ex casermette la spezia

La Spezia: sul progetto di edificazione che si sta per abbattere sul territorio dell’area ex casermette, l’Associazione Abitanti Pagliari non è sola. Tantissime sono le associazioni che hanno richiesto la valutazione ambientale strategica sul piano urbanistico. “Il progetto non recupera quella parte di territorio ma semplicemente la copre sotto un manto di piazzali e capannoni - spiegano le associazioni e aggiungono che invece - vengono così cancellati edifici, ancora recuperabili, che assumono valore di archeologia industriale; viene eliminata la rigogliosa vegetazione (considerata infestante dal progetto) che comprende storici filari di tigli e di platani, che attualmente fa da filtro alle case di Pagliari nei confronti delle aree produttive del porto e della nautica.

I proponenti dicono di aver realizzato informazione e partecipazione intorno al progetto, ma a noi non risulta, per cui chiederemo una VAS accompagnata da una Inchiesta Pubblica. Questi i nostri primi rilievi di inadeguatezza del progetto verso la normativa”. Le associazioni evidenziano, inoltre, anche la totale mancanza di politiche sul consumo di suolo: “un’intera classe politica si fa scudo e vanto di queste posizioni salvo poi, alla prima occasione invece di metterle in pratica, accampare altre considerazioni, compresa la triste politica dello scaricabarile. Anche per questo è urgente una legge nazionale che disciplini con chiarezza questo tema.” 

Il luogo designato per il progetto è segnato da decine e decine di alberi pregiati e animato da una ricca presenza faunistica come il tasso, lo scoiattolo, la poiana, picchi e a molte altre specie che trovano nidificazioni in quell’area. Un bosco che peraltro funge da filtro per le polveri sottili e le particelle inquinanti che altrimenti colpirebbero il quartiere.

Approfondisci

Condividi

Potrebbe interessarti

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.