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Un tempo era un semplice invito a cena, si aprivano le porte di casaad amici e familiari e si preparava per loro piatti da gustare insieme. ma nell'epoca dei social, anche la cena (o il pranzo) può diventare qualcosa di più ed essere estesa a sconosciuti per costruire comunità e provare a fare profitto,

L'home restaurant, ovvero il ristorante a casa, è oggetto di un disegno di legge che è stato approvato da pochi giorni alla Camera e passa ora al Senato. Il ddl regola l'attività di ristorazione privata, non senza polemiche, perchè molti accusano il testo di legge di essere troppo limitativo di fronte ad un fenomeno in espanzione e che sembra piacere.

Alcuni numeri: in Italia, nel 2014, il fatturato dei ristoranti a casa è stato di 7,2 mln di euro, 7000 i cuochi social, 37mila gli eventi di social eating, che hanno visto la partecipazione complessiva di 300mila persone ed un incasso medio, per i ristoratori casalinghi, di 194 euro a sera (Dati Centro Studi Turistici per Confesercenti).

A tutela e a sostegno di chi, in Italia, vuole aprire un ristorante in casa è anche nata HomeRestaurantItalia, associazione senza fini di lucro che ha come scopo quello di contribuire ad un sano e trasparente sviluppo del settore HomeFood in tutta Italia.

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Aurora Avenoso
Lucana, classe '73, master in comunicazione e relazioni pubbliche. Il meglio lo sto imparando con i miei figli, Greta e Giacomo. Per Cittadinanzattiva mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. "Non dubitare mai che un gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l'unica cosa che è sempre accaduta" (Margaret Mead)

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