizzata con la collaborazione dell'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e presentati dal prof. Francesco Testa.

“L’indagine è stata svolta su un campione di 1029 persone di età compresa tra i 18 ed i 75 anni, rappresentativo della popolazione italiana - ha spiegato Testa - Abbiamo voluto sondare non solo i comportamenti adottati dai consumatori lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti ma anche il ruolo dei cittadini nel prevenire gli sprechi attraverso abitudini virtuose, sia in ambito domestico sia fuori casa, e il loro attivismo all’interno della comunità. E’ emerso che la Generazione SpreK.O. rappresenta il 26% della popolazione e si contraddistingue per comportamenti virtuosi volti alla tutela ambientale lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti. Utilizza modelli di acquisto e consumo sostenibili e innovativi (sharing, ricorso al mercato dell’usato) e adotta abitualmente comportamenti eco-sostenibili. A livello di caratteristiche socio-demografiche, la Generazione SpreK.O, in particolare è caratterizzata da una maggiore presenza di donne, persone adulte, con un elevato titolo di studio, reddito medio alto e appartenenti a nuclei numerosi. In linea generale oltre il 90% degli italiani adotta comportamenti anti-spreco. In particolare: più dell’80% degli intervistati acquista sempre o spesso prodotti ad alta efficienza energetica o beni durevoli longevi mentre solo il 46% acquista prodotti composti da materiali riciclati. Confrontando gli attuali risultati con quelli ottenuti dalle indagini svolte nel 2020 e 2019, i trend relativi all’acquisto di prodotti e packaging sostenibili appaiono in miglioramento (fino a +50%). Al contrario è ancora basso il ricorso ai nuovi modelli di acquisto e consumo (ad es., sharing economy, noleggio e mercato dell’usato) (li utilizza tra 15% e il 25% dei rispondenti). L’utilizzo efficiente dei prodotti, la corretta manutenzione e la riduzione degli sprechi sono comportamenti mediamente frequenti: il 65–75% dei rispondenti li adotta regolarmente. I comportamenti di riciclo meno diffusi riguardano il conferimento di oli vegetali esausti e di capi di abbigliamento (rispettivamente il 59% e il 42% degli intervistati ha dichiarato di adottarli spesso o sempre) rispetto all’ormai ben più diffusa raccolta differenziata (a cui aderisce correttamente tra il 70 e l’80%).

 

Per tutti i materiali visita il sito http://www.generazionespreko.it/

Aurora Avenoso

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