Comunicati

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Margherita si è attivata per garantire un servizio di trasporto per la prevenzione oncologica nelle aree interne del Matese; Mauro ha avviato insieme ad altri cittadini di Teramo un progetto per la riqualificazione del Liceo cittadino danneggiato dal terremoto; Annarita ha rigenerato una vecchia edicola trasformandola in infopoint turistico e punto di aggregazione socio-culturale nella città di Spoleto; Lorenzo ha ridato nuova vita agli spazi abbandonati di un ex manicomio di Ancona che ora ospita uffici amministrativi e aree ricreative per gli utenti.

Sono alcune delle storie di cittadini “Straordinariamente normali” protagonisti della omonima campagna promossa da Cittadinanzattiva, nell’anno del suo 41° compleanno, e che prende il via oggi con attività di promozione in tutta Italia. Non sono santi né eroi, ma persone comuni che si mettono in gioco per tutelare diritti ed interessi della comunità e che, nel loro piccolo, si impegnano per cambiare la realtà che li circonda.

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Legge su Rete nazionale dei registri dei tumori: soddisfazione per une legge molto attesa. Ora si lavori per il superamento delle differenze territoriali nell’accesso e nelle cure con una programmazione attenta dei bisogni.

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’approvazione di questa norma, che ci auguriamo aiuti a eliminare le differenze territoriali nella cura, che in più occasioni abbiamo denunciato”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. Attualmente sono attivi 47 registri tumori generali, 3 registri tumori specialistici e 3 registri per i tumori infantili. I dati raccolti provengono per il 48% dai registri del Nord, per il 25% dal Centro e per il 16% dal Sud. La Rete nazionale prevede il coordinamento, la standardizzazione e la supervisione di tutti i dati, attraverso i dati forniti dai registri delle regioni e delle province autonome e la validazione degli studi epidemiologici. Le Regioni dovranno procedere obbligatoriamente all'inserimento dei dati ai fini anche della verifica del rispetto di quanto previsto nei LEA. “

Partecipazione in sanita copy

Dopo anni di tagli alla sanità, il Lazio riparta mettendo al centro delle scelte i cittadini e i pazienti
La sanità è migliore se partecipata. Produrre decisioni condivise, infatti, consente di arrivare a soluzioni che rispondono ai bisogni reali dei cittadini con importanti risparmi anche per le risorse pubbliche. Questo vale specialmente per regioni come il Lazio, costrette a fare i conti con anni di severe politiche di razionalizzazione. È quanto emerso nell’evento Partecipazione in sanità: il ruolo di pazienti e cittadini nel Lazio”  realizzato oggi a Roma da  Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato con il contributo non condizionato di Janssen.  Si tratta del primo di quattro appuntamenti regionali che puntano a riportare al centro delle scelte in sanità i cittadini ed i pazienti.

Il Lazio è una delle regioni italiane che più sta soffrendo per i pesanti tagli alla sanità. Dopo 8 anni di Piano di rientro oggi mancano all’appello 16 ospedali, il 14% del personale e 3.600 posti letto (ben sotto la media nazionale dei 3 posti letto ogni mille residenti). Tutto questo a fronte di una popolazione di 5,8 milioni di residenti, di cui 380mila con più di 80 anni d'età. Il risultato? Liste di attesa lunghissime e servizi a macchia di leopardo.

IRCCS galeazzi

“Umanizzazione, innovazione e partecipazione: i cittadini e gli operatori valutano l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano con l’Audit Civico” è il primo progetto di valutazione di un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) da parte di un ente esterno, in questo caso Cittadinanzattiva, al fine di analizzare alcuni aspetti di qualità del percorso diagnostico-terapeutico, con lo scopo di individuare aree di miglioramento e buone prassi.

Sulla base di 94 indicatori è stato stilato un apposito questionario, sottoposto ad alcuni responsabili dell’ospedale e compilato anche attraverso l’osservazione diretta delle attività che si snodano all’interno di un ospedale.

L’indagine è stata condotta dai volontari di Cittadinanzattiva della Lombardia, facendo riferimento ai seguenti temi: centralità del paziente e dei familiari nei processi organizzativi dell’Istituto, nell’ informazione/comunicazione e nella presa in carico; attenzione al dolore e alle sofferenze inutili; innovazione tecnologica al servizio dell’umanizzazione; partecipazione civica e coinvolgimento dei cittadini/pazienti nelle politiche aziendali (Istituti di partecipazione dei cittadini, dialogo con le Associazioni, ascolto del punto di vista dei cittadini/pazienti sulla qualità dei servizi); coinvolgimento dei cittadini e dei pazienti nei processi decisionali per l’introduzione di nuove tecnologie sanitarie (HTA).

Una alleanza strategica per fornire ai cittadini una informazione chiara, trasparente e documentata su tutti i temi che coinvolgono il farmaco e gli integratori alimentari. È questo uno dei principali obiettivi del protocollo di collaborazione siglato tra Cittadinanzattiva e Società italiana di farmacologia (SIF) presentato oggi a Roma.

Tra le azioni che le organizzazioni metteranno in campo ci sarà la progettazione di campagne di informazione sui medicinali e sulle modalità del loro sviluppo clinico e, ancora, informazione di prossimità ai consumatori, in collaborazione con le farmacie: l’accordo prevede che SIF e Cittadinanzattiva costituiscano un vero e proprio ponte tra il mondo della ricerca farmacologica, dove si produce conoscenza, e la società civile, dove la conoscenza deve trovare applicazione a beneficio dei cittadini.

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Processo Alemanno: riconosciuto risarcimento a Cittadinanzattiva, parte civile. Ulteriore riconoscimento nostra azione contro la corruzione

“E’ un risultato importante, che ci incoraggia a proseguire il nostro impegno nel contrasto alla corruzione che portiamo avanti da anni”, dichiara Stefano Maccioni, legale di Cittadinanzattiva nel processo. “Questa sentenza conferma il teorema dell’accusa, e  la presenza di Mafia Capitale”

“Siamo davvero soddisfatti per l’approvazione del nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa, che recepisce la gran parte delle nostre richieste e proposte avanzate in sede di Commissione nazionale per la stesura del testo. Uno strumento importante per la lotta alle disuguaglianze sanitarie nel nostro Paese perché punta a garantire uguali diritti nell’accesso alle prestazioni, indipendentemente dal territorio di residenza, nonché maggiori controlli e trasparenza e meno burocrazia per i cittadini”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

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Permettere ai cittadini con disabilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu. Presentata oggi a Roma la proposta di legge, prima firmataria On. Maria Chiara Gadda, promossa da Cittadinanzattiva, UILDM e VERA

Permettere ai cittadini con disabilità di poter parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu con il proprio automezzo quando gli spazi riservati sono già occupati o non presenti. È questo il senso del DDL per il diritto alla mobilità delle persone con disabilità promosso da Cittadinanzattiva, UILDM e VERA, insieme alla prima firmataria, On. Maria Chiara Gadda, e agli altri deputati che hanno sostenuto il provvedimento da subito, Roberto Pella, FI, Vice Presidente Vicario di ANCI, Lisa Noja, PD, delegata alla accessibilità del Comune di Milano, On. Luca De Carlo (FDI), sindaco di Calalzo di Cadore, On. Federico Fornaro (Pres. gruppo LEU) e On. Rossella Muroni (LEU).

“La nostra Costituzione sancisce il diritto alla mobilità per tutti e la Convenzione ONU ratificata dall’Italia chiede agli Stati membri di assicurare la mobilità alle persone con disabilità nei modi, nei tempi scelti e a costi sostenibili. Spesso il mezzo proprio è l’unico modo per muoversi non essendoci purtroppo ancora piena fruibilità sui mezzi pubblici. Il nostro codice della strada già punisce chi parcheggia negli spazi dedicati alle persone con disabilità senza averne diritto.

Quasi un medico su due dichiara di non aver potuto prescrivere un farmaco innovativo perché non disponibile nella struttura (36%) o per seguire indicazioni amministrative o delle Commissioni regionali/aziendali sull’accesso al trattamento (34%).
Ad incidere, in particolare, sono i tempi e i passaggi burocratici: dall’inserimento del farmaci nel prontuario terapeutico regionale o aziendale alla prescrizione occorrono mediamente da 1 a 3 mesi (per circa il 40% dei professionisti); dalla pubblicazione della delibera all’approvvigionamento, possono trascorrere dai 31 ai 120 giorni (per circa un terzo dei professionisti).
Inoltre, i Centri abilitati alla prescrizione dei farmaci innovativi sono sottodimensionati, per oltre un professionista su due, per strumentazioni tecnologiche, personale e competenze.
Le questioni emergono dalla Indagine civica, che ha coinvolto 286 professionisti sanitari, sull’accesso ai farmaci innovativi, presentata oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato nell’ambito di un seminario a Roma, con il contributo non condizionato di MSD.

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Su dati Ministero su liste di attesa: criticità note. Serve campagna di informazione ai cittadini e controllo su intramoenia

“I primi dati del servizio 1500 confermano quanto abbiamo evidenziato da diversi anni nel nostro Rapporto Pit Salute: i cittadini si ritrovano spesso da soli quando devono accedere al SSN, con poche informazioni o di scarsa qualità. E’ necessario per questo avviare una campagna che illustri con completezza ai cittadini non solo quali siano i loro diritti quando si trovano con liste di attesa troppo lunghe, ma come agire per ottenere invece che il loro diritto all’accesso venga rispettato”. Questo il commento di Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva in merito ai primi dati emersi dal report del Ministero della Salute sulla linea dedicata alle liste di attesa. 

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