Dal 31 marzo il Fascicolo Sanitario Elettronico è evoluto in FSE 2.0 e diventa uno strumento centrale per la cura, non più solo un archivio di documenti. La riforma introduce importanti novità: tutte le strutture sanitarie, anche private, devono caricare referti e dati clinici nel Fascicolo entro tempi definiti, mentre le informazioni diventano interoperabili e quindi facilmente consultabili dai professionisti sanitari. Inoltre, il Fascicolo è valido su tutto il territorio nazionale, garantendo continuità delle cure anche fuori dalla propria Regione.
Questa evoluzione può potenzialmente migliorare la sicurezza dei pazienti, ridurre esami inutili e rendere il Servizio Sanitario più efficiente. Tuttavia, il suo funzionamento dipende anche dalle scelte dei cittadini. È fondamentale, infatti, prestare il consenso alla consultazione: senza di esso, i medici (tranne il medico di famiglia) non possono accedere ai dati, limitando l’utilità del Fascicolo, soprattutto in caso di emergenza. Resta comunque garantito il diritto alla privacy, inclusa la possibilità di oscurare singoli documenti.





