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Al conteggio straziante, infinito, delle vittime del mare si è aggiunta una neonata di appena un mese, morta lo scorso 16 maggio a seguito di una traversata su un barchino di metallo partito da Sfax, in Tunisia, con a bordo 55 persone originarie di Camerun, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Fra loro c’erano anche 7 donne e 20 minori. La bambina, figlia di una ventenne ivoriana, è apparsa subito in condizioni critiche: assieme alla mamma e alla sorellina di due anni è stata trasferita al Poliambulatorio dove i medici non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso, a causa del freddo e delle troppe ore passate in mare. Sulla vicenda la Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta, per confermare le cause della morte e prevedendo di ascoltare la donna per ricostruire i dettagli del viaggio.

La tragedia ha suscitato la dura reazione delle organizzazioni umanitarie, che denunciano l'accaduto non come una tragica fatalità, ma come il drammatico fallimento delle attuali politiche europee; secondo le ONG, tali strategie continuano ad anteporre il controllo restrittivo delle frontiere alla tutela della vita umana e al rispetto del diritto internazionale. Leggi di più

Valentina Ceccarelli

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