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Lo scorso 8 ottobre la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, nota come "Stabilicum", e il giorno successivo è arrivata la firma per la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La riforma supera il precedente impianto misto per introdurre un sistema proporzionale corretto da un premio di governabilità. Una nota di interesse è rappresentata dalla possibilità del voto fuori sede.

Di seguito le principali innovazioni previste dalla legge:

  • Voto fuori sede: gli elettori temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella di residenza per motivi di lavoro, studio o salute, inclusi i caregiver familiari, potranno finalmente votare nel comune in cui si trovano. La misura sarà valida per le elezioni politiche, europee e per i referendum, previa apposita domanda nei termini prescritti.
  • Premio di governabilità al 42%: se una singola lista o coalizione raggiunge il 42% dei voti validi su base nazionale in entrambe le Camere, ottiene un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Qualora tale soglia non venga raggiunta da nessuno, i seggi verranno distribuiti esclusivamente con metodo proporzionale.
  • Tetto di maggioranza: anche in caso di vittoria del premio, le forze politiche vincitrici non potranno superare la soglia massima di 220 deputati e 113 senatori.
  • Soglie di sbarramento: fissate al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni. Per favorire la rappresentanza, all'interno delle coalizioni scatterà il "ripescaggio" per la lista più votata tra quelle rimaste sotto la soglia del 3%.
  • Tre preferenze e capolista bloccato: gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze rispettando l'alternanza di genere (pena l'annullamento della seconda e terza scelta). Rimane tuttavia in vigore il sistema dei "capilista bloccati", che verranno eletti per primi senza essere sottoposti al voto di preferenza.
  • Candidato premier nel programma: la coalizione o lista dovrà indicare nel programma depositato il nome della persona proposta per la Presidenza del Consiglio. Tale nome non comparirà sulla scheda elettorale e restano pienamente confermate le prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del Governo.

I possibili ricorsi alla Corte Costituzionale

Da parte di diverse forze politiche e di alcuni pool di costituzionalisti è stata infatti preannunciata l'intenzione di promuovere ricorsi alla Corte Costituzionale. Sotto la lente d'ingrandimento ci sono in particolare si contestano 6 punti: Il premio di maggioranza al 42%; il calcolo dei seggi al Senato; l’alternanza di genere e i capilista; l'indicazione del candidato Premier: l’elevato numero di firme per presentare le nuove liste; la compressione del voto libero e uguale.

Testo della legge

Per approfondire

Cristiano Tempesta

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