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Per la Corte di Cassazione, quella del Mondo di mezzo non è Mafia Capitale. La Corte ha così ribaltato il verdetto d'appello ed ha stabilito che l'organizzazione a delinquere capeggiata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi non è stata un'associazione di stampo mafioso - impostazione peraltro avvalorata dalla stessa procura generale della Cassazione - ma un'associazione a delinquere “semplice”.

Di conseguenza, si dovrà procedere alla rideterminazione della pena in un nuovo giudizio di appello, davanti a una sezione diversa da quella che lo scorso anno, a vario titolo, aveva invece condannato gli imputati per associazione a delinquere di stampo mafioso. Per tutti ci sarà dunque un nuovo processo, ma di certo non viene messa in dubbio la criminalità e, dunque, l’esistenza di una collaudata associazione a delinquere, seppur senza l'aggravante mafiosa.
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Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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