Sblocca Italia : anche Cittadinanzattiva al presidio nazionale di oggi promosso da Zero Waste Lazio per dire No al decreto governativo che prevede di riclassificare 42 impianti  esistenti e costruire altri 18 inceneritori
Ogni anno ciascun cittadino europeo produce in media 489 kg di rifiuti urbani (in Italia tra 500 e 600 kg). Nonostante la situazione sia in graduale miglioramento rispetto agli anni precedenti, 19 Paesi su 28 mostrano dei tassi di smaltimento in discarica superiori alla media europea (34%), tra cui l’Italia (41%). A partire dalla rivoluzione industriale lo sviluppo delle nostre economie è avvenuto all’insegna del «prendi, produci, usa e getta», secondo un modello di crescita fondato sul presupposto che le risorse sono abbondanti, disponibili, accessibili ed eliminabili a basso costo.

La transizione verso un’economia più circolare è al centro dell’agenda per l’efficienza delle risorse stabilita nell’ambito della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e rappresenta il punto di approdo verso il quale tendere e lavorare nei prossimi anni.

Tra le proposte dei cittadini emerse dalla consultazione di qualche mese promossa da Cittadinanazattiva emerge che le priorità d’intervento dovrebbero essere: promuovere comportamenti di consumo volti al riciclo, al riuso e alla riduzione degli sprechi 73%; aumentare la percentuale di rifiuti urbani riutilizzati e riciclati e diminuire la quantità di quelli smaltiti in discarica 69%; incrementare le iniziative di sensibilizzazione sul tema della salvaguardia dell’ambiente 68%; vietare tassativamente il collocamento in discarica di rifiuti riciclabili di plastica, metallo, vetro, carta e cartone e dei rifiuti biodegradabili 66%.  

Cittadinanzattiva è tra i sostenitori della strategia «Rifiuti Zero 2020», che richiede un cambiamento di mentalità a partire da pratiche più sostenibili nel corretto utilizzo delle materie nella filiera produttiva e sostiene che l’obiettivo principale di qualsiasi scelta politica in materia di rifiuti dovrebbe essere di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana e l’ambiente, quindi non è favorevole ad investimenti così ingenti e di prospettiva sugli inceneritori.

“Continueremo, anche con l’adesione a Zero Waste Lazio e all’Alleanza per l’economia circolare, ad impegnarci in tutti i territori, affinché il cambiamento auspicato avvenga in tempi rapidi”, ha commentato Tina Napoli, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, “sia tramite la responsabilizzazione del singolo cittadino negli abituali comportamenti di consumo e di smaltimento dei rifiuti, con la consapevolezza che ogni singolo comportamento ha un impatto nella propria comunità, sia chiedendo alle istituzioni investimenti per rafforzare la filiera del riciclo e approvare in parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare “legge rifiuti zero” depositata ad ottobre 2013 con 90.000 firme”

Ufficio Stampa
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