La partecipazione produce effetti positivi per la salute dei cittadini e per la sostenibilità del servizio sanitario, come dimostrato in Puglia, con la diminuzione dei ricoveri per i pazienti diabetici, resa possibile anche grazie al coinvolgimento delle associazioni dei pazienti diabetici, o con una crescita nell’adesione allo screening di prossimità per il tumore della mammella nella ASL di Foggia, grazie ad un impegno congiunto di Cittadinanzattiva Puglia e la Asl per l’attivazione di una “mammomobile”, un camper itinerante per lo screening.  La  richiesta di Cittadinanzattiva è di estendere tutte le forme di partecipazione, dalla democrazia partecipativa all’attivismo civico, e renderle sempre più incisive.

La sanità è migliore se partecipata. La partecipazione dei cittadini e dei pazienti non deve essere vista come un aggravio economico o burocratico come un elemento imprescindibile per portare a decisioni migliori e condivise e per garantire efficacia e trasparenza dell’attività istituzionale.

È quanto emerso nell’evento “Partecipazione in Sanità e Piano delle cronicità: il ruolo dei pazienti e dei cittadini in Puglia” realizzato oggi a Bari da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato con il contributo non condizionato di Janssen. Si tratta del terzo di quattro appuntamenti regionali - il primo si è tenuto lo scorso marzo a Roma, il secondo a maggio a Bologna - che puntano a  riconoscere ai cittadini e ai pazienti un potere di intervento nelle scelte per la propria salute. Il progetto ha permesso di effettuare una panoramica a livello nazionale, dalla quale è emerso chiaramente che un maggior coinvolgimento dei pazienti nella gestione delle politiche della salute, contribuisce concretamente a migliorare i servizi e anche le performance sanitarie soprattutto per quanto riguarda la gestione della cronicità.

In Puglia il 38,9% della popolazione è affetto da almeno una patologia cronica. In termini economici la cura delle patologie croniche assorbe quasi 3,2 miliardi di euro l’anno, pari all'86% delle risorse del servizio sanitario regionale. Ad aggravare ulteriormente i costi della sanità in Puglia è l’alto tasso di cittadini che si curano fuori regione, con un costo di 180 milioni di euro nell’ultimo anno.

“La Puglia – ha spiegato Matteo Valentino, segretario regionale Cittadinanzattiva Puglia  - è una regione con molte difficoltà, in cui si sta lavorando per dare risposte ai cittadini e quando lo si fa insieme i risultati si vedono.  Per esempio, su istanza di Cittadinanzattiva è stata avviata nella provincia di Foggia una campagna di prevenzione del tumore alla mammella con la "mammomobile" che ha permesso di raggiungere il 100 per cento di adesioni agli screening programmati”.

Nel luglio del 2017, la Regione ha approvato la legge n.28 “Sulla Partecipazione” che ha come obiettivi quelli di “promuovere  la sovranità popolare, anche attraverso la partecipazione piena e consapevole delle persone, sia come singoli sia nelle formazioni sociali, nella elaborazione delle politiche pubbliche regionali e locali” e di dare attuazione “ai principi di buon andamento e di trasparenza della pubblica amministrazione anche attraverso la promozione di forme diffuse di partecipazione delle collettività locali”.

“Per rendere pienamente operativa questa legge – ha spiegato Maria Teresa Bressi, responsabile networking  del Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva – occorre rendere gli organismi di partecipazione, previsti dalla Legge Regionale n. 28 e dal Piano Nazionale Cronicità, sempre più operativi, soprattutto in un ambito così importante per i cittadini, come quello dalla salute. In particolare – ha aggiunto – serve una maggiore trasparenza e inclusività nelle pratiche partecipative. Partecipazione non solo nella fase della decisione, ma anche in fase di monitoraggio e verifica degli esiti”. In altri termini “chiediamo– ha concluso Bressi - che la partecipazione sia effettiva, ovvero che i cittadini e pazienti diventino realmente protagonisti delle scelte che li riguardano; sia garantita in un sistema di governance delle politiche sanitarie; sia strutturale e non legata alle contingenze del periodo o alla buona volontà del singolo amministratore”.

Ufficio Stampa
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