Il 30 giugno alle 17:00 Federconsumatori presenta il quarto di una serie di eventi per parlare di AI, tramite l’interazione con il pubblico, l’improvvisazione teatrale e l’intervento di un esperto in materia
PESCARA 26/06/26 – L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ma quanto ne sappiamo davvero? Per scoprirlo, il progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”, promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025 vi propone di riderci su, giocare con gli algoritmi e interagire attivamente sul tema attraverso l’improvvisazione teatrale.
Il quarto appuntamento del tour nazionale si terrà il 30 giugno 2026 alle ore 17 a Pescara, presso la Sala del Dopolavoro Ferroviario in Corso Vittorio Emanuele II 257/A ed è organizzato da Federconsumatori in collaborazione con la Cooperativa sociale La Colmena. L’ingresso è libero, sarà distribuito materiale informativo e ci sarà un buffet finale gratuito.
Ad aprire l'iniziativa, il presidente di Federconsumatori Abruzzo, Francesco Trivelli, poi una performance teatrale interattiva della compagnia Areamista, tra improvvisazione e momenti di stand-up comedy, intitolata “improvvisIAmo?”, durante la quale il pubblico sarà coinvolto nella rappresentazione di situazioni quotidiane per comprendere il funzionamento degli algoritmi di profilazione.
Il 25 giugno alle 17:00 Cittadinanzattiva presenta il terzo di una serie di eventi per parlare di AI, tramite l’interazione con il pubblico, l’improvvisazione teatrale e l’intervento di un esperto in materia
L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ma quanto ne sappiamo davvero? Per scoprirlo, il progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”, promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025 vi propone di riderci su, giocare con gli algoritmi e interagire attivamente sul tema attraverso l’improvvisazione teatrale.
Il terzo appuntamento del tour nazionale si terrà il 25 giugno 2026 alle ore 17 a Vinovo (Torino), presso la Sala dei Mosaici del Castello della Rovere in piazza Rey 24, ed è organizzato da Cittadinanzattiva con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Vinovo. Ad aprire l'iniziativa, i saluti della Sindaca, Prof.ssa Maria Grazia Midollini. A seguire, i saluti di Enrico Ferrario, Segretario regionale dei Cittadinanzattiva Piemonte e di Carlo Ciancarelli Coordinatore territoriale di Vinovo-Nichelino-Moncalieri. L’iniziativa prevede una performance teatrale interattiva della compagnia Areamista, tra improvvisazione e momenti di stand-up comedy, intitolata “improvvisIAmo?”, durante la quale il pubblico sarà coinvolto nella rappresentazione di situazioni quotidiane per comprendere il funzionamento degli algoritmi di profilazione. A seguire, Rodolfo Orazietti, Referente Salute digitale di Cittadinanzattiva Piemonte, guiderà il pubblico tra rischi e opportunità legati all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni.
Tra i temi al centro dell’incontro: deep fake, truffe digitali, furti di identità, uso improprio dei dati personali e rischi legati alla manipolazione dell’opinione pubblica, con particolare attenzione alla tutela dei soggetti più deboli.
Tu che ne sAI? Non restare a guardare, diventa un consumatore digitale consapevole.
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La rete locale e Cittadinanzattiva depositano l'istanza di riesame per ottenere le carte urbanistiche e ambientali del progetto: “si detengono esseri umani, non sono infrastrutture di guerra sottratte al controllo pubblico”
La battaglia per la trasparenza non si ferma: il 15 giugno 2026 è stata depositata una formale richiesta di riesame per ottenere l'apertura dei documenti sul progetto del CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri, la struttura detentiva per l'espulsione di cittadini stranieri) previsto a Trento. L'iniziativa nasce per contrastare il muro di gomma eretto dalle istituzioni: di fronte a una richiesta di accesso agli atti, il Ministero dell’Interno, il Commissariato del Governo e la Provincia Autonoma di Trento hanno infatti opposto un rifiuto totale, nascondendo l'intero progetto dietro l'etichetta di "opera destinata alla difesa e alla sicurezza nazionale". La richiesta di riesame contesta l'illegittimità di questo diniego che viola il principio di proporzionalità: anche in presenza di informazioni sensibili, la legge impone di oscurare solo le singole parti a rischio, non di secretare in blocco interi fascicoli.
Oggi al Ministero della Salute l’evento conclusivo di IOEquivalgo, promosso da Cittadinanzattiva.
Mediamente attenti alla propria salute ma, di fronte ai tanti piccoli malesseri fisici e psichici dai quali sono colpiti, si affidano troppo all’intelligenza artificiale e alla soluzione rapida trovata su internet. Cresce il ricorso ai farmaci da banco, mentre non decolla l’informazione e la fiducia nei farmaci equivalenti, soprattutto da parte delle giovani generazioni. E’ questo in estrema sintesi il quadro che emerge dalla ricerca realizzata da SWG realizzata tra aprile e maggio, su un campione di 2500 cittadini maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana. Lo studio, giunto alla terza edizione, viene presentato oggi dalle ore 15 presso il Ministero della Salute, nell’ambito dell’evento “Si chiama equivalente, tu chiamalo una scelta”, appuntamento promosso da Cittadinanzattiva in chiusura della VI Edizione della Campagna IoEquivalgo, realizzata con il contributo non condizionato di Egualia, e in collaborazione con Federfarma e Fofi. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute.
La campagna IoEquivalgo, ormai alla sesta edizione, nasce con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza e l’accesso ai farmaci equivalenti in Italia, e di colmare un divario culturale ed economico che penalizza soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, per le quali la spesa per la compartecipazione al costo dei farmaci risulta più elevata.
Anche nel 2025, infatti, come emerge dal Report annuale del Centro studi Egualia sull’andamento del mercato italiano degli equivalenti, i cittadini hanno versato un differenziale di prezzo - ossia il surplus per ritirare il brand più costoso rispetto all’equivalente - pari a oltre un miliardo di euro. In particolare a spendere di più sono i residenti nel Lazio e nel Molise, di meno quelli della Lombardia. Dal punto di vista dei consumi territoriali, il ricorso agli equivalenti continua ad essere privilegiato al Nord (41,4% a unità e 34,6% a valori), rispetto al Centro (30,1% a unità e 27% a valori) e al Sud (24,8% a unità e 22,5% a valori), a fronte di una media Italia del 33,3% a confezioni e del 29,1% a valori. L’incidenza maggiore degli equivalenti si registra nella P.A. di Trento (45,9%), in Lombardia (43,5%), in Piemonte (42,1%). In coda per consumi degli equivalenti Basilicata (23,9%), Calabria (22,5%), Campania (21,7%).
“Nel corso degli anni - spiega Valeria Fava, responsabile politiche della salute di Cittadinanzattiva - abbiamo raggiunto tutte le regioni d’Italia attraverso l’allestimento di villaggi itineranti in piazze e atenei in 22 città. In questa attività di informazione di prossimità sono stati coinvolti cittadini e studenti grazie alla sottoscrizione di protocolli d’intesa con diverse Regioni, tra cui Campania, Sicilia, Marche e Sardegna. Per i cittadini sono disponibili anche strumenti pratici come il portale www.ioequivalgo.it e una app con informazioni chiare, certificate e aggiornate. In questa edizione abbiamo inoltre lavorato con Federfarma e FOFI per realizzare un percorso di formazione a distanza sulla comunicazione efficace - al quale hanno partecipato più di 2700 farmacisti - con la finalità di fornire ulteriori strumenti per ridurre i bias e accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti degli equivalenti. Un percorso che è stato accolto molto positivamente dai professionisti che, nel 96%, ritiene molto importante una formazione in tal senso".
Inoltre, nelle circa 19 mila farmacie aderenti alla rete di Federfarma sono presenti video e locandine provviste di QR code per consultare online, scaricare gli opuscoli informativi e approfondire la conoscenza riguardo l’utilizzo dei farmaci equivalenti.
I dati dell’indagine SWG
Lo studio, presentato da Riccardo Grassi (Head of Research SWG), analizza gli atteggiamenti generali verso la salute, il livello di informazione, la fiducia nei players, il rapporto con i farmaci, la conoscenza del farmaco generico/equivalente e i criteri d’acquisto, registrando gli scostamenti più significativi rispetto ai dati rilevati nel 2024. Per il 56% degli italiani i piccoli malesseri continuativi sono la routine (dolori osteoarticolari +20 punti in 8 anni, stanchezza, +15, insonnia, +14) e l’indice medio di salute percepita diminuisce ancora (-3 punti sul 2024). È su questo scenario che irrompe prepotentemente l’IA, consultata dall’8% degli intervistati (il 15% della Gen Z), che ricorrono anche a Internet (10%, +4 sul 2024) e al farmacista (13%, +3). Stabile il ricorso al medico di famiglia (32%, +1) anche se l’urgenza di risolvere rapidamente i piccoli fastidi sembra essersi tradotta in un notevole ricorso a farmaci da banco (+8%). Il fenomeno è ancora più evidente quando si analizza il tema dell’informazione su salute e benessere: l’ 81% degli italiani si dichiara ben informato, i professionisti ricoprono un ruolo di peso (77%) con una presenza crescente del farmacista (+8% sul 2024), ma nel 56% dei casi la fonte d’informazione prioritaria è Internet e il 12% degli italiani (17% Gen Z) consulta chatbot IA.
Ambivalente il rapporto con i medicinali: un po’ in calo la convinzione che i medicinali vadano usati con cautela e attenzione (45%); uno su 4 li considera semplicemente uno strumento per stare meglio; il 38% tende a fare scorta dei farmaci più utilizzati, soprattutto Gen Z e Millennials. Questi ultimi ammettono di assumere tranquillamente farmaci scaduti (41%), mentre il 29% degli intervistati smaltisce i farmaci nell’indifferenziata. Arretra invece la conoscenza dei farmaci equivalenti (-5% in 5 anni). A conoscerli meno sono soprattutto i giovani della Gen Z: solo il 50% dice di conoscerli bene, contro una media generale del 70% e un 79% tra i boomers. Cala anche la consapevolezza sulle caratteristiche degli equivalenti ed emerge un leggero aumento di preferenza (+3%) per i brand per questione di abitudine ma anche per una crescita di sfiducia negli equivalenti, che emerge in tutte le categorie di prodotto (antidolorifici -3%; gastrointestinali -3%; antibiotici -3%). Sostanzialmente inalterate, infine, le inclinazioni prescrittive dei medici: nel 30% dei casi indicano solo il principio attivo lasciando al paziente la scelta tra equivalente e brand (-1% rispetto al 2024), il 22% (20% nel 2024) indica solo il farmaco di marca, il 36% (=nel 2024) indica principio attivo e farmaco di marca.
Proposte
Realizzare campagne di informazione istituzionale con un focus specifico sui canali digitali e social per intercettare le fasce di popolazione più giovani.
Integrare percorsi di educazione sanitaria nelle scuole e nelle università per promuovere l'uso consapevole dei farmaci e correggere abitudini pericolose emerse tra i più giovani, come l'assunzione di medicinali scaduti o l'errato smaltimento nell'indifferenziata.
Integrare piani formativi dedicati al valore clinico ed economico dei farmaci equivalenti all'interno dei corsi di laurea in Farmacia, Medicina e Infermieristica.
Sviluppare le competenze comunicative fornendo ai professionisti sanitari strumenti pratici per migliorare la comunicazione con il paziente, con l'obiettivo di ridurre i bias cognitivi e accrescere la fiducia dei cittadini verso i farmaci equivalenti.
Rendere sistematico il monitoraggio dell'intero percorso del farmaco, dalla prescrizione alla dispensazione. Occorre valutare l'impiego della "non sostituibilità", promuovendo una responsabilità condivisa tra l'indicazione terapeutica del medico e la proposta attiva dell'equivalente da parte del farmacista.
Istituire tavoli di confronto prioritari nelle Regioni del Centro-Sud, dove i consumi faticano a decollare e nelle aree in cui i cittadini pagano il differenziale di prezzo più elevato per ritirare il brand costoso.
Adottare politiche sanitarie capaci di garantire la continua disponibilità dei farmaci equivalenti sul mercato, tutelando gli approvvigionamenti in un contesto globale segnato da rincari energetici e delle materie prime.
Promuovere il settore degli equivalenti come strategia imprescindibile per salvaguardare la sostenibilità economico-finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale e per proteggere le fasce di popolazione a basso reddito dall'aumento della spesa farmaceutica privata.
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Il prossimo 22 giugno, dalle ore 15 alle ore 17:30, a Roma presso l’auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute, in Lungotevere Ripa 1, si terrà l’evento conclusivo della sesta edizione di IoEquivalgo, la campagna promossa da Cittadinanzattiva sul tema dei farmaci equivalenti, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dei cittadini in merito alla sicurezza, efficacia e sostenibilità di tali farmaci.
Nonostante la progressiva crescita registrata negli ultimi anni sia nelle prescrizioni mediche sia nell’utilizzo da parte dei cittadini, l’Italia continua tuttora a collocarsi tra i Paesi europei con il più basso impiego di farmaci equivalenti. Persistono inoltre significative differenze territoriali: nelle regioni del Sud si rilevano percentuali più elevate di spesa per i farmaci di marca, nonostante livelli medi di reddito inferiori rispetto alle regioni del Nord, dove il ricorso al farmaco equivalente risulta invece maggiormente consolidato. È in questo contesto che nasce IoEquivalgo, promosso da Cittadinanzattiva con il sostegno incondizionato di Egualia e sviluppato nel tempo per rispondere ai cambiamenti del contesto sociale e alle specifiche esigenze dei territori.
87€ e 89€ al mese: è quanto una famiglia con reddito medio ha speso nell'anno scolastico 2025/2026 per la mensa di un figlio iscritto rispettivamente alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Si registra un aumento rispetto all'anno precedente (2024/2025), quando la spesa media era di 85€ per l'infanzia e 86€ per la primaria. A livello nazionale, il costo a pasto passa a 4,3€ per l'infanzia e 4,41€ per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%, oltre che con picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il +16,6% in Molise e il +7,6% in Abruzzo.
La regione mediamente più costosa si conferma l'Emilia Romagna con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto ai 108€ mensili medi rilevati nella scorsa indagine. La regione più economica rimane, invece, la Sardegna con 61€ nell’infanzia (dato invariato) e 65€ per la primaria (64€ nell'anno passato). Cambiamenti significativi si registrano anche a livello di singoli capoluoghi di provincia: se l'anno scorso la città più economica in assoluto era Barletta (2,00€ a pasto in entrambi i gradi), quest'anno il primato passa a Cagliari (2,1€ sia per l’infanzia che per la primaria). Sul fronte opposto, Parma risulta la città più cara in assoluto sia per l'infanzia (7,8€ a pasto, scalzando Torino) sia per la primaria (7,1€). Fra le grandi città si conferma invece il dato virtuoso di Roma, con un costo a pasto invariato di 2,6€ sia per l’infanzia che per la primaria.
Questi i dati principali che emergono dalla IX Indagine sulle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha analizzato per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un ISEE di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.
“In Italia le mense scolastiche erogano circa 400 milioni di pasti all'anno, rendendo la refezione uno dei più grandi servizi pubblici di prevenzione sanitaria e nutrizionale del Paese - dichiara Adriana Bizzarri, Responsabile scuola di Cittadinanzattiva - oltre che strumento educativo e di inclusione. Per questo consideriamo la mensa scolastica un investimento strategico contro la povertà alimentare, l'obesità infantile e le disuguaglianze sociali e territoriali, oltre a essere il presupposto fondamentale per estendere il tempo pieno, oggi garantito solo a un bambino su due alla primaria su tutto il territorio nazionale. Alla luce dei conflitti internazionali e della crisi energetica, è forte la preoccupazione che i Comuni il prossimo anno scolastico rivedano al rialzo le tariffe a carico delle famiglie: una prospettiva che rischia di colpire soprattutto bambini/e, ragazzi/e vulnerabili, ampliando le disuguaglianze educative e alimentari. Tutto ciò va scongiurato con interventi statali che vadano verso il riconoscimento della mensa come LEP e l’ampliamento del Fondo per la povertà alimentare.
Mense al Sud: il PNRR accorcia le distanze, ma serve continuità.
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del merito per l’anno scolastico 2024/2025, il 36,5% degli edifici scolastici statali è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto al 34,5% dell'anno precedente. Permangono però le differenze territoriali, sebbene con leggeri passi in avanti: al Nord la percentuale è del 45,5% e al Centro del 41,5%, mentre al Sud la dotazione sale dal 22% dell'anno scorso all'attuale 24%, e nelle Isole dal 21% al 22,3%.
Sul fronte dei fondi PNRR per le mense scolastiche si registra una forte accelerazione: gli interventi finanziati per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa sono passati dai 961 rilevati a dicembre 2024 ai 1.975 attuali. Di questi, ben 926 prevedono la costruzione di nuove mense (erano 516 nella scorsa edizione). Un netto miglioramento si nota nell'allocazione delle risorse verso il Mezzogiorno: se nella passata rilevazione al Sud e alle Isole andava il 37% dei fondi impiegati, oggi, grazie ai nuovi bandi e agli scorrimenti di graduatorie, il Sud ha raggiunto circa il 66% dell'ammontare dei finanziamenti totali e il 59,1% dei progetti finanziati.
Nell’Indagine trovano spazio anche alcune proposte sulla ristorazione scolastica:
“Un gravissimo passo indietro nella tutela della salute psico fisica dei più giovani. Le comunità scolastiche attuino forme di disobbedienza civile”.
“La scelta di vietare, nella scuola dell'infanzia e nella primaria, ogni percorso di educazione sessuo-affettiva e, nelle scuole secondarie, di subordinare attività su questi temi al consenso preventivo delle famiglie o dello studente se maggiorenne, mina la possibilità per i minori di accedere ad informazioni corrette, scientificamente fondate, adeguate alla loro età. Non solo. Poiché l'educazione sessuo-affettiva non coincide con l'insegnamento della sessualità tout court ma comprende l'educazione al rispetto, alla parità, alla conoscenza del proprio corpo, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, della violenza e degli abusi, alla costruzione di relazioni sane e responsabili, non si comprende perché la scuola non possa e non debba assolvere a questi compiti in autonomia. Privare la scuola di questo ruolo significa lasciare le famiglie sole davanti a questo difficile compito educativo, anche quando non abbiano gli strumenti per potersene fare carico o quando rappresentino esse stesse ambienti inadeguati o addirittura violenti. E significa lasciare soli ragazze e ragazzi che cercheranno altrove - tra i pari, sui social network, tramite la pornografia online o altre fonti prive di valore scientifico ed educativo – le risposte delle quali hanno bisogno”, è quanto afferma Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva in merito all'approvazione della legge Valditara sul cosiddetto "consenso informato" in ambito scolastico.
Importanti organismi internazionali, come l'UNESCO, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio d'Europa, hanno più volte evidenziato l'importanza di percorsi educativi graduali e basati sulle evidenze scientifiche, da avviare fin dall'infanzia con contenuti appropriati alle diverse fasce d'età.
“È paradossale che in un Paese come il nostro che quotidianamente deve fare i conti con fenomeni di violenza di genere, discriminazione, bullismo, con l’aumento di malattie sessualmente trasmesse, anziché rafforzare e rendere strutturali percorsi di educazione sessale, affettiva e relazionale nelle scuole si pongano divieti e limiti di ogni sorta.
Ci auguriamo che gli enti locali e le comunità scolastiche, a partire dalle famiglie e dagli stessi ragazzi e ragazze nel caso degli istituti secondari, attuino forme di obiezione di coscienza nei confronti di una legge miope che non tutela la salute dei più giovani e viola diritti costituzionalmente garantiti".
Ministero dell'Interno, Commissariato del Governo e Provincia autonoma di Trento hanno risposto con un rigetto alla richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA) presentata il 23 aprile 2026 da Cittadinanzattiva APS e dall'Assemblea Antirazzista Trento, con il supporto legale degli avvocati Antonello Ciervo, Salvatore Fachile, Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva, e Gennaro Santoro. La richiesta mirava a ottenere tutti i documenti relativi alla progettazione e realizzazione del CPR previsto a Maso Visintainer, a Trento.
La motivazione del diniego è identica in tutte le risposte istituzionali: i CPR, in base al decreto-legge 124/2023, sono stati classificati come "opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale". Una definizione che, in materia di accesso civico generalizzato, equivale a un segreto di Stato: nessun progetto, nessuna relazione tecnica, nessun documento urbanistico o ambientale, nessuna informazione sui costi e tempistiche di realizzazione. “Classificare un centro di detenzione amministrativa alla stregua di un'installazione militare non è una scelta tecnica neutrale, bensì una scelta politica che sottrae deliberatamente al controllo pubblico un'opera che incide profondamente sul territorio, sull'uso del suolo, sulle risorse provinciali e sui diritti delle persone - compreso quello alla salute - che vi saranno recluse”, affermano le organizzazioni civiche.
Il Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR, composto da oltre 50 realtà sociali e politiche che sostengono la campagna contro l'apertura del CPR, e Cittadinanzattiva considerano questa mancata trasparenza gravissima. I CPR sono luoghi strutturalmente opachi: l'accesso al loro interno è negato ai giornalisti e alla società civile, e numerosi report, inchieste giornalistiche e pronunce giurisdizionali hanno documentato come in queste strutture i diritti fondamentali vengano sistematicamente violati. Ora si aggiunge un nuovo tassello: la società civile non può essere messa a conoscenza di quali valutazioni siano in corso sull'impatto territoriale e ambientale, su come verrà costruito il centro, con quali costi e secondo quali criteri. Ricordiamo che l’area individuata per la costruzione del CPR è stretta tra la tangenziale di Trento e l’autostrada del Brennero e in particolare il lato est è percorso per tutta la sua lunghezza da un metanodotto ad alta pressione.
Fra le azioni previste, una piattaforma digitale gratuita, incontri informali e laboratori di formazione per cittadini e professionisti, sportelli di tutela sul territorio.
Promuovere un programma di azioni concrete al fine di tutelare i primi mille giorni di vita, dal concepimento ai due anni, e di affermare il diritto al miglior inizio di vita possibile, un diritto ad oggi fortemente frammentato e condizionato dal luogo di nascita e dal reddito familiare. È questo l’obiettivo della campagna “1000 Buoni Giorni”, presentata oggi da Cittadinanzattiva con un evento presso la Sala Nassirya del Senato.
Il Rapporto che Cittadinanzattiva presenterà ufficialmente il prossimo 11 giugno - e durante il quale interverrà anche il Ministro della Salute Schillaci - mostra che, nel corso del 2025 i cittadini segnalano ancora numerose criticità sul rispetto dei tempi di attesa, in aumento rispetto al 2024 e diffuse su tutto il territorio. In particolare, in quasi due casi su tre i cittadini parlano di tempi lunghi e non rispettosi dei codici di priorità e in più di un terzo dei casi di agende chiuse o bloccate. Per gli esami diagnostici nel 2025, oltre la metà segnalava il mancato rispetto del codice di priorità, e il 40% delle visite specialistiche urgenti non veniva erogata entro i tre giorni stabiliti dalla legge.
“Alla luce di quanto ci raccontano i cittadini, il miglioramento dei tempi di attesa fra primo quadrimestre 2025 e stesso periodo del 2026, reso noto oggi da Agenas nell’ambito della presentazione dell’aggiornamento della piattaforma nazionale sulle liste di attesa, ci sembra un buon segnale, in termini di trasparenza dei dati, e soprattutto di approccio condiviso alla responsabilità sul tema da parte del Governo centrale e delle singole Regioni. Sono evidenti tuttavia anche alcune delle questioni essenziali sulle quali è necessario lavorare, affinché la stessa piattaforma risulti davvero uno strumento utile per i cittadini, nonché uno strumento efficace per il superamento delle disuguaglianze territoriali segnalate anche dal direttore dell’Agenzia, Angelo Tanese“, è quanto afferma Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.
“Innanzitutto, mancano i dati riferiti alle singole Asl, così come sarebbe necessario entrare nel dettaglio - sia a livello territoriale, che di motivazioni - delle mancate accettazioni del cittadino del primo appuntamento offerto dal CUP. Non ci sono, inoltre, dati sufficienti sui percorsi di garanzia attivati e gestiti, ossia quelli che consentono al cittadino di avere la prestazione nei tempi utili laddove non ci sia posto nel canale pubblico, così come andrebbe integrato il monitoraggio delle visite di controllo, in particolare per i pazienti cronici e fragili. Altrettanto importante, analizzare il fenomeno delle prescrizioni non prenotate, per comprendere in che misura sia legato a problemi di inaccessibilità dei CUP o al passaggio a canali privati. Tutti indicatori - continua Mandorino - che crediamo sia utile integrare, man mano, nell’aggiornamento periodico della stessa Piattaforma. Diamo in tal senso la nostra disponibilità a lavorare in tale direzione, anche alla luce di quanto i cittadini ci segnalano sul tema”.
Si terrà il prossimo 4 giugno a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, Senato della Repubblica, dalle ore 17.00 alle ore 18.00.la conferenza stampa di lancio della campagna “1000 Buoni Giorni". Salute, cura e diritti per bambine, bambini e famiglie”.
Ora vigileremo perché sia attuato in maniera uniforme sui territori
Contrasto alle disuguaglianze fra i cittadini e sui territori, partecipazione attiva dei cittadini e delle organizzazioni civiche, presa in carico delle cronicità e centralità della persona, sicurezza e promozione della salute nelle scuole. Sono questi alcuni dei pilastri fondamentali del nuovo Piano nazionale Prevenzione 2026/2031 appena approvato.
“L’approvazione oggi in Conferenza Stato Regioni è una buona notizia per i cittadini, perché a nostro parere è un segnale positivo di quel patto fra istituzioni, nazionale e territoriali, che da tempo stiamo chiedendo a gran voce come imprescindibile per il rilancio del nostro Servizio sanitario nazionale. Apprezziamo inoltre l’idea di fondo di questo Piano nei cui pilatri fondamentali ritroviamo una sinergia rispetto ad alcune delle nostre principali politiche e attività, come la prospettiva della One Health, la salute in tutti i luoghi, le scuole come luogo di salute, il riferimento alle politiche sui primi mille giorni”. A dirlo Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Il Piano inoltre introduce un sistema di monitoraggio più stringente per documentare lo stato di avanzamento delle Regioni rispetto agli obiettivi previsti dallo stesso da qui al 2031 e questo ci sembra particolarmente indicativo perché crea un collegamento diretto rispetto ai Lea.
“Ci colpisce inoltre il focus innovativo sui primi mille giorni rappresentato nel Piano come una finestra di opportunità irripetibile per costruire la salute futura e per azzerare le disuguaglianze di partenza" continua Mandorino. "Ora la palla passa alle Regioni, che dovranno tradurre queste direttrici in Piani Regionali della Prevenzione concreti entro il 30 novembre 2026. Come Cittadinanzattiva vigileremo affinché l'approccio intersettoriale previsto dal Piano diventi una garanzia esigibile per tutti i bambini e i genitori in Italia, indipendentemente dalla loro condizione socio-economica o dalla Regione in cui vivono."
Servono i fondi necessari e un Patto fra Stato e Regioni
“La situazione della Puglia non è isolata. Il nostro Servizio sanitario ha bisogno di risorse, affinché possano essere erogati ai cittadini i servizi e le cure necessarie: va letto positivamente l’investimento sul personale, sui servizi ma anche sulla spesa farmaceutica. L’ingresso di farmaci innovativi, infatti, deve essere equo e garantito in tutte le Regioni e vanno considerate con favore, poiché garantiscono prossimità di cura, misure come il passaggio di alcuni farmaci per le patologie croniche dalla distribuzione diretta alle farmacie territoriali, laddove questo non comporta un aggravio ma solo uno spostamento di spesa. Allo stesso tempo ci sarebbe bisogno, nella nostra Regione come altrove, di un monitoraggio attento degli investimenti in sanità in funzione degli esiti di salute e della qualità di vita, e di servizi e politiche dedicati a contrastare la mobilità sanitaria per evitare ad esempio che i pugliesi vadano a curarsi altrove, disperdendo le risorse che invece servirebbero alla sanità regionale”, dichiara Matteo Valentino, Segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia, in merito alla situazione di disavanzo sanitario annunciata dal presidente della Regione Puglia, Decaro, con conseguenti aumenti Irpef per i cittadini. Matteo Valentino aggiunge: “Certo, questo provvedimento mette in difficoltà i cittadini e per questo seguiamo con attenzione le azioni che saranno messe in atto, per scongiurare il rischio che siano penalizzate le fasce più deboli della popolazione, soprattutto gli anziani. Perché, se è vero che l’aumento dell’Irpef non colpirà i redditi più bassi, come dichiarato dal governatore Decaro, è altrettanto vero che i cittadini pugliesi non possono correre il rischio di un depauperamento dei servizi sanitari né di vedere applicato il meccanismo dei tagli lineari”.
“Quanto si sta prospettando in Puglia, così come avvenuto anche in Abruzzo e Molise, è la cartina di tornasole di una gestione della sanità che merita di essere ripensata, non certo alla luce di una maggiore “autonomia differenziata” – che a nostro avviso si sostiene sull’idea ingannevole e negata dai fatti che in sanità l’autonomia produca una competizione virtuosa –, ma di un Patto per l’equità fra Stato e Regioni, scevro da ogni prospettiva di parte, per superare le disuguaglianze, per programmare insieme le azioni necessarie a governare questa fase, per stimare le risorse adeguate e valutare gli esiti di salute per i cittadini e per la collettività”, afferma Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Quanto conosciamo davvero l’Intelligenza Artificiale? Ormai é parte della nostra vita ogni giorno, ma sappiamo davvero quali sono i rischi e i benefici?
“Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti” è il progetto promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori (finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025), che accompagna i cittadini in un percorso di alfabetizzazione digitale inclusiva, valorizzando le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ma anche mettendone in luce rischi e criticità.
Alla scoperta dell’intelligenza artificiale
Il progetto, attraverso approfondimenti, percorsi di aggiornamento, attività informative e formative sull’IA, campagne di sensibilizzazione ed esperienze digitali immersive, rende il cittadino protagonista consapevole nell’interazione con l’intelligenza artificiale, in un percorso che coinvolge cittadini di tutte le età.
Una delle iniziative del progetto è il tour info-formativo di 5 tappe in altrettante città italiane, rivolto ai consumatori, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza critica e la conoscenza dei rischi e benefici legati all’uso dell’intelligenza artificiale. Seconda tappa a Perugia, il 21 maggio 2026.
L’incontro a Perugia
Diritti dei consumatori: gli studenti di Roma, Carignano (Torino) e Monte San Pietro (Bologna) vincitori del contest del progetto "Consumer (Re)generation - CoRe Nasce il Manifesto dei giovani consumatori
I ragazzi di oggi navigano in un mercato complesso, dove insidie come il greenwashing, i dark pattern e i prodotti contraffatti sono all'ordine del giorno. Sapere come esercitare il diritto di recesso, riconoscere un prodotto sicuro o difendersi dalle pratiche commerciali aggressive, è ormai diventato fondamentale per compiere scelte libere, responsabili e consapevoli, sia online che nei negozi fisici.
È su questi obiettivi che si sono impegnati i 667 studenti tra i 12 e i 16 anni, provenienti da 35 classi di 16 scuole distribuite in 7 regioni italiane, che hanno partecipato al progetto "Consumer (Re)generation – CoRe", promosso da Cittadinanzattiva. Il progetto si è articolato in un percorso formativo sui diritti dei consumatori coinvolgendo le classi in un contest di idee, attraverso la produzione di messaggi creativi, e ha portato alla stesura finale del Manifesto dei Giovani Consumatori, realizzato grazie agli elaborati di tutti gli studenti. I 3 migliori messaggi comunicativi, ideati dai ragazzi e dalle ragazze, sono stati premiati oggi nel corso di un evento nazionale online: la classe II LLQ B dell'Highlands Institute - Liceo di Roma, con lo slogan: “Non essere un cliente distratto, firma con intelligenza ogni contratto. Conosci i tuoi diritti, dai valore a ogni gesto: un consumo onesto ci mette il resto!”; la classe 3D dell'Istituto Comprensivo di Carignano (Torino), con il messaggio: “Metti nel carrello solo il meglio, acquista sicuro e dimostra che sei sveglio!!!”; la classe 3A dell'Istituto Comprensivo Monte San Pietro (Bologna), con lo slogan: “Per acquistare responsabilmente e in sicurezza, dobbiamo imparare a difenderci dalle truffe: proprio come un supereroe! Diventa anche tu un Consuperman: ACQUISTA, IN SICUREZZA, SEMPRE!”. Alle tre classi vincitrici è stato assegnato un premio sotto forma di voucher del valore di 2.000 euro ciascuno, utilizzabile dalla classe o dalla scuola.
Alle Istituzioni otto raccomandazioni, priorità a rafforzamento governance e abbattimento disuguaglianze
Il sistema ematologico italiano si conferma un’eccellenza clinica nella cura del mieloma multiplo, con il 92,5% dei centri che garantisce l'accesso alle terapie innovative in meno di tre mesi, ma mostra al contempo profonde fragilità organizzative e sociali: la fotografia è quella di una rete ospedaliera in affanno in cui il 72,5% delle strutture denuncia un sovraccarico di pazienti e il 65% una grave carenza di personale.
I giovani comunicano la salute. per le campagne social su prevenzione, vaccini e antimicrobico-resistenza
Si è svolto a Roma l'evento di premiazione del contest legato alla IV Edizione (a.s. 2025/2026) del progetto “Health for the Youngs”, iniziativa che ha ingaggiato 360 studenti e 36 docenti di scuole secondarie di secondo grado in cinque diverse regioni italiane: Abruzzo, Calabria, Sardegna, Sicilia ed Umbria. Obiettivi di questa quarta annualità: promuovere la salute, educare ai corretti stili di vita e rendere le nuove generazioni protagoniste attive dell'informazione scientifica. I macrotemi di questa come delle precedenti annualità sono stati la Prevenzione, l’Antimicrobico Resistenza e i Vaccini.
Farmacie e cittadini: un legame che cresce tra servizi avanzati e prevenzione.
L’ottava edizione del Rapporto sulla farmacia, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, si basa su un’indagine che ha coinvolto quasi duemila farmacisti e oltre mille cittadini (di cui più di uno su due affetto da patologie croniche). L’obiettivo è comprendere l’evoluzione della farmacia di comunità, offrendo una lettura integrata che tiene conto di dati, esperienze e bisogni reali di cittadini e professionisti.
Cittadini pronti ad adottare scelte più sostenibili, ma frenano gli ostacoli economici e la mancanza di trasparenza.
Sebbene i cittadini abbiano una grande consapevolezza della emergenza ambientale e siano disposti a modificare i propri comportamenti per arginarla, sono ancora troppe le barriere, principalmente economiche e informative, che li ostacolano nell'adozione di uno stile di vita orientato all'economia circolare.
Le osservazioni di metodo e di merito sul Ddl, contenute nel testo presentato da Cittadinanzattiva in audizione
“Il Servizio sanitario nazionale rappresenta l’asse strategico su cui si poggia il nostro sistema di welfare e lo strumento che dà concreta attuazione al dettato costituzionale, tutelando la salute come diritto fondamentale dell’individuo e come interesse della collettività. Una riforma che intenda intervenire sul SSN, può rappresentare un passaggio necessario e di straordinaria rilevanza per il Paese, purché si fondi su una visione organica, chiara, il più possibile condivisa, rispettosa dei principi costituzionali incomprimibili e fondativi, e capace di risposte concrete, efficaci e coerenti rispetto ai tempi”, è quanto ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, intervenuta oggi in audizione al Senato sul Disegno di Legge Delega A.S. 1825 “Misure per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale”.
In particolare, come esplicitato nel testo depositato per l’audizione, Cittadinanzattiva ha messo in evidenza alcune osservazioni di metodo e di merito. Rispetto al metodo, in particolare si evidenzia che il ricorso alla Legge Delega sia poco coerente con una riforma dall’impatto e dal respiro così estesi, poiché limita il protagonismo del Parlamento e prescinde dal dialogo sociale, tanto più che la stessa proposta è stata costruita senza una preventiva e strutturata condivisione con le organizzazioni di cittadini e di pazienti, con i professionisti sanitari e, ultimi ma non per importanza, con le Regioni e gli enti territoriali chiamati a un ruolo concorrente rispetto alla tutela della salute. Sempre rispetto al metodo, Cittadinanzattiva esprime perplessità sull’assunto dell’invarianza di bilancio: se si combinano nello stesso articolato il tema della neutralità finanziaria e quello della valorizzazione delle eccellenze, peraltro con riferimento esclusivo a quelle ospedaliere, si rischia di rafforzare ulteriormente ciò che già funziona e di non avere le risorse necessarie per superare divari e differenti situazioni di partenza.
Con grande apprensione Cittadinanzattiva sta seguendo l’iter parlamentare di conversione del “decreto sicurezza”, in questi giorni in corso di approvazione alla Camera dei Deputati. "Un provvedimento che - afferma Laura Liberto, responsabile Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva - ricorre alla repressione penale come risposta prevalente a bisogni e rivendicazioni sociali, ledendo nuovamente libertà costituzionali, come quella al dissenso e a manifestare, e colpendo categorie sociali più vulnerabili. In particolare, ci preoccupa fortemente la misura - e le ipotesi che circolano sul suo superamento - che introdurrebbe un incentivo economico per l’avvocato che fornisce assistenza ad un cittadino straniero che presenta domanda di rimpatrio volontario, allorquando questo venga poi effettivamente rimpatriato. Pensare di approvare un decreto con già l’ipotesi di intervenire a distanza di poche ore con lo stralcio della norma in questione, rivela un metodo che calpesta qualsivoglia regola democratica. Una compromissione dei diritti aggravata anche dalla sostanziale esclusione - già prevista nel testo del decreto - dall’accesso al patrocinio a spese dello Stato per gli stranieri che intendano impugnare i provvedimenti di espulsione”.
Il 20 aprile alle 17 U.Di.Con. APS inaugura a Roma una serie di eventi per parlare di AI, tramite l’interazione con il pubblico, l’improvvisazione teatrale e l’intervento di un esperto in materia
ROMA 16/04/26 – L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ma quanto ne sappiamo davvero? Per scoprirlo, il progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”, promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025 vi propone di riderci su, giocare con gli algoritmi e interagire attivamente sul tema attraverso l’improvvisazione teatrale.
Il primo appuntamento del tour nazionale si terrà il 20 aprile 2026 alle ore 17:00 a Roma, presso INFAP (via Giolitti 212), ed è organizzato da U.Di.Con. APS – Unione per la Difesa dei Consumatori. L’iniziativa prevede una performance teatrale interattiva della compagnia Areamista, tra improvvisazione e momenti di Stand-up comedy, intitolata “improvvisIAmo?”, durante la quale il pubblico sarà coinvolto nella rappresentazione di situazioni quotidiane per comprendere il funzionamento degli algoritmi di profilazione.
Buone pratiche a scuola, assegnato il XX Premio “Vito Scafidi” di Cittadinanzattiva Sul podio scuole di Trescore Balneario (BG), Savignano (CN), Genova e Reggio Calabria.
Presentate cinque raccomandazioni civiche per una scuola attenta alla sicurezza in rete, all’inclusione, alla salute globale e al legame con la comunità di riferimento
Ad aggiudicarsi la ventesima edizione del Premio Vito Scafidi per le Buone pratiche a scuola, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato oggi a Roma, sono gli studenti dell’Istituto Lorenzo Lotto di Trescore Balneario (BG), dell’Istituto Cravetta Marconi di Savigliano (CN), della scuola dell’infanzia Glicine di Genova, e della Scuola dell'Infanzia "Fantasilandia" di Reggio Calabria.
L’edizione di quest’anno del Premio è stata dedicata ad un contest fotografico e le immagini vincitrici sono state selezionate, tra le 160 pervenute, da una giuria di esperti, in quattro ambiti: “sicurezza a scuola, sul territorio, in rete”, “salute globale”, “cittadinanza attiva”, “sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.
"Chiediamo dati certi e una fattiva collaborazione fra tutti i livelli istituzionali"
Da gennaio 2026 sono già circa 500 le segnalazioni di cittadini - gestite dal servizio di tutela di Cittadinanzattiva - che lamentano perduranti criticità in tema di liste d’attesa: tempi inadeguati rispetto alle priorità indicate in impegnativa, anche per le urgenze, agende ancora chiuse, offerta di strutture spesso distanti dal proprio domicilio. E, come già riscontrato negli ultimi mesi, i lunghi tempi di attesa si confermano il problema maggiormente segnalato dai cittadini, problema che, tra l’altro, si va progressivamente estendendo anche alle regioni tradizionalmente più virtuose.
Le segnalazioni ci restituiscono anche una nota positiva, ossia una più diffusa consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti e agli strumenti a disposizione per arginare il fenomeno, ad esempio la possibilità di richiedere la prestazione in intramoenia a fronte del pagamento del solo ticket, quando la stessa sia indisponibile in regime pubblico nei tempi previsti.
“Aspettiamo che la Piattaforma nazionale per il governo delle liste di attesa venga messa a sistema, come previsto entro giugno di quest'anno, con le indicazioni dei tempi per singola prestazione e per ogni territorio. Nel frattempo, perchè il problema venga aggredito in modo efficace è fondamentale - come sostenuto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’informativa di ieri in Parlamento - una fattiva collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, nazionale e regionali, da estendersi anche ad altri ambiti altrettanto importanti, come ad esempio l’aggiornamento dei LEA e la definizione del Piano pandemico nazionale.
Una collaborazione che rappresenta la sola strada percorribile in un contesto, come quello attuale, dove già diversi territori si sono attivati per richiedere ulteriori forme di autonomia, e senza la quale, al contrario, si assisterebbe al rischio di un dilagare incontrollato delle disuguaglianze”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Cittadinanzattiva mette a disposizione dei cittadini che volessero segnalare difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, la mail
L’Italia è divisa in due dalla frana di Petacciato, con disagi e danni materiali ed economici che vanno ben oltre i confini del Molise. Cittadinanzattiva chiede un cambio di rotta nel governo dei rischi, dando centralità al Piano di Protezione Civile e alla programmazione urbanistica e infrastrutturale.
Dichiara Jula Papa, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Molise: “Petacciato racconta una storia non certo recente e sicuramente non unica. Piccoli Comuni, Aree Interne del Paese, interi territori colpiti dallo spopolamento: è il profilo che interessa tante altre realtà della nostra regione, con i recenti eventi meteorologici e il dissesto idrogeologico che ne consegue. Come associazione presente quotidianamente al fianco dei cittadini e dei loro diritti, e di fronte ai cambiamenti climatici e all’evidente fragilità del nostro territorio, sappiamo bene che richiedere la messa in sicurezza di estese porzioni di territorio sarebbe pretestuoso quanto impraticabile. Proprio per questo, però, si impone la necessità di un nuovo modo di guardare al governo dei rischi: è il momento di dare centralità al Piano di Protezione Civile, con il quale la programmazione urbanistica e quella infrastrutturale debbono coordinarsi. Questo approccio è peraltro già previsto dalla Direttiva 30 aprile 2021 del Presidente del Consiglio dei Ministri.”