“Nonostante si tratti di un provvedimento atteso da anni per dare una cornice organica a chi assiste stabilmente una persona cara non autosufficiente, il testo licenziato si traduce in un impianto che burocratizza la fatica del caregiver e lo isola nel suo ruolo, fallendo nel passaggio fondamentale dal mero riconoscimento formale alla garanzia di diritti concreti”, è il commento di Cittadinanzattiva al disegno di legge sui caregiver approvato ieri alla Camera.
“Come abbiamo già ampiamente denunciato negli anni scorsi, a partire dal tavolo di lavoro tecnico promosso dalle Ministre Locatelli e Calderone e nelle recenti audizioni parlamentari, ribadiamo la nostra contrarietà rispetto ad un testo che non risponde in alcun modo ai bisogni dei caregiver familiari, anzi, contribuisce a generare disuguaglianze e spaccature attraverso la rigida categorizzazione prevista”, a dirlo Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
“In vista del passaggio del testo al Senato, ne chiediamo pertanto una radicale revisione. Riconoscere chi cura deve significare produrre diritti, tutele e servizi realmente accessibili, senza creare nuove linee di esclusione proprio tra coloro che ogni giorno sostengono una parte essenziale del welfare del nostro Paese”.
Delle novità previste dalla normativa sui caregiver e delle questioni ancora aperte, Cittadinanzattiva ne parlerà martedì 20 ottobre, dalle ore 10.30 alle 12.30, in un appuntamento dello sportello virtuale dedicato: un’occasione per comprendere meglio il contenuto del testo, chiarire i dubbi e ricevere orientamento sui diritti e sulle tutele. Per prenotarsi
Introdurre i diritti dei consumatori nei programmi di educazione civica, con riferimento all’ambito delle competenze digitali, sostenibilità e alfabetizzazione finanziaria; superare la logica dei progetti a termine, garantendo risorse pluriennali e formazione accreditata per i docenti; definire un quadro comune a livello europeo di competenze sui consumi per bambini e giovani, così come già fatto con DigComp e GreenComp; riconoscere le associazioni civiche – a partire da quelle studentesche e dalle organizzazioni dei consumatori – come partner educativi strategici capaci di portare nelle aule casi reali, aggiornamento continuo e supporto metodologico.
Queste sono tra le principali Raccomandazioni contenute nel Position Paper, presentato ieri al Parlamento Europeo nell'evento "Consumer Education in School Curricula: Challenges, Lessons Learned and Policy Recommendations".
“L’Unione Europea sta definendo regole e limiti per proteggere i minori online. Tuttavia, durante i lavori è emersa con forza una consapevolezza condivisa: le norme, i divieti e i meccanismi di safety-by-design sono indispensabili, ma da soli non bastano e rischiano di rinviare il problema. Per formare cittadini digitali resilienti, consumatori critici e autonomi, è indispensabile affiancare alla regolamentazione un percorso educativo continuo di Consumer Literacy”, ha dichiarato Cinzia Pollio, coordinamento progetti Politiche dei Consumatori di Cittadinanzattiva.
L’incontro, promosso da Cittadinanzattiva e ospitato dall’Eurodeputato Denis Nesci (Gruppo ECR), ha rappresentato il momento conclusivo del progetto europeo CoRe – Consumer (Re)Generation, co-finanziato dall'Unione Europea attraverso il Single Market Programme, con il supporto non condizionato di iliad, coordinato da Cittadinanzattiva e in partnership con le associazioni dei consumatori EEKE (Grecia) e InfoCons (Romania).
Il Position Paper presentato ieri è frutto di 18 mesi di lavoro, consultazioni transnazionali e della sperimentazione condotta nelle scuole italiane, che ha coinvolto 16 istituti, 35 classi, 667 studenti, 36 insegnanti e 583 genitori in 7 regioni.
Cittadinanzattiva consegna quattro premi e tre menzioni speciali a progetti dedicati all'umanizzazione delle cure e ad un servizio sanitario a misura di cittadino.
Si è tenuta oggi a Roma la cerimonia di premiazione della XV edizione del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità. Il Premio, promosso come progetto indipendente da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionante di Farmindustria, nasce per individuare e diffondere le esperienze di eccellenza sul territorio nazionale, creando una rete virtuosa di operatori capaci di rimettere la persona al centro del sistema sanitario. L'iniziativa celebra la memoria di Andrea Alesini, medico che ha rappresentato una gestione della sanità attenta al dialogo, ai diritti dei cittadini e alla trasformazione delle aspettative in concrete azioni di governo. L'edizione 2026 ha al centro il tema della umanizzazione delle cure attraverso l'innovazione tecnologica e scientifica e il welfare culturale.
“ISEE e distanza, modifiche solo apparenti”
Il provvedimento sui caregiver portato in Aula lo scorso venerdì non supera le principali criticità già evidenziate da Cittadinanzattiva nel corso dell’audizione lo scorso marzo presso la Commissione Affari sociali della Camera. Al contrario restano irrisolti i nodi relativi ai requisiti di accesso e all’intensità del carico assistenziale, con il rischio di creare una vera e propria “gerarchia della cura”, così come appare particolarmente tortuoso il percorso burocratico che rischia di appesantire ulteriormente il carico dei caregiver.
“Restano, a nostro avviso, quattro principali criticità: il vincolo della convivenza e della distanza, il vincolo della parentela, le scarsissime tutele per i giovani caregiver e la subordinazione del sostegno economico a stringenti requisiti reddituali”. afferma Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
Distanza fra caregiver e assistito: da 25 a 40 km, ma il problema resta. Tra le novità del testo c’è l’innalzamento da 25 a 40 chilometri della distanza massima tra la residenza del caregiver e quella della persona assistita. Una modifica che, secondo Cittadinanzattiva, è solo apparentemente migliorativa. “Quaranta chilometri restano un limite troppo vincolante che non tiene conto delle diverse realtà territoriali – sottolinea Mori –. Pensiamo, ad esempio, a chi vive in una grande città e deve spostarsi per assistere quotidianamente un familiare che vive in un’area periferica o marginale. La cura non può essere misurata in chilometri”.
ISEE: soglia più alta, ma senza risorse aggiuntive. Anche l’aumento della soglia ISEE da 15.000 a 25.000 euro per l’accesso al contributo economico rappresenta, per Cittadinanzattiva, un miglioramento soltanto sulla carta. “Ampliare la platea dei potenziali beneficiari senza aumentare le risorse disponibili rischia di produrre un effetto paradossale: più persone ammesse, ma meno risorse per ciascuna – continua Mori –. L’aumento della soglia ISEE non può essere considerato una risposta adeguata se non è accompagnato da un incremento dei finanziamenti. Altrimenti si rischia di distribuire le stesse risorse su una platea più ampia, riducendo ulteriormente il sostegno individuale”.
Cittadinanzattiva: garantire accesso ad anziani e pazienti fragili nel nuovo Piano di Immunizzazione. Necessari finanziamenti certi e una strategia nazionale
“Il preannunciato decreto legge del Governo sull’introduzione di un tetto per gli studenti stranieri nelle classi rappresenta un’operazione dal carattere ingannevole e dettato da dinamiche elettorali, che calpesta la realtà del mondo dell'istruzione e distoglie l'attenzione dai problemi strutturali della scuola italiana, così come dalle esigenze concrete degli studenti con cittadinanza non italiana”, a dirlo Cittadinanzattiva in merito al decreto legge che domani dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri. “Ci riconosciamo altresì pienamente nella visione espressa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui lezione sulla coesione sociale, sull'inclusione e sulla centralità dell'integrazione scolastica va nella direzione esattamente opposta rispetto a questo decreto, che non trova alcuna legittimazione ideale o costituzionale”.
“A confermare la natura strumentale dell'intervento governativo è, anzitutto, la scelta della tempistica e del metodo: il ricorso all'ennesimo decreto legge, utilizzato ormai come modalità quasi ordinaria di legiferare, mortifica le regole della democrazia parlamentare ed evita qualsiasi serio dibattito nelle aule istituzionali. Lanciare un simile provvedimento ad anno scolastico già iniziato dimostra poca attenzione alle realtà organizzative delle scuole ed il tono usato è inoltre altamente stigmatizzante ed escludente nei confronti di bambine e bambini, ragazzi e ragazze che da anni ormai fanno parte della nostra scuola e del nostro Paese”.
Per tre cittadini su cinque consumare in modo sostenibile costa troppo.
Dal greenwashing alle truffe online, dalle bollette alla riparazione: il I Rapporto civico sul consumerismo sostenibile fotografa le nuove vulnerabilità dei consumatori. Cittadinanzattiva propone una nuova Carta dei diritti del cittadino-consumatore.
Consumare in modo sostenibile è una scelta sempre più sentita, ma nella pratica a limitarla sono spesso prezzi, difficoltà di accesso ai servizi, scarsa trasparenza delle informazioni e rischi digitali.
Il dato forse più significativo riguarda la distanza tra sensibilità ambientale e possibilità concreta di trasformarla in una scelta di consumo. Il 65,6% dei cittadini considera i problemi ambientali una vera emergenza, ma il 58,7% indica il costo dei prodotti sostenibili come il principale ostacolo a consumi più responsabili. Il prezzo emerge dunque come uno dei fattori più rilevanti nel passaggio dalle intenzioni alle scelte effettive, mostrando come la sostenibilità non possa essere affidata alla sola responsabilità individuale del consumatore.
Le associazioni dei consumatori avanzano proposte per un'IA etica e trasparente. Presentato a Palazzo Merulana il position paper conclusivo. Prezzi dinamici, profilazione occulta, discriminazioni e perdita di controllo rappresentano i veri rischi per i cittadini
Si è tenuto a Roma, nella cornice di Palazzo Merulana, l'evento conclusivo del progetto nazionale “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”. L'iniziativa, promossa da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori e finanziata dal MIMIT (D.D. 12 maggio 2025), ha fatto il punto sulle sfide epocali che l'IA pone alla società, tracciando le linee guida per la futura tutela dei cittadini.
I lavori, moderati dal vicedirettore di Askanews Vincenzo La Manna, si sono aperti con i saluti di Orietta Maizza, dirigente MIMIT, seguiti dalla presentazione dei risultati progettuali a cura di Maura Saltimbanco (U.Di.Con.). Tiziana Toto (Cittadinanzattiva) ha illustrato poi i risultati della consultazione civica, delineando le reali percezioni e aspettative sociali nei confronti dell'innovazione tecnologica.
Cittadinanzattiva presenta il “I° Rapporto civico sul consumerismo sostenibile - Diritti, scelte e tutele nella transizione ecologica e digitale”, con un evento che si terrà il giorno 17 settembre 2026 a Roma, presso la Libreria Spazio Sette, in Via dei Barbieri n. 7, dalle ore 14:30 alle ore 17:30.
Il Rapporto che sarà presentato analizza come il ruolo del cittadino-consumatore si stia trasformando di fronte alla transizione ecologica, alla digitalizzazione dei mercati e all’impatto dei nuovi sistemi tecnologici e dell’intelligenza artificiale. Si evidenzia anche come la sostenibilità dei consumi non dipenda solo dalle responsabilità individuali, ma dalle condizioni strutturali che rendono tali scelte concretamente praticabili. Attraverso l’analisi di consultazioni civiche e dati ufficiali, l’indagine mette in luce quattro barriere principali (economica, informativa, digitale-cognitiva e territoriale-organizzativa) che condizionano l’esercizio effettivo dei diritti in ambiti chiave quali prodotti e riparabilità, mercati digitali, servizi essenziali, energia e alimentazione. Nel dettaglio i dati si concentrano principalmente sui seguenti aspetti: alimentazione e spreco alimentare, servizi essenziali (acqua e rifiuti), prodotti e riparabilità, mercati digitali e intelligenza artificiale, energia (difficoltà dei cittadini nell'orientarsi all'interno di un mercato complesso e condizioni delle famiglie vulnerabili).
Nel corso dell’evento verrà presentata la proposta ufficiale di aggiornamento della Carta dei diritti del cittadino-consumatore, redatta da Cittadinanzattiva nel 2000 e rivista nel 2008, adeguata oggi ai nuovi contesti della transizione ecologica e digitale.
Nel corso del convegno interverranno rappresentanti delle Istituzioni, delle Autorità indipendenti, del mondo accademico e delle imprese.
Cittadinanzattiva vi invita a bloccare in agenda la data del 15 Settembre 2026 per l'evento: "L’intelligenza artificiale, prospettive future e sfide per i consumatori".
L'incontro si terrà a Roma, presso Palazzo Merulana, a partire dalle 9:30, nell'ambito del progetto "Tu che ne sAI? L’intelligenza artificiale più sicura per tutti” realizzato da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, UNC (finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025).
Presentato il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole: crolli e infortuni in aumento. Allarme per rischio idraulico, idrogeologico e climatico. Occorre un investimento di 3 miliardi in tre anni per adeguare le strutture
Sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026 – in linea con quelli registrati nell’anno precedente - in particolare per la caduta di calcinacci ed intonaco e per i distacchi di pannelli e controsoffitti. Aumentano gli infortuni agli studenti dichiarati all’Inail, saliti a 80.871 nel corso del 2025, con un incremento del 3,8% rispetto al 2024. Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce sono già 47.748.
Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle nostre scuole si trova in territori ad elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. E per finire, il cambiamento climatico minaccia direttamente la salute di studenti e personale scolastico: solo il 7,4 per cento delle scuole italiane infatti dispone infatti di sistemi di condizionamento o ventilazione.
Il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028 ribadisce alcune importanti misure, a tutela del cittadino, che erano previste da precedenti atti normativi, in particolare dal precedente PNGLA 2019-2021 e dal decreto-legge 73/2024 e ne introduce di nuove. Allo stesso tempo lascia scoperte alcune questioni, sulle quali chiediamo la massima attenzione da parte del Ministero e delle Regioni.
Partiamo dalle novità positive. “Fra queste – sottolinea Cittadinanzattiva - particolarmente importanti dal nostro punto di vista sono le disposizioni che sanciscono il divieto inderogabile di sospendere le attività di prenotazione presso le strutture pubbliche e private accreditate (divieto delle cd liste chiuse), così come la garanzia dei percorsi di tutela in caso di superamento dei tempi massimi di attesa, ossia l’obbligo per l'Azienda Sanitaria – quando si superano i tempi massimi stabiliti dallo stesso Piano nel canale pubblico - di attivare modalità alternative di accesso ambulatoriale (ricorrendo al privato accreditato o all'attività libero-professionale intramuraria), mantenendo a carico del cittadino esclusivamente il pagamento del ticket ordinario. Importanti anche la riconferma delle misure per la presa in carico dei pazienti cronico-degenerativi e oncologici, ai quali deve essere garantita la prenotazione – da parte dello specialista o della struttura di riferimento tramite agende dedicate - delle prestazioni successive al primo accesso e quelle incluse nei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA).
Tra le principali novità del Piano figura l’individuazione di codici di priorità per i ricoveri secondo il modello dei Raggruppamenti di Attesa Omogenea (RAO) e, conseguentemente, l’estensione dei percorsi di garanzia anche a queste prestazioni: qualora la struttura erogatrice non sia in grado di rispettare il tempo massimo previsto dalla classe di priorità, dovrà proporre attivamente al paziente una sede alternativa con pari livelli di qualità assistenziale, all'interno di un bacino geografico predeterminato.
In riferimento alle agende di prenotazione, il Piano riconferma il principio dell'interoperabilità e della tracciabilità totale delle stesse – sulla cui regolarità dovrà vigilare l’Agenas - nel CUP Unico Operativo. Nel Cup devono confluire in modo vincolante l'offerta delle strutture pubbliche, del privato accreditato e dell'ALPI. Inoltre il Piano richiede a Regioni e Aziende Sanitarie di pubblicare sui propri siti web i tempi di attesa effettivi.
Sicurezza delle scuole: il 9 settembre presso la Sala stampa della Camera dei Deputati la presentazione del XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva
Cittadinanzattiva è lieta di invitarla alla conferenza stampa di presentazione del “XXIV Rapporto dell'Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola - Focus rischi idraulico e idrogeologico”, che si terrà il prossimo 9 settembre a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4, dalle ore 11:30 alle ore 12:30.
L'iniziativa - frutto dell'impegno ultraventennale dell'Osservatorio civico attraverso cui Cittadinanzattiva monitora lo stato degli edifici scolastici e promuove la cultura della prevenzione e del governo dei rischi, affinché il diritto a studiare e lavorare in ambienti sicuri sia effettivamente garantito a tutti - rappresenta da sempre un importante momento di confronto istituzionale e pubblico sullo stato della sicurezza e della qualità dell'edilizia scolastica nel nostro Paese. Quest'anno, in particolare, la ricorrenza dei trent'anni dall'approvazione della legge istitutiva dell'edilizia scolastica, la c.d. Legge Masini, rappresenterà l'occasione per valutare il percorso compiuto, le criticità ancora aperte e le priorità sulle quali orientare le future politiche di investimento e di prevenzione.
Nel corso dell'evento saranno presentati i principali dati ufficiali disponibili rielaborati da Cittadinanzattiva provenienti dall'Anagrafe dell'edilizia scolastica, dall'ISTAT, dall'INAIL, dall'ISPRA, da Italiadomani, insieme ai dati sui crolli avvenuti nelle scuole negli ultimi dodici mesi e a quelli dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori del PNRR (13 giugno 2026) su asili nido, palestre, mense, messa in sicurezza, scuole nuove.
Il programma sarà disponibile nelle prossime settimane.
Per partecipare alla conferenza stampa, è necessario inviare una mail di conferma a
Si ricorda ai signori uomini che è d’obbligo indossare giacca e cravatta.
Parte “V.I.S. Makers - Valori, Idee, Sostenibilità per il benessere dei giovani”, il progetto nazionale che per 18 mesi coinvolgerà giovani, famiglie, educatori in un percorso dedicato al benessere, alla sostenibilità e al consumo responsabile. L'iniziativa è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso n. 2/2025) ed è promossa da U.Di.Con. APS - Unione per la Difesa dei Consumatori, e i partner di progetto: Assoutenti APS; Cittadinanzattiva APS; AiCS – Associazione Italiana Cultura Sport APS; U.Di.Con. Emilia Romagna APS; U.Di.Con. Regionale Lazio APS; U.Di.Con. Regionale Campania APS; U.Di.Con. Regionale Lombardia APS; U.Di.Con. Regionale Puglia APS; Assoutenti Lazio APS; Assoutenti Liguria ODV; Assoutenti Campania APS; Cittadinanzattiva Puglia APS; Cittadinanzattiva Regione Piemonte APS; Cittadinanzattiva Sardegna ODV-ETS.
“Lavorare con i giovani oggi significa prima di tutto ascoltarli. Significa comprendere le loro paure, le incertezze che vivono e il bisogno di sentirsi protagonisti del cambiamento. Con V.I.S. Makers vogliamo aiutare i ragazzi a riconoscere i rischi legati a comportamenti non sostenibili, e costruire un percorso che unisca benessere, sostenibilità e partecipazione. Siamo convinti che prendersi cura dell'ambiente significhi anche prendersi cura di sé e degli altri”, dichiara Martina Donini, presidente nazionale di Udicon APS, capofila del Progetto.
“Dalle aule scolastiche ai territori, V.I.S. Makers darà vita a laboratori interattivi, percorsi educativi per ragazzi e adulti, sportelli dedicati alle tematiche di progetto e campagne informative, nelle quali saranno gli stessi giovani a raccontare la sostenibilità attraverso attività creative e strumenti digitali. Il viaggio è appena iniziato, ma siamo pronti e curiosi di costruire insieme ai giovani un futuro più sostenibile”, conclude Donini.
Attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani, della comunità educante e del territorio, il progetto punta a rafforzare la consapevolezza sul legame tra benessere, salute e sostenibilità. L'obiettivo è lasciare un'eredità duratura: una comunità più informata, partecipe e capace di adottare comportamenti responsabili per il benessere collettivo.
Per maggiori informazioni e per seguire tutte le attività di V.I.S. Makers, visita la landing page
Prioritario inserire informazioni sui percorsi di garanzia, incrementare il numero di prestazioni monitorate, fornire una analisi sulle singole Asl e sui tempi delle visite di controllo
Sebbene si registri un oggettivo incremento del numero di prestazioni erogate dal SSN, che passano da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel 2026, anche per effetto dell’aumento di quelle erogate nel fine settimana, siamo ancora ben al sotto della percentuale di rispetto dei tempi di attesa che, come indicato dal Piano nazionale di Governo sulle liste di attesa, deve essere garantito nel 90% per ogni singola prestazione. A fine giugno, invece, a rispettare questo vincolo è il 78,5% delle prime visite e all'84,6% degli esami diagnostici.
“Si tratta di numeri in miglioramento rispetto al primo semestre 2025, ma le inefficienze del sistema rimangono evidenti, a partire dall'elevato numero di prestazioni erogate oltre le soglie di garanzia, che sono circa 1,44 milioni di prime visite e circa 759 mila esami diagnostici. Su 14 prime visite monitorate, solo quella oncologica supera lo standard del 90% di rispetto dei tempi di garanzia e ben 6 – visita endocrinologica, neurologica, gastroenterologica, urologica, oculistica e dermatologica - restano ancora al di sotto anche dell’80%. Su 22 esami diagnostici monitorati, 5 superano la soglia del 90% di rispetto dei tempi stabiliti dai codici di priorità, e 3 – elettromiografia, esofagogastroduodenoscopia, colonscopia - si collocano al di sotto dell’80%”.
È questa l’analisi di Cittadinanzattiva sui dati forniti nei giorni scorsi da Agenas nel Bollettino sulle liste di attesa che mette a confronto i tempi di attesa fra il primo semestre 2025 e l’analogo periodo del 2026.
“Il numero di prestazioni soggette a monitoraggio è limitato: la piattaforma fornisce dati esclusivamente su 14 tipologie di prime visite e 22 esami ed esclude dall'analisi molte altre prestazioni (tra cui RX torace, ecografia tiroidea, RM colonna vertebrale, la visita geriatrica o fisiatrica, reumatologica, psichiatrica ematologica) e soprattutto i dati sulle visite di controllo, fondamentali per la gestione dei malati cronici. Inoltre la Piattaforma non fornisce i dati disaggregati per singola Azienda Sanitaria Locale e manca ancora – dato fondamentale per i cittadini - la possibilità di ottenere le informazioni relative all'attivazione dei percorsi di garanzia o ai motivi delle mancate accettazioni che nella maggioranza dei casi dipendono da rinuncia per luoghi lontani o tempi incompatibili con le esigenze di cura del cittadino.
il Ministero dell'Interno ha sei mesi per rifare il capitolato d'appalto a tutela di salute e vulnerabilità.
Il Consiglio di Stato (Sezione Terza, sentenza n. 5450/2026) ha accolto il ricorso presentato da ASGI e Cittadinanzattiva APS: il Ministero dell'Interno ha dato un'attuazione solo parziale alle precedenti disposizioni dei giudici e dovrà, entro sei mesi, condurre una reale e approfondita istruttoria sulle condizioni di salute nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) al fine di emanare un nuovo capitolato d'appalto.
Il 30 giugno alle 17:00 Federconsumatori presenta il quarto di una serie di eventi per parlare di AI, tramite l’interazione con il pubblico, l’improvvisazione teatrale e l’intervento di un esperto in materia
PESCARA 26/06/26 – L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ma quanto ne sappiamo davvero? Per scoprirlo, il progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”, promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025 vi propone di riderci su, giocare con gli algoritmi e interagire attivamente sul tema attraverso l’improvvisazione teatrale.
Il quarto appuntamento del tour nazionale si terrà il 30 giugno 2026 alle ore 17 a Pescara, presso la Sala del Dopolavoro Ferroviario in Corso Vittorio Emanuele II 257/A ed è organizzato da Federconsumatori in collaborazione con la Cooperativa sociale La Colmena. L’ingresso è libero, sarà distribuito materiale informativo e ci sarà un buffet finale gratuito.
Ad aprire l'iniziativa, il presidente di Federconsumatori Abruzzo, Francesco Trivelli, poi una performance teatrale interattiva della compagnia Areamista, tra improvvisazione e momenti di stand-up comedy, intitolata “improvvisIAmo?”, durante la quale il pubblico sarà coinvolto nella rappresentazione di situazioni quotidiane per comprendere il funzionamento degli algoritmi di profilazione.
Il 25 giugno alle 17:00 Cittadinanzattiva presenta il terzo di una serie di eventi per parlare di AI, tramite l’interazione con il pubblico, l’improvvisazione teatrale e l’intervento di un esperto in materia
L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ma quanto ne sappiamo davvero? Per scoprirlo, il progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”, promosso da U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025 vi propone di riderci su, giocare con gli algoritmi e interagire attivamente sul tema attraverso l’improvvisazione teatrale.
Il terzo appuntamento del tour nazionale si terrà il 25 giugno 2026 alle ore 17 a Vinovo (Torino), presso la Sala dei Mosaici del Castello della Rovere in piazza Rey 24, ed è organizzato da Cittadinanzattiva con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Vinovo. Ad aprire l'iniziativa, i saluti della Sindaca, Prof.ssa Maria Grazia Midollini. A seguire, i saluti di Enrico Ferrario, Segretario regionale dei Cittadinanzattiva Piemonte e di Carlo Ciancarelli Coordinatore territoriale di Vinovo-Nichelino-Moncalieri. L’iniziativa prevede una performance teatrale interattiva della compagnia Areamista, tra improvvisazione e momenti di stand-up comedy, intitolata “improvvisIAmo?”, durante la quale il pubblico sarà coinvolto nella rappresentazione di situazioni quotidiane per comprendere il funzionamento degli algoritmi di profilazione. A seguire, Rodolfo Orazietti, Referente Salute digitale di Cittadinanzattiva Piemonte, guiderà il pubblico tra rischi e opportunità legati all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni.
Tra i temi al centro dell’incontro: deep fake, truffe digitali, furti di identità, uso improprio dei dati personali e rischi legati alla manipolazione dell’opinione pubblica, con particolare attenzione alla tutela dei soggetti più deboli.
Tu che ne sAI? Non restare a guardare, diventa un consumatore digitale consapevole.
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La rete locale e Cittadinanzattiva depositano l'istanza di riesame per ottenere le carte urbanistiche e ambientali del progetto: “si detengono esseri umani, non sono infrastrutture di guerra sottratte al controllo pubblico”
La battaglia per la trasparenza non si ferma: il 15 giugno 2026 è stata depositata una formale richiesta di riesame per ottenere l'apertura dei documenti sul progetto del CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri, la struttura detentiva per l'espulsione di cittadini stranieri) previsto a Trento. L'iniziativa nasce per contrastare il muro di gomma eretto dalle istituzioni: di fronte a una richiesta di accesso agli atti, il Ministero dell’Interno, il Commissariato del Governo e la Provincia Autonoma di Trento hanno infatti opposto un rifiuto totale, nascondendo l'intero progetto dietro l'etichetta di "opera destinata alla difesa e alla sicurezza nazionale". La richiesta di riesame contesta l'illegittimità di questo diniego che viola il principio di proporzionalità: anche in presenza di informazioni sensibili, la legge impone di oscurare solo le singole parti a rischio, non di secretare in blocco interi fascicoli.
Oggi al Ministero della Salute l’evento conclusivo di IOEquivalgo, promosso da Cittadinanzattiva.
Mediamente attenti alla propria salute ma, di fronte ai tanti piccoli malesseri fisici e psichici dai quali sono colpiti, si affidano troppo all’intelligenza artificiale e alla soluzione rapida trovata su internet. Cresce il ricorso ai farmaci da banco, mentre non decolla l’informazione e la fiducia nei farmaci equivalenti, soprattutto da parte delle giovani generazioni. E’ questo in estrema sintesi il quadro che emerge dalla ricerca realizzata da SWG realizzata tra aprile e maggio, su un campione di 2500 cittadini maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana. Lo studio, giunto alla terza edizione, viene presentato oggi dalle ore 15 presso il Ministero della Salute, nell’ambito dell’evento “Si chiama equivalente, tu chiamalo una scelta”, appuntamento promosso da Cittadinanzattiva in chiusura della VI Edizione della Campagna IoEquivalgo, realizzata con il contributo non condizionato di Egualia, e in collaborazione con Federfarma e Fofi. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute.
La campagna IoEquivalgo, ormai alla sesta edizione, nasce con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza e l’accesso ai farmaci equivalenti in Italia, e di colmare un divario culturale ed economico che penalizza soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, per le quali la spesa per la compartecipazione al costo dei farmaci risulta più elevata.
Anche nel 2025, infatti, come emerge dal Report annuale del Centro studi Egualia sull’andamento del mercato italiano degli equivalenti, i cittadini hanno versato un differenziale di prezzo - ossia il surplus per ritirare il brand più costoso rispetto all’equivalente - pari a oltre un miliardo di euro. In particolare a spendere di più sono i residenti nel Lazio e nel Molise, di meno quelli della Lombardia. Dal punto di vista dei consumi territoriali, il ricorso agli equivalenti continua ad essere privilegiato al Nord (41,4% a unità e 34,6% a valori), rispetto al Centro (30,1% a unità e 27% a valori) e al Sud (24,8% a unità e 22,5% a valori), a fronte di una media Italia del 33,3% a confezioni e del 29,1% a valori. L’incidenza maggiore degli equivalenti si registra nella P.A. di Trento (45,9%), in Lombardia (43,5%), in Piemonte (42,1%). In coda per consumi degli equivalenti Basilicata (23,9%), Calabria (22,5%), Campania (21,7%).
“Nel corso degli anni - spiega Valeria Fava, responsabile politiche della salute di Cittadinanzattiva - abbiamo raggiunto tutte le regioni d’Italia attraverso l’allestimento di villaggi itineranti in piazze e atenei in 22 città. In questa attività di informazione di prossimità sono stati coinvolti cittadini e studenti grazie alla sottoscrizione di protocolli d’intesa con diverse Regioni, tra cui Campania, Sicilia, Marche e Sardegna. Per i cittadini sono disponibili anche strumenti pratici come il portale www.ioequivalgo.it e una app con informazioni chiare, certificate e aggiornate. In questa edizione abbiamo inoltre lavorato con Federfarma e FOFI per realizzare un percorso di formazione a distanza sulla comunicazione efficace - al quale hanno partecipato più di 2700 farmacisti - con la finalità di fornire ulteriori strumenti per ridurre i bias e accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti degli equivalenti. Un percorso che è stato accolto molto positivamente dai professionisti che, nel 96%, ritiene molto importante una formazione in tal senso".
Inoltre, nelle circa 19 mila farmacie aderenti alla rete di Federfarma sono presenti video e locandine provviste di QR code per consultare online, scaricare gli opuscoli informativi e approfondire la conoscenza riguardo l’utilizzo dei farmaci equivalenti.
I dati dell’indagine SWG
Lo studio, presentato da Riccardo Grassi (Head of Research SWG), analizza gli atteggiamenti generali verso la salute, il livello di informazione, la fiducia nei players, il rapporto con i farmaci, la conoscenza del farmaco generico/equivalente e i criteri d’acquisto, registrando gli scostamenti più significativi rispetto ai dati rilevati nel 2024. Per il 56% degli italiani i piccoli malesseri continuativi sono la routine (dolori osteoarticolari +20 punti in 8 anni, stanchezza, +15, insonnia, +14) e l’indice medio di salute percepita diminuisce ancora (-3 punti sul 2024). È su questo scenario che irrompe prepotentemente l’IA, consultata dall’8% degli intervistati (il 15% della Gen Z), che ricorrono anche a Internet (10%, +4 sul 2024) e al farmacista (13%, +3). Stabile il ricorso al medico di famiglia (32%, +1) anche se l’urgenza di risolvere rapidamente i piccoli fastidi sembra essersi tradotta in un notevole ricorso a farmaci da banco (+8%). Il fenomeno è ancora più evidente quando si analizza il tema dell’informazione su salute e benessere: l’ 81% degli italiani si dichiara ben informato, i professionisti ricoprono un ruolo di peso (77%) con una presenza crescente del farmacista (+8% sul 2024), ma nel 56% dei casi la fonte d’informazione prioritaria è Internet e il 12% degli italiani (17% Gen Z) consulta chatbot IA.
Ambivalente il rapporto con i medicinali: un po’ in calo la convinzione che i medicinali vadano usati con cautela e attenzione (45%); uno su 4 li considera semplicemente uno strumento per stare meglio; il 38% tende a fare scorta dei farmaci più utilizzati, soprattutto Gen Z e Millennials. Questi ultimi ammettono di assumere tranquillamente farmaci scaduti (41%), mentre il 29% degli intervistati smaltisce i farmaci nell’indifferenziata. Arretra invece la conoscenza dei farmaci equivalenti (-5% in 5 anni). A conoscerli meno sono soprattutto i giovani della Gen Z: solo il 50% dice di conoscerli bene, contro una media generale del 70% e un 79% tra i boomers. Cala anche la consapevolezza sulle caratteristiche degli equivalenti ed emerge un leggero aumento di preferenza (+3%) per i brand per questione di abitudine ma anche per una crescita di sfiducia negli equivalenti, che emerge in tutte le categorie di prodotto (antidolorifici -3%; gastrointestinali -3%; antibiotici -3%). Sostanzialmente inalterate, infine, le inclinazioni prescrittive dei medici: nel 30% dei casi indicano solo il principio attivo lasciando al paziente la scelta tra equivalente e brand (-1% rispetto al 2024), il 22% (20% nel 2024) indica solo il farmaco di marca, il 36% (=nel 2024) indica principio attivo e farmaco di marca.
Proposte
Realizzare campagne di informazione istituzionale con un focus specifico sui canali digitali e social per intercettare le fasce di popolazione più giovani.
Integrare percorsi di educazione sanitaria nelle scuole e nelle università per promuovere l'uso consapevole dei farmaci e correggere abitudini pericolose emerse tra i più giovani, come l'assunzione di medicinali scaduti o l'errato smaltimento nell'indifferenziata.
Integrare piani formativi dedicati al valore clinico ed economico dei farmaci equivalenti all'interno dei corsi di laurea in Farmacia, Medicina e Infermieristica.
Sviluppare le competenze comunicative fornendo ai professionisti sanitari strumenti pratici per migliorare la comunicazione con il paziente, con l'obiettivo di ridurre i bias cognitivi e accrescere la fiducia dei cittadini verso i farmaci equivalenti.
Rendere sistematico il monitoraggio dell'intero percorso del farmaco, dalla prescrizione alla dispensazione. Occorre valutare l'impiego della "non sostituibilità", promuovendo una responsabilità condivisa tra l'indicazione terapeutica del medico e la proposta attiva dell'equivalente da parte del farmacista.
Istituire tavoli di confronto prioritari nelle Regioni del Centro-Sud, dove i consumi faticano a decollare e nelle aree in cui i cittadini pagano il differenziale di prezzo più elevato per ritirare il brand costoso.
Adottare politiche sanitarie capaci di garantire la continua disponibilità dei farmaci equivalenti sul mercato, tutelando gli approvvigionamenti in un contesto globale segnato da rincari energetici e delle materie prime.
Promuovere il settore degli equivalenti come strategia imprescindibile per salvaguardare la sostenibilità economico-finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale e per proteggere le fasce di popolazione a basso reddito dall'aumento della spesa farmaceutica privata.
Per partecipare iscriviti qui
Il prossimo 22 giugno, dalle ore 15 alle ore 17:30, a Roma presso l’auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute, in Lungotevere Ripa 1, si terrà l’evento conclusivo della sesta edizione di IoEquivalgo, la campagna promossa da Cittadinanzattiva sul tema dei farmaci equivalenti, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dei cittadini in merito alla sicurezza, efficacia e sostenibilità di tali farmaci.
Nonostante la progressiva crescita registrata negli ultimi anni sia nelle prescrizioni mediche sia nell’utilizzo da parte dei cittadini, l’Italia continua tuttora a collocarsi tra i Paesi europei con il più basso impiego di farmaci equivalenti. Persistono inoltre significative differenze territoriali: nelle regioni del Sud si rilevano percentuali più elevate di spesa per i farmaci di marca, nonostante livelli medi di reddito inferiori rispetto alle regioni del Nord, dove il ricorso al farmaco equivalente risulta invece maggiormente consolidato. È in questo contesto che nasce IoEquivalgo, promosso da Cittadinanzattiva con il sostegno incondizionato di Egualia e sviluppato nel tempo per rispondere ai cambiamenti del contesto sociale e alle specifiche esigenze dei territori.
87€ e 89€ al mese: è quanto una famiglia con reddito medio ha speso nell'anno scolastico 2025/2026 per la mensa di un figlio iscritto rispettivamente alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Si registra un aumento rispetto all'anno precedente (2024/2025), quando la spesa media era di 85€ per l'infanzia e 86€ per la primaria. A livello nazionale, il costo a pasto passa a 4,3€ per l'infanzia e 4,41€ per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%, oltre che con picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il +16,6% in Molise e il +7,6% in Abruzzo.
La regione mediamente più costosa si conferma l'Emilia Romagna con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto ai 108€ mensili medi rilevati nella scorsa indagine. La regione più economica rimane, invece, la Sardegna con 61€ nell’infanzia (dato invariato) e 65€ per la primaria (64€ nell'anno passato). Cambiamenti significativi si registrano anche a livello di singoli capoluoghi di provincia: se l'anno scorso la città più economica in assoluto era Barletta (2,00€ a pasto in entrambi i gradi), quest'anno il primato passa a Cagliari (2,1€ sia per l’infanzia che per la primaria). Sul fronte opposto, Parma risulta la città più cara in assoluto sia per l'infanzia (7,8€ a pasto, scalzando Torino) sia per la primaria (7,1€). Fra le grandi città si conferma invece il dato virtuoso di Roma, con un costo a pasto invariato di 2,6€ sia per l’infanzia che per la primaria.
Questi i dati principali che emergono dalla IX Indagine sulle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha analizzato per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un ISEE di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.
“In Italia le mense scolastiche erogano circa 400 milioni di pasti all'anno, rendendo la refezione uno dei più grandi servizi pubblici di prevenzione sanitaria e nutrizionale del Paese - dichiara Adriana Bizzarri, Responsabile scuola di Cittadinanzattiva - oltre che strumento educativo e di inclusione. Per questo consideriamo la mensa scolastica un investimento strategico contro la povertà alimentare, l'obesità infantile e le disuguaglianze sociali e territoriali, oltre a essere il presupposto fondamentale per estendere il tempo pieno, oggi garantito solo a un bambino su due alla primaria su tutto il territorio nazionale. Alla luce dei conflitti internazionali e della crisi energetica, è forte la preoccupazione che i Comuni il prossimo anno scolastico rivedano al rialzo le tariffe a carico delle famiglie: una prospettiva che rischia di colpire soprattutto bambini/e, ragazzi/e vulnerabili, ampliando le disuguaglianze educative e alimentari. Tutto ciò va scongiurato con interventi statali che vadano verso il riconoscimento della mensa come LEP e l’ampliamento del Fondo per la povertà alimentare.
Mense al Sud: il PNRR accorcia le distanze, ma serve continuità.
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del merito per l’anno scolastico 2024/2025, il 36,5% degli edifici scolastici statali è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto al 34,5% dell'anno precedente. Permangono però le differenze territoriali, sebbene con leggeri passi in avanti: al Nord la percentuale è del 45,5% e al Centro del 41,5%, mentre al Sud la dotazione sale dal 22% dell'anno scorso all'attuale 24%, e nelle Isole dal 21% al 22,3%.
Sul fronte dei fondi PNRR per le mense scolastiche si registra una forte accelerazione: gli interventi finanziati per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa sono passati dai 961 rilevati a dicembre 2024 ai 1.975 attuali. Di questi, ben 926 prevedono la costruzione di nuove mense (erano 516 nella scorsa edizione). Un netto miglioramento si nota nell'allocazione delle risorse verso il Mezzogiorno: se nella passata rilevazione al Sud e alle Isole andava il 37% dei fondi impiegati, oggi, grazie ai nuovi bandi e agli scorrimenti di graduatorie, il Sud ha raggiunto circa il 66% dell'ammontare dei finanziamenti totali e il 59,1% dei progetti finanziati.
Nell’Indagine trovano spazio anche alcune proposte sulla ristorazione scolastica:
“Un gravissimo passo indietro nella tutela della salute psico fisica dei più giovani. Le comunità scolastiche attuino forme di disobbedienza civile”.
“La scelta di vietare, nella scuola dell'infanzia e nella primaria, ogni percorso di educazione sessuo-affettiva e, nelle scuole secondarie, di subordinare attività su questi temi al consenso preventivo delle famiglie o dello studente se maggiorenne, mina la possibilità per i minori di accedere ad informazioni corrette, scientificamente fondate, adeguate alla loro età. Non solo. Poiché l'educazione sessuo-affettiva non coincide con l'insegnamento della sessualità tout court ma comprende l'educazione al rispetto, alla parità, alla conoscenza del proprio corpo, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, della violenza e degli abusi, alla costruzione di relazioni sane e responsabili, non si comprende perché la scuola non possa e non debba assolvere a questi compiti in autonomia. Privare la scuola di questo ruolo significa lasciare le famiglie sole davanti a questo difficile compito educativo, anche quando non abbiano gli strumenti per potersene fare carico o quando rappresentino esse stesse ambienti inadeguati o addirittura violenti. E significa lasciare soli ragazze e ragazzi che cercheranno altrove - tra i pari, sui social network, tramite la pornografia online o altre fonti prive di valore scientifico ed educativo – le risposte delle quali hanno bisogno”, è quanto afferma Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva in merito all'approvazione della legge Valditara sul cosiddetto "consenso informato" in ambito scolastico.
Importanti organismi internazionali, come l'UNESCO, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio d'Europa, hanno più volte evidenziato l'importanza di percorsi educativi graduali e basati sulle evidenze scientifiche, da avviare fin dall'infanzia con contenuti appropriati alle diverse fasce d'età.
“È paradossale che in un Paese come il nostro che quotidianamente deve fare i conti con fenomeni di violenza di genere, discriminazione, bullismo, con l’aumento di malattie sessualmente trasmesse, anziché rafforzare e rendere strutturali percorsi di educazione sessale, affettiva e relazionale nelle scuole si pongano divieti e limiti di ogni sorta.
Ci auguriamo che gli enti locali e le comunità scolastiche, a partire dalle famiglie e dagli stessi ragazzi e ragazze nel caso degli istituti secondari, attuino forme di obiezione di coscienza nei confronti di una legge miope che non tutela la salute dei più giovani e viola diritti costituzionalmente garantiti".
Ministero dell'Interno, Commissariato del Governo e Provincia autonoma di Trento hanno risposto con un rigetto alla richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA) presentata il 23 aprile 2026 da Cittadinanzattiva APS e dall'Assemblea Antirazzista Trento, con il supporto legale degli avvocati Antonello Ciervo, Salvatore Fachile, Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva, e Gennaro Santoro. La richiesta mirava a ottenere tutti i documenti relativi alla progettazione e realizzazione del CPR previsto a Maso Visintainer, a Trento.
La motivazione del diniego è identica in tutte le risposte istituzionali: i CPR, in base al decreto-legge 124/2023, sono stati classificati come "opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale". Una definizione che, in materia di accesso civico generalizzato, equivale a un segreto di Stato: nessun progetto, nessuna relazione tecnica, nessun documento urbanistico o ambientale, nessuna informazione sui costi e tempistiche di realizzazione. “Classificare un centro di detenzione amministrativa alla stregua di un'installazione militare non è una scelta tecnica neutrale, bensì una scelta politica che sottrae deliberatamente al controllo pubblico un'opera che incide profondamente sul territorio, sull'uso del suolo, sulle risorse provinciali e sui diritti delle persone - compreso quello alla salute - che vi saranno recluse”, affermano le organizzazioni civiche.
Il Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR, composto da oltre 50 realtà sociali e politiche che sostengono la campagna contro l'apertura del CPR, e Cittadinanzattiva considerano questa mancata trasparenza gravissima. I CPR sono luoghi strutturalmente opachi: l'accesso al loro interno è negato ai giornalisti e alla società civile, e numerosi report, inchieste giornalistiche e pronunce giurisdizionali hanno documentato come in queste strutture i diritti fondamentali vengano sistematicamente violati. Ora si aggiunge un nuovo tassello: la società civile non può essere messa a conoscenza di quali valutazioni siano in corso sull'impatto territoriale e ambientale, su come verrà costruito il centro, con quali costi e secondo quali criteri. Ricordiamo che l’area individuata per la costruzione del CPR è stretta tra la tangenziale di Trento e l’autostrada del Brennero e in particolare il lato est è percorso per tutta la sua lunghezza da un metanodotto ad alta pressione.
Planned actions include a free digital platform, informal meetings, training workshops for citizens and professionals, and local protection desks
Promoting a program of concrete actions to protect the first thousand days of life, from conception to two years of age, and to assert the right to the best possible start in life—a right that is currently highly fragmented and conditioned by the place of birth and family income. This is the goal of the "1000 Good Days" campaign, presented today by Cittadinanzattiva with an event at the Nassirya Hall of the Senate. The campaign is supported by a large Board of entities that, together with Cittadinanzattiva, will develop a civic platform of multidimensional interventions aimed at connecting families, institutions, healthcare professionals, educators, the Third Sector, and local communities, in order to help transform the first 1000 days into a concrete lever for social equity, public health, and welfare innovation.