Amnesty International ha recentemente pubblicato un Rapporto che analizza l’Accordo tra Italia e Albania sulla migrazione entrato in vigore a Febbraio 2024, che prevede la gestione italiana di un centro di identificazione a Shengjin e di un centro a Gjadër, evidenziandone il grave impatto sui diritti umani e sull’integrità del sistema di protezione internazionale. Il Rapporto si basa su una ricerca documentale che ha avuto luogo tra gennaio 2024 e giugno 2026: l'allungamento delle rotte marittime verso il porto di Shengjin espone le persone soccorse a prolungate sofferenze, in violazione del dovere di rapido sbarco in un porto sicuro. Le procedure di controllo si sono rivelate inadeguate, causando il trasferimento illegittimo di molti individui vulnerabili. Inoltre, dopo i primi blocchi imposti dai giudici europei, da marzo 2025 il centro di Gjadër è stato trasformato a tutti gli effetti in un CPR per stranieri già espulsi dall'Italia.
L'organizzazione denuncia detenzioni extraterritoriali arbitrarie, seri ostacoli al diritto di difesa e l'uso di restrizioni fisiche sproporzionate. Questo allarmante quadro è aggravato da una forte opacità governativa, che limita i monitoraggi indipendenti e nega l'accesso alle associazioni, indebolendo le tutele democratiche. Leggi di più
Anche Cittadinanzattiva continua il suo impegno sulla trasparenza, affinché nessun luogo di trattenimento si trasformi in una zona d'ombra inaccessibile. Sul fronte dei CPR, siamo attivamente impegnati nel promuovere strumenti di monitoraggio civico e istanze di accesso agli atti per smantellare i muri dell'opacità amministrativa. Le nostre azioni recenti qui e qui





