Tre cittadini su cinque vorrebbero consumare in modo più sostenibile e non ci riescono. Non per pigrizia, ma perché costa troppo, perché le informazioni restano oscure, perché online il rischio di frode è dietro l'angolo.
Lo racconta il I Rapporto civico sul consumerismo sostenibile di Cittadinanzattiva, presentato oggi nell'ambito del progetto Vita da Generazione SpreK.O. Il 65,6% considera i problemi ambientali un'emergenza reale, ma per il 58,7% il prezzo dei prodotti sostenibili resta l'ostacolo principale. Tra intenzione e scelta, in mezzo, c'è il portafoglio.
I dati raccontano un consumatore che prova a orientarsi in un mercato che non lo aiuta. Il 64,1% non saprebbe a chi rivolgersi davanti a una pubblicità ambientale ingannevole. Il 76% ignora i sistemi "uno contro uno" e "uno contro zero" per smaltire i RAEE. Sul cibo, il 54% segue già una dieta sostenibile, ma il 79% non sa indicare una corretta ripartizione calorica.
Le bollette non aiutano a fare chiarezza: oltre il 40% al Centro, al Sud e nelle Isole giudica incomprensibili quelle dell'acqua. Nel mercato energetico il telemarketing aggressivo spinge il 14,1% dei cittadini a firmare contratti che non voleva. E online, dove il 96,3% naviga ogni giorno, più del 70% si sente esposto alle frodi digitali.
Anche l'intelligenza artificiale entra nel quadro: l'81,1% pensa di averla già usata, ma la fiducia regge solo se resta un controllo umano sulle decisioni automatizzate.
Da questi dati nasce la proposta di Cittadinanzattiva: aggiornare la Carta dei diritti del cittadino-consumatore, ferma al 2008, con dieci nuovi diritti pensati per il mercato digitale ed ecologico di oggi.
Scarica il Rapporto completo e la nuova Carta dei diritti, leggi il comunicato e consulta la pagina del progetto
Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025





