Buone pratiche a scuola, assegnato il XX Premio “Vito Scafidi” di Cittadinanzattiva Sul podio scuole di Trescore Balneario (BG), Savignano (CN), Genova e Reggio Calabria.
Presentate cinque raccomandazioni civiche per una scuola attenta alla sicurezza in rete, all’inclusione, alla salute globale e al legame con la comunità di riferimento
Ad aggiudicarsi la ventesima edizione del Premio Vito Scafidi per le Buone pratiche a scuola, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato oggi a Roma, sono gli studenti dell’Istituto Lorenzo Lotto di Trescore Balneario (BG), dell’Istituto Cravetta Marconi di Savigliano (CN), della scuola dell’infanzia Glicine di Genova, e della Scuola dell'Infanzia "Fantasilandia" di Reggio Calabria.
L’edizione di quest’anno del Premio è stata dedicata ad un contest fotografico e le immagini vincitrici sono state selezionate, tra le 160 pervenute, da una giuria di esperti, in quattro ambiti: “sicurezza a scuola, sul territorio, in rete”, “salute globale”, “cittadinanza attiva”, “sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.
"Chiediamo dati certi e una fattiva collaborazione fra tutti i livelli istituzionali"
Da gennaio 2026 sono già circa 500 le segnalazioni di cittadini - gestite dal servizio di tutela di Cittadinanzattiva - che lamentano perduranti criticità in tema di liste d’attesa: tempi inadeguati rispetto alle priorità indicate in impegnativa, anche per le urgenze, agende ancora chiuse, offerta di strutture spesso distanti dal proprio domicilio. E, come già riscontrato negli ultimi mesi, i lunghi tempi di attesa si confermano il problema maggiormente segnalato dai cittadini, problema che, tra l’altro, si va progressivamente estendendo anche alle regioni tradizionalmente più virtuose.
Le segnalazioni ci restituiscono anche una nota positiva, ossia una più diffusa consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti e agli strumenti a disposizione per arginare il fenomeno, ad esempio la possibilità di richiedere la prestazione in intramoenia a fronte del pagamento del solo ticket, quando la stessa sia indisponibile in regime pubblico nei tempi previsti.
“Aspettiamo che la Piattaforma nazionale per il governo delle liste di attesa venga messa a sistema, come previsto entro giugno di quest'anno, con le indicazioni dei tempi per singola prestazione e per ogni territorio. Nel frattempo, perchè il problema venga aggredito in modo efficace è fondamentale - come sostenuto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’informativa di ieri in Parlamento - una fattiva collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, nazionale e regionali, da estendersi anche ad altri ambiti altrettanto importanti, come ad esempio l’aggiornamento dei LEA e la definizione del Piano pandemico nazionale.
Una collaborazione che rappresenta la sola strada percorribile in un contesto, come quello attuale, dove già diversi territori si sono attivati per richiedere ulteriori forme di autonomia, e senza la quale, al contrario, si assisterebbe al rischio di un dilagare incontrollato delle disuguaglianze”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Cittadinanzattiva mette a disposizione dei cittadini che volessero segnalare difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, la mail
L’Italia è divisa in due dalla frana di Petacciato, con disagi e danni materiali ed economici che vanno ben oltre i confini del Molise. Cittadinanzattiva chiede un cambio di rotta nel governo dei rischi, dando centralità al Piano di Protezione Civile e alla programmazione urbanistica e infrastrutturale.
Dichiara Jula Papa, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Molise: “Petacciato racconta una storia non certo recente e sicuramente non unica. Piccoli Comuni, Aree Interne del Paese, interi territori colpiti dallo spopolamento: è il profilo che interessa tante altre realtà della nostra regione, con i recenti eventi meteorologici e il dissesto idrogeologico che ne consegue. Come associazione presente quotidianamente al fianco dei cittadini e dei loro diritti, e di fronte ai cambiamenti climatici e all’evidente fragilità del nostro territorio, sappiamo bene che richiedere la messa in sicurezza di estese porzioni di territorio sarebbe pretestuoso quanto impraticabile. Proprio per questo, però, si impone la necessità di un nuovo modo di guardare al governo dei rischi: è il momento di dare centralità al Piano di Protezione Civile, con il quale la programmazione urbanistica e quella infrastrutturale debbono coordinarsi. Questo approccio è peraltro già previsto dalla Direttiva 30 aprile 2021 del Presidente del Consiglio dei Ministri.”
Uno Sportello virtuale e una Guida utile per i cittadini alle prese con le nuove procedure per la richiesta di invalidità civile. A metterli a disposizione è Cittadinanzattiva che in queste settimane sta monitorando l’avvio della riforma attualmente in fase sperimentale in 60 province italiane — tra cui grandi centri come Milano, Roma, Torino, Napoli e Palermo. A partire da oggi, ogni mercoledì di aprile, dalle ore 15:00 alle 16:00, lo Sportello virtuale gratuito sarà dedicato a fornire chiarimenti sulla nuova procedura tramite una finestra di dialogo online in tempo reale. Gli interessati possono prenotare l'appuntamento sul sito a questo link fino a un'ora prima dell'inizio del servizio. Inoltre, l’organizzazione invita i cittadini a partecipare a un monitoraggio per segnalare eventuali criticità riscontrate tramite un questionario dedicato.
“Una riforma che punta a semplificare la vita dei cittadini riducendo i passaggi burocratici e i tempi di attesa. Tuttavia, nonostante l'obiettivo ambizioso, l'avvio del nuovo sistema sta registrando diverse difficoltà tecniche che - come i cittadini ci segnalano da diverse delle province coinvolte - rischiano di rallentare l’accesso ai diritti dei soggetti più fragili, malati cronici e rari e persone con disabilità”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Lo spot in onda sui canali Sky dal 29 marzo al 5 aprile. Online lo spazio web dedicato su www.teloseimeritato.it. La campagna è aperta a tutte le donne che vogliano offrire la propria testimonianza.
Cittadinanzattiva lancia «Te lo sei meritato», un progetto di comunicazione sociale dedicato all’empowerment femminile e al contrasto della sindrome dell’impostore, condizione ampiamente documentata dalla ricerca psicologica che porta a percepire i propri risultati come immeritati, attribuendoli alla fortuna piuttosto che alle proprie competenze e al proprio valore.
“Le istanze emerse durante il Tavolo Tecnico Interministeriale in vista della stesura del disegno di legge sui caregiver sono state in gran parte ignorate, e si è arrivati ad un provvedimento che tradisce le aspettative, burocratizza la fatica dei caregiver e lo isola nel suo ruolo", a dirlo Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva, che oggi è intervenuta in audizione presso la Commissione Affari sociali della Camera sul DDL A.C. 2789.
In particolare, nel corso dell’audizione, Cittadinanzattiva ha evidenziato alcuni elementi critici del provvedimento, già denunciati nel corso dei lavori del Tavolo interministeriale, elementi che finiscono con il delineare una vera e propria "gerarchia della cura".
“Facciamo riferimento a quattro vincoli introdotti dal disegno di legge: il vincolo della convivenza e della distanza, perché limitare le tutele ai soli conviventi o imporre il limite arbitrario di 25 km per i non conviventi penalizza migliaia di familiari che garantiscono assistenza quotidiana pur risiedendo altrove; il vincolo della parentela, perché il testo esclude che il caregiver possa essere un amico o un vicino di casa, negando il valore sociale delle reti di prossimità; l’esclusione dei minori, introdotta dalla clausola della maggiore età che rende invisibili i giovani caregiver, privandoli di tutele e interventi di sollievo; la trappola della povertà, perché il ddl subordina il sostegno economico - fissato in circa 400 euro e riconosciuto soltanto a chi sostiene un carico di cura di almeno 91 ore settimanali - ad un ISEE di 15.000€ e ad un reddito annuo di 3000 euro, trasformando un diritto universale in una misura per indigenti”.
"Le cittadine e i cittadini si sono finalmente riappropriati di un prezioso strumento di democrazia diretta: con la grande affluenza al voto al referendum sulla giustizia ha vinto la partecipazione democratica anche dei giovani", ha dichiarato Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva.
“Arriviamo ad un nuovo importante appuntamento elettorale senza che il nostro Paese abbia fatto passi in avanti sul voto per i fuorisede e sullo spostamento dei seggi elettorali dalle scuole. Si tratta di due temi che, se adeguatamente regolamentati, estenderebbero il diritto al voto contribuendo ad arginare, almeno in piccola parte, l’astensionismo e tutelerebbero la continuità didattica di almeno 1 milione e mezzo di studenti e studentesse”. A dirlo Cittadinanzattiva in vista del prossimo appuntamento referendario del 22 e 23 marzo, rispetto al quale la stessa organizzazione ha espresso il proprio sostegno per il NO.
“Siamo uno dei pochi paesi a livello europeo, insieme a Malta e Cipro, a non garantire in maniera strutturale il voto ai fuorisede. Infatti, nonostante le due sperimentazioni positive fatte in occasione delle elezioni europee del 2024 e del referendum del 2025 su cittadinanza e lavoro, che avevano visto passare il numero dei votanti fuori sede dai 20mila ai 40mila, il decreto elezioni emanato a fine dicembre ha escluso tale possibilità per il prossimo referendum, a causa del parere contrario dato dal Governo a tutti gli emendamenti presentati con tale obiettivo. Per questo chiediamo che la proposta di legge di iniziativa popolare S.1760 - Io voglio votare fuorisede, promossa da The Good Lobby - da poco al vaglio della 1° Commissione affari costituzionali del Senato, compia rapidamente e senza ostruzionismi il suo iter, in modo da consentire a quasi 5 milioni di cittadini - per lo più studenti, ma anche lavoratori e caregiver - il voto fuori dalla propria città di residenza già a partire dalle prossime elezioni politiche”.
Rispetto alla questione dei seggi elettorali, ben l’88% dei 61.562 totali si trova all’interno delle scuole, mentre sono appena 520 le sezioni elettorali collocate fuori. “L’ultimo stanziamento di 2 milioni di euro istituito nel 2021 con un fondo dedicato - continua Cittadinanzattiva - non è stato aumentato, come da noi richiesto anche attraverso la campagna Stop ai seggi nelle scuole, ma neppure rinnovato. Per questo torniamo a chiedere al Governo di prevedere nuove risorse, e di fornire il necessario supporto logistico ed organizzativo a quei Comuni che manifestino la volontà di individuare sedi alternative rispetto alle scuole. E’ gravissimo continuare ad ignorare il problema delle giornate di studio sottratte a tanti studenti, in considerazione anche del fatto che in 626 Comuni si tornerà a votare per le amministrative a fine maggio, con possibili ballottaggi ad inizio giugno”.
Verso la Giornata mondiale dell’acqua: ancora in aumento la bolletta idrica, 528€ nel 2025, oltre il 5% in più rispetto al 2024. Più di un italiano su 4 non si fida dell’acqua di rubinetto. I nuovi dati del XXI Dossier di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato.
Cresce ancora la bolletta per l’acqua: è di 528€ infatti la spesa media sostenuta dalle famiglie italiane nel 2025 rispetto ai 500€ (+5,4%) del 2024. Confrontando il dato con il 2019, il costo a livello nazionale è aumentato di ben il 30%.
Il quadro che emerge è quello di un Paese profondamente frammentato, dove il diritto all’acqua viene garantito con standard qualitativi e costi estremamente difformi a seconda del territorio di residenza. Le regioni centrali presentano mediamente le tariffe più elevate, con una spesa media annua di 705 euro, mentre gli aumenti più importanti rispetto al 2024 si registrano al Nord con il +6,4%, seguito dal Sud con il +5,3% e dal Centro con +4,3%.
Cittadinanzattiva esprime la sua ferma contrarietà e il conseguente orientamento per il NO in vista del prossimo Referendum confermativo sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo.
Il primo elemento di critica riguarda il metodo: una riforma così incisiva sull’ordinamento giudiziario e sull’equilibrio dei poteri dello Stato non può essere adottata senza un ampio dibattito pubblico e una larga discussione parlamentare, principi che stanno alla base della partecipazione civica.
Cittadinanzattiva: al lavoro per rafforzare competenze, connessioni e fornire strumenti concreti.
Si è concluso nei giorni scorsi con un evento pubblico a Roma il progetto europeo SCUDI – Scuola di Diritti Umani, percorso biennale, promosso da Cittadinanzattiva in collaborazione con la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) e dedicato alla promozione del contenzioso strategico nell'ambito della tutela dei diritti umani delle persone migranti, attraverso la costruzione di una rete di difensori delle organizzazioni della società civile e di una rete europea impegnata nel soccorso in mare.
Nonostante un trend in crescita per i farmaci equivalenti, la loro diffusione in Italia procede troppo lentamente, collocando il Paese al terz'ultimo posto in Europa per consumo, con una percentuale del 56% sul consumo territoriale. Nel 2024 gli equivalenti hanno rappresentato il 23,5% della spesa e il 31,6% dei consumi totali. I cittadini italiani sborsano complessivamente circa 1 miliardo di euro per la differenza tra il prezzo del medicinale di marca e il prezzo dell’equivalente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, con forti disparità regionali: la spesa pro capite è maggiore al Sud e nelle Isole (in particolare in Calabria, Sicilia e Campania), dove raggiunge i 22,4 euro, rispetto ai 14,2 euro del Nord. Questi sono alcuni dei dati del Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, pubblicato recentemente.
Cittadinanzattiva saluta con soddisfazione la nomina dei nuovi vertici di Agenas, poiché essa pone fine a una lunga fase di incertezza e consente all’Agenzia di tornare pienamente operativa in un momento cruciale per la tenuta del Servizio sanitario nazionale.
Nell’apprezzare il lavoro fatto in questi mesi dal professor Cicchetti nella veste di Commissario, esprimiamo gli auguri di buon lavoro a tutte le nuove cariche, al Presidente Fedriga e al Direttore Tanese, il quale, anni addietro, ha svolto il ruolo di Direttore dell’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva e che ringraziamo anche per aver contribuito, in questa veste, allo sviluppo di preziosi strumenti di valutazione dei servizi dal punto di vista dei cittadini.
Pur riconoscendo la competenza e l’esperienza di ognuno dei nuovi dirigenti di Agenas, ci sentiamo, tuttavia, di mettere in evidenza una composizione tutta al maschile, anche all’interno del Consiglio di amministrazione: un segnale che stride con la realtà del mondo sanitario, dove operano molte donne con competenze elevate e un ruolo fondamentale anche nei processi decisionali e di governance.
Il disegno di legge annunciato dalla vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, Giorgia Latini - che prevede di innalzare a 15 anni l’età per accedere ai social network e meccanismi stringenti di verifica di tale limite da parte delle piattaforme - è sicuramente un importante punto di partenza, ma occorre prevedere misure ulteriori per tutelare la salute psicofisica dei più giovani, a partire ad esempio dalla necessità di limitare la produzione di contenuti che vedano protagonisti direttamente ragazzi e ragazze, spesso coinvolti sin da piccoli nel fenomeno cosiddetto dei “baby influencer” e dello “sharenting”. E’ quanto afferma oggi Cittadinanzattiva in occasione del Safer Internet Day.
Cittadinanzattiva lancia oggi la XV edizione del Premio Alesini sulle buone pratiche per l’umanizzazione delle cure in sanità, iniziativa volta a ricercare, incentivare, premiare e diffondere le buone pratiche e trasformare le singole esperienze in un sistema strutturato, mettendo i cittadini al centro dei servizi. Nell’ottica di rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), l'obiettivo primario del Premio è valorizzare il merito e dare risonanza alle esperienze positive, diffonderle e renderle consultabili anche on-line, sia agli addetti ai lavori che ai cittadini; creare, in ultima istanza, una rete virtuosa di operatori sanitari che promuovano la trasformazione dei singoli progetti in esperienze consolidate e di sistema.
Cittadinanzattiva esprime forti preoccupazioni in merito allo schema di disegno di legge delega per la riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri. Attraverso una lettera aperta inviata al Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, evidenzia due ordini di criticità, nel merito della proposta e rispetto al percorso con cui essa è stata costruita.
Lo schema di disegno di legge delega, per come è formulato, non sembra affrontare con la necessaria chiarezza le cause strutturali e profonde della crisi che affligge il sistema sanitario. In particolare, nel merito, la riforma appare eccessivamente focalizzata sulla centralità degli ospedali, con una particolare enfasi sul rafforzamento delle strutture che già oggi rappresentano un’eccellenza. “Rafforzare ulteriormente ciò che già funziona, senza un piano chiaro e vincolante per sostenere con interventi mirati le strutture in maggiore difficoltà, rischia di ampliare le disuguaglianze, piuttosto che ridurle” dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva nella lettera al Ministro. “I divari si colmano investendo prioritariamente negli ospedali e nei servizi dei territori più fragili, assicurandovi standard di qualità, sicurezza, dotazioni e personale adeguati”.
“Le frane che nel giro di pochi giorni hanno colpito Niscemi e ieri la Statale Aurelia in Liguria, la dichiarazione di emergenza nazionale per le mareggiate eccezionali che hanno interessato Sicilia, Calabria e Sardegna, raccontano la fragilità di un territorio sottoposto agli effetti di fenomeni sempre più estremi determinati dai cambiamenti climatici in atto. Certo, ai nuovi scenari si somma la mano dell’uomo e scelte scellerate che hanno portato ad uno sfrenato consumo del suolo, con infrastrutture pesanti che hanno accelerato anche l’erosione delle coste”, dichiara Raniero Maggini, responsabile politiche ambiente e territorio di Cittadinanzattiva e referente del progetto Sicuri Insieme, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nato per informare e rendere attivi e protagonisti i cittadini rispetto ai rischi del territorio in cui vivono. I circa 300 cittadini coinvolti in Sicuri Insieme stanno redigendo le cosiddette Mappe dei Rischi relative alle 12 zone interessate dal Nord al Sud del Paese, mappe che nei prossimi mesi saranno condivise con le comunità locali, e diventeranno uno strumento di confronto e di approfondimento utile a rafforzare il dialogo con le amministrazioni e a supportare i successivi percorsi di aggiornamento dei Piani comunali di Protezione Civile.
“Come cittadini infatti dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti Protezione Civile e che la preparazione alle condizioni di emergenza si costruisce a partire dalla conoscenza del territorio, in un processo continuo di crescita di tutta la comunità. Un percorso necessario per rispondere con sempre maggiore efficacia ad eventi estremi che sempre più di frequente interessano il nostro Paese”.
U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori APS annunciano l’avvio di una consultazione civica sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo coinvolgere direttamente i cittadini nel dibattito pubblico sull’innovazione tecnologica. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto “Tu che ne sAI? L’Intelligenza Artificiale più sicura per tutti”(finanziato dal MIMIT D.D. 12 maggio 2025), avviato a fine settembre 2025, che accompagnerà i cittadini di tutte le età in un percorso di alfabetizzazione digitale inclusiva, alla scoperta dell’intelligenza artificiale.
Liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale nell’erogazione dei servizi sanitari mettono ancora a rischio l’effettività del diritto alla salute.
“Serve un nuovo Piano Sanitario Nazionale e l’attuazione piena delle riforme”.
In Italia la principale emergenza sanitaria non riguarda la qualità delle cure, ma la possibilità stessa di accedervi. Sebbene si comincino ad intravedere alcuni effetti delle riforme in corso – da quella sul contenimento dei tempi di attesa, a quella prevista per l’assistenza territoriale, all’aggiornamento dei Lea, all’ampliamento degli screening e del calendario vaccinale – le liste d’attesa, la carenza di personale e la disomogeneità territoriale nell’erogazione dei servizi sanitari mettono ancora a rischio l’effettività del diritto alla salute.
È quanto emerge dai Rapporti presentati oggi da Cittadinanzattiva (Rapporto Civico sulla salute, Rapporto sulle politiche della cronicità), nel corso dell’evento “L’incomprimibile diritto alla salute. Riforme in corso, bisogni in attesa”, svoltosi presso il Ministero della Salute.
Sui temi energetici, ancora forte il divario di informazioni fra aree territoriali e fasce socio-economiche. Per una maggiore sostenibilità occorrono strumenti concreti per modificare i consumi, attivare tutele e contestare abusi.
L’indagine di Cittadinanzattiva su informazione percepita, comprensione e funzionamento del mercato, bisogni più urgenti e strumenti per agire, sensibilità ambientale e ruolo dei cittadini
Circa il 40% dei cittadini dichiara di leggere la bolletta per intero e di capirne la composizione delle voci e i relativi importi. Oltre il 30% dichiara di aver cambiato fornitore nell’ultimo anno, nel 72% dei casi lo si fa per risparmiare ma in circa il 10% il cambio deriva dal passaggio obbligato al mercato libero o da iniziative degli operatori. Oltre l’80%, inoltre, dichiara di aver ricevuto proposte di cambio fornitore con comunicazioni giudicate aggressive (74%) o poco comprensibili (27,5%).
Presentata da Cittadinanzattiva una Indagine civica e un Piano di azione per migliorare
Solo la metà dei cittadini, in cura per una o più patologie, segue le terapie in modo costante ed appropriato. L’altra metà si divide fra chi, in maniera preponderante, le salta raramente (35,6%) e chi occasionalmente (11,5%). Un residuo 1,5% non le segue con alcuna costanza.
Il profilo dei pazienti “non aderenti” è rappresentato principalmente da persone fragili e anziane, con basso livello socio-culturale, spesso sole o comunque con scarso supporto familiare. A pesare sulla non aderenza contribuisce molto anche la comorbidità, ossia la presenza di due o più patologie.
Sono questi alcuni dei risultati che emergono dalla “Indagine civica sull’aderenza terapeutica: un piano d’azione comune”, presentata oggi da Cittadinanzattiva e che ha coinvolto target eterogenei, rappresentati da un totale di 547 fra pazienti e presidenti di associazioni di pazienti e da ben 2228 professionisti sanitari. Il target è così composto: 502 Pazienti, 45 Presidenti delle Associazioni di pazienti, 74 Medici di Medicina Generale, 165 Medici specialisti, 194 Infermieri, 1590 Farmacisti di comunità, 205 Farmacisti ospedalieri.

World AIDS Day, Cittadinanzattiva lancia il video messaggio e la guida "I CARE Virology Edition": un impegno concreto per la salute delle donne detenute
Cittadinanzattiva, nella Giornata mondiale di lotta all’AIDS, lancia sui social media il video messaggio e presenta la guida realizzati all’interno di "I CARE Virology Edition", seconda edizione del progetto dedicato alla tutela della salute femminile all'interno della Casa Circondariale di Roma Rebibbia. Il progetto ha l’obiettivo di porre l'attenzione sul tema delle malattie infettive e sessualmente trasmissibili – in particolare HIV, Epatiti e HPV – la cui diffusione rappresenta una criticità importante negli istituti penitenziari, favorendo la partecipazione diretta e attiva delle donne detenute e il loro protagonismo nella diffusione delle misure di prevenzione e di gestione di queste malattie.
Virus respiratorio sinciziale, i dati dell’Osservatorio: bene la copertura neonatale ma equità a rischio per anziani, fragili e donne in gravidanza. L'Osservatorio Chiede una Regia Nazionale Stabile
Nel documento a cura di Cittadinanzattiva la sintesi delle attività di analisi e le proposte per intervenire sulle criticità in cinque aree chiave per l’accesso alla prevenzione.
La nota più positiva riguarda la gestione della prevenzione nella prima infanzia tramite l'anticorpo monoclonale: l'Osservatorio ha rilevato un successo significativo con coperture che superano l'80% e un modello organizzativo che prevede la somministrazione nei punti nascita per i nati "in stagione" (tra ottobre 2025 e marzo 2026) e l'attivazione di centri vaccinali o dei pediatri di libera scelta per la coorte di recupero (i nati fuori dalla stagione di massima circolazione del VRS, tra aprile 2025 e settembre 2025). Per la stagione 2025-2026, si è registrata una partenza sincronizzata in tutte le Regioni, per questo target. Nonostante questi dati positivi, l'analisi ha fatto emergere cinque criticità strutturali che compromettono l'equità e la stabilità del sistema: governance nazionale insufficiente, disomogeneità territoriale, comunicazione pubblica carente, non adeguato finanziamento sulla prevenzione, lentezza nell’accesso all’innovazione.
Crescono le tariffe a carico delle famiglie, ma anche la raccolta differenziata. Puntare su una maggiore trasparenza dei costi e sulla tariffazione puntuale per migliorare risultati anche nella differenziata
Nel 2025, la spesa media nazionale per la gestione dei rifiuti urbani è pari a 340 euro all’anno, in aumento del 3,3% rispetto al 2024 (329 euro). Le tariffe crescono – in misura differente – in tutte le regioni, ad eccezione di Molise, Valle d’Aosta e Sardegna, e in ben 95 dei 110 capoluoghi di provincia.
In crescita ovunque anche la raccolta differenziata, che nel 2023 si attesta al 66,6% dei rifiuti prodotti (era il 65,2% nel 2022). Restano marcate le differenze territoriali, con il Nord dove la spesa media si attesta sui 290 euro l’anno e una raccolta differenziata che raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti; segue il Centro dove le famiglie spendono in media 364 euro, mentre si differenzia il 62% dei rifiuti; sempre fanalino di coda il Sud con una spesa media di 385 euro l’anno e una raccolta differenziata ferma al 59%.
“I pronto soccorso hanno bisogno di personale motivato, sostenuto e adeguato a rispondere alle richieste dei cittadini che spesso vi accedono anche per le difficoltà legate a trovare alternative sul territorio. Per questo sosteniamo la richiesta, avanzata dalla Simeu, di riconoscere come usurante il lavoro dei professionisti sanitari che operano nell’emergenza urgenza, e di farlo attraverso gli emendamenti in discussione alla Legge di Bilancio”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
“Un appello che ci trova d’accordo come cittadini che hanno a cuore la salute psicofisica dei medici e degli infermieri che li accolgono nei pronto soccorso e che, riteniamo, possa rafforzare il rapporto di fiducia e collaborazione in un ambito così delicato come quello dell’emergenza-urgenza. Un riconoscimento, a nostro avviso, che favorirebbe non solo la permanenza di chi lavora in questo settore dell’assistenza sanitaria, caratterizzato al contrario da percentuali più elevate di dimissioni rispetto ad altri ambiti, ma anche una maggiore attrattività per i giovani professionisti che entrano nel mondo del lavoro sanitario. Non dimentichiamo infatti che nel 2024 il 74,9% dei posti messi a bando nelle scuole di specializzazione in Medicina d'emergenza-urgenza è rimasto deserto”.