L’Italia non detiene il primato negativo dell’ultimo posto in classifica in tema di corruzione ma di sicuro non c’è molto da festeggiare: solo la Bulgaria in Europa sta peggio di noi ed il nostro Paese continua ad essere percepito come uno dei più corrotti dell’Occidente. Secondo la classifica annuale stilata da Transparency International, l'organizzazione della società civile leader globale nella lotta alla corruzione, l’Italia occupa il 61° posto al mondo e resta un’anomalia tra i Paesi europei più avanzati.

Eppure, a fronte di un alto livello di corruzione percepita, il numero di condanne resta tutto sommato basso. I detenuti in prigione con alle spalle una sentenza definitiva per corruzione sono infatti solo 126, con un’incidenza dello 0,31% sul totale della popolazione carceraria. Perché un dato così basso? Succede perché, spesso, chi commette un illecito di questo tipo si salva con la prescrizione, una vera e propria “scappatoia” che l’Italia garantisce agli imputati. Ed il Disegno di legge che aumenta della metà i tempi della prescrizione per la corruzione, approvato nel marzo 2015 alla Camera, è ancora fermo al Senato. Approfondisci

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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