Cittadini poco attenti al bilancio familiare, manca cultura finanziaria e assicurativa. Presentati i risultati del progetto di Cittadinanzattiva.

Soltanto poco più di un cittadino su tre conosce con precisione a quanto ammontano le proprie spese mensili, la metà le conosce in maniera approssimativa e una percentuale non irrilevante, che oscilla fra l’11% e il 17%, non lo sa per nulla.

È invece per tutti abbastanza chiaro quali siano i costi che nel corso di un anno hanno subito un incremento che ha inciso sul proprio budget. Nello specifico gli aumenti sono stati registrati soprattutto per le utenze (es. luce e gas), il trasporto privato e le tariffe dei servizi di pubblica utilità (rifiuti, acqua, tpl, asili nido). In contro tendenza il 50% degli intervistati dichiara di non sapere se l’importo della rata del mutuo/affitto sia aumentata rispetto all’annualità precedente. Inoltre, solo il 47% di chi sostiene pagamenti rateali dichiara di conoscere precisamente l’importo della/e rata/e.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla consultazione civica, che ha raggiunto 1.500 cittadini, promossa da Cittadinanzattiva nell’ambito del progetto “Risparmio e vulnerabilità” - che fa parte del programma di iniziative “Più informati, più protetti” - promosso dal Forum ANIA Consumatori con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i consumatori su temi di grande interesse - di cui oggi a Roma sono stati presentati i principali risultati.

La finalità generale del progetto è quella di incidere sulla filiera del risparmio - dalla gestione del bilancio familiare, alla formazione del risparmio fino alla sua tutela - agendo sul livello di conoscenza dei consumatori, informandoli e aumentando la loro consapevolezza verso rischi e soluzioni, fornendo loro competenze e strumenti, che li mettano nella condizione di gestire al meglio le conseguenze di eventuali shock esterni che possono modificarne la situazione finanziaria. Ciò a partire dalle maggiori criticità da essi percepite e rilevate in tema di uso del denaro e gestione del risparmio (a tal proposito, sul sito web di Cittadinanzattiva è possibile scaricare alcuni consigli utili per risparmiare messi a punto da Cittadinanzattiva nei diversi ambiti).

Tornando ai dati della consultazione civica, va segnalato che la metà del campione intervistato riconosce come scarse le proprie conoscenze economico/finanziarie e solo il 16% le considera buone o ottime. Infatti uno su cinque non sa, ad esempio, di poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo in determinate condizioni e circa un terzo non è a conoscenza dei bonus elettrici. Non è ottimo nemmeno il livello di informazione su cosa sia detraibile con la dichiarazione dei redditi: se il 70% circa sa di poter detrarre le spese sanitarie, la percentuale scende al 55% per il mutuo o l’affitto e al 18% per le spese assicurative.

Solo la metà degli intervistati adotta in media strategie di risparmio. Succede per lo più nel settore dei generi alimentari e di abbigliamento (dove si arriva ad un 80%), il 63% dichiara invece di acquistare farmaci equivalenti e poco più del 40% prova invece a risparmiare sui prodotti bancari e assicurativi. La scarsa tendenza al risparmio è per lo più motivata dal fatto che per un cittadino su tre le entrate coprono appena le uscite e un ulteriore 9% spende più di quanto guadagna.  Poco conosciute o poco utilizzate le forme di investimento dei risparmi: il 25% non ha risparmi, più del 44% li raccoglie sul conto corrente e il 12% su un libretto di risparmio.

Circa il 50% teme che problemi di salute possano incidere sulla propria stabilità finanziaria e circa il 40% teme per la perdita del lavoro o la riduzione dell’orario lavorativo.  Nonostante ciò le polizze assicurative che coprono alcuni di questi rischi, come la perdita del lavoro, risultano essere poco conosciute e la volontà di stipularle non supera il 50%. Circa l’80% vorrebbe che tali prodotti fossero più convenienti, che ci fossero più informazioni in merito e maggiore semplicità nelle procedure di liquidazione.

L’ultimo aspetto indagato si è focalizzato sul livello di conoscenza degli strumenti e dei soggetti che operano nell’ambito dell’educazione finanziaria. Il 70% degli intervistati non è a conoscenza di corsi di educazione finanziaria e di portali web contenenti materiali formativi e informativi, al momento ancora poco utilizzati. Più dei due terzi degli intervistati sarebbe però interessato a parteciparvi.

 

Ufficio Stampa
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